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Martedì 21 Febbraio – Sei tu, io e la strada

Martedì 21 Febbraio - Sei tu, io e la stradaIn quel tempo, Gesù e i suoi discepoli attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. Insegnava infatti ai suoi discepoli e diceva loro: «Il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà». Essi però non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo.Giunsero a Cafàrnao. Quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo per la strada?». Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande. Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti». E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: «Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato». Mc 9,30-37

Dopo la cometa, Gesù mio, tu cammini con noi, tra di noi, di regione in regione, senza segni di annuncio.
Sei tu, io e la strada.
Per te Gesù mio non c’è solo Gerusalemme, non c’è subito Gerusalemme.
Non c’è solo il Golgota, subito il Golgota.
Non c’è solo il sepolcro, subito il sepolcro.
L’importante non è solo arrivare, l’importante è stare con me, con noi.
Volevi che nessuno lo sapesse perché ci sono cose che prima devono accadere, essere raccontate.
Non vuoi salvarmi da solo, non vuoi morire da solo, insieme.
Gesù mio dimmi di nuovo quello che ti succede, che ti succederà.
In amore ci si parla in due, ci si ascolta in due.
Sei te che voglio prendere, metterti in mezzo, abbracciare e accogliere.
Sei te quello con cui ora voglio stare.

Di Don Mauro Leonardi





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