Mastrovito (ACLI), Giovanni Paolo II: un incontro che ti cambia la vita

gianlu2Abbiamo intervistato Gianluca Mastrovito, presidente delle Acli di Salerno, in occasione dell’esposizione della reliquia del sangue di San Giovanni Paolo II prevista dal 16 al 23 ottobre prossimo nella chiesa di San Marco in Teggiano di cui le Acli sono partner organizzativo.

– Presidente Mastrovito, chi sono le Acli?

Le ACLI, sono un movimento educativo e sociale di cristiani a servizio dei lavoratori e della società. Una grande esperienza di libertà, che si esprime nella sua dimensione popolare; una Associazione, che nasce tra la gente, per rispondere ai bisogni delle persone, per dar voce alle sue istanze, per tutelarne i suoi diritti, per accompagnare le stagioni della vita; capace, dunque, di costruire legami e relazioni di prossimità. Un Associazione di promozione sociale, che genera solidarietà e responsabilità, che costruisce nuova qualità del lavoro e del vivere civile; che sostiene convivenza e cooperazione fra culture ed etnie diverse; che fa azione educativa e sociale per affermare il primato della persona, della famiglia e della comunità. Un cammino che percorriamo ogni giorno, favorendo forme di governo e di cittadinanza responsabile, attenti a che, nessuno sia lasciato indietro (emarginati, deboli, a rischio di emarginazione sociale)…e dove si realizzi lo sviluppo integrale delle persone e della comunità, secondo principi di democrazia e giustizia. La nostra azione, è fondata sul messaggio evangelico e sull’insegnamento della Chiesa, sulla fedeltà al movimento dei lavoratori e alla democrazia; un azione, la nostra realizzata attraverso una rete diffusa e organizzata di servizi, circoli, imprese sociali, progetti e realtà associative.

– Il 27 aprile 2002, Giovanni Paolo II disse: “siete oggi chiamati ad essere nuovamente le «api operaie» della Dottrina sociale della Chiesa” . Come state facendo nel Salernitano per rispondere a questo invito?

Abitando il territorio con responsabilità e generando azioni di prossimità concrete; viviamo giorni difficili, segnati da una crisi, che quotidianamente, destabilizzata gli assetti economici e sociali di un’intera comunità. La gente che incontriamo attraverso i nostri Servizi, denuncia la fatica di vivere il quotidiano, di preservarela propria dignità, e peggio ancora di tracciare orizzonti di speranza. E’ una crisi di fiducia nel futuro, che dobbiamo tramutare in opportunità di rinascita, sentendoci tutti corresponsabili e sussidiari nelle difficoltà.

 – Le Acli e Teggiano, un connubio che va avanti da decenni.  “Andiamo avanti con speranza” ?

Andiamo avanti con passione, fraterna amicizia e corresponsabilità agita; legami, che qualificano da sempre i rapporti delle ACLI, su un territorio articolato e complesso, come quello della provincia salernitana. Andiamo avanti nella certezza, di condividerne obiettivi e progetti, che tengono insieme l’interesse delle persone e la crescita umana della comunità. Una presenza, quella teggianese, generativa di speranza che negli anni, ha trovato concretezza nella realizzazione di azioni, progetti, attività a cui siamo legati e dalle quali sono nate relazioni buone ed indissolubili.

– Un suo ricordo di Giovanni Paolo II…

Il mio personale incontro, nel corso di un udienza privata, del 03 settembre 2003! Un incontro che ti cambia la vita; che nel silenzio degli sguardi (la sua malattia lo rendeva già infermo nella voce), riesci a sentire la Parola, dove la mano tremolante, per via del Parkinson, appare l’appiglio più forte e sicuro a cui sorreggersi. Una manciata di minuti, un tempo breve, che sembra essere durato un eternità, riempiendo ancora oggi in maniera nitida, il ricordo delle sue emozioni. E poi, la notte di Tor Vergata, segnata dalla fatica del cammino di una lunga giornata, dall’apprensione di un Servizio per i tanti fedeli, dalla precarietà di un giaciglio realizzato alla meglio; sensazioni, scomparse con il suo arrivo, per dare spazio a gioia mista a lacrime, a risate senza soste (per le sua inaspettata ironia), a fremiti intensi nel vederlo passare inaspettatamente al tuo fianco …ad adrenalina pura, quando con milioni di persone, sotto una stessa croce abbiamo cantato ad una sola voce.

Le reliquie di San Giovanni Paolo II a Teggiano, cosa rappresentano per lei e per la comunità?

Un evento di Grazia, che rilancia la bontà di una scelta associativa, di vivere ed operare tra la gente; significa, ritrovare un Padre nella fede, un testimone credibile di un tempo di crescita personale, costitutivo delle responsabilità e delle scelte di senso; rileggere la quotidianità e ravvivare la memoria storica, a partire dal suo pensiero sui temi della Famiglia, Giovani, Lavoro, Accoglienza e Solidarietà…intuizioni e riflessioni, attuali e profetiche, per questioni sociali ancora aperte e in divenire. Non ultimo, un occasione per ravvivare il senso della preghiera e il dono della vita.  di Massimo Manzolillo

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