Marie Fredriksson, muore la cantante dei Roxette

La Fredriksson lottava contro un tumore al cervello da 17 anni

Marie Fredriksson, la voce del duo svedese dei Roxette, muore a soli 61 anni per un tumore al cervello.

È un grande lutto nel mondo della musica e dello spettacolo.

La cantante svedese, nel 2002, aveva raccontato ai fan la sua lotta, ma all’epoca i medici le avevano dato solo un anno di vita, la guerriera invece ha lottato per 17 anni.

Nel 2018 ha anche pubblicato un ultimo album.

L’inizio della malattia

Marie nel 2002, lamentò di non sentirsi bene mentre faceva jogging con suo marito e successivamente collassò.

In ospedale le fu immediatamente diagnosticato un tumore al cervello.

La cantante fu subito operata per rimuovere la massa tramite un intervento chirurgico a cui seguirono mesi e mesi di chemioterapia e radioterapia.

Il tumore le lasciò però dei segni: la Fredriksson era divenuta cieca in un occhio, aveva un udito limitato e non fu in grado di parlare per mesi dopo l’operazione.

La rinascita artistica dopo la malattia

Nel 2004, a distanza di poco tempo dalla tremenda diagnosi pubblicò “The Change“: unico album in inglese della cantante.

Nel 2005 sconvolse i suoi fan con una bella notizia, dicendo: “Sono stati tre anni molto difficili, ma adesso sono guarita. Non devo più sottopormi a nessun trattamento”.

Dopo anni però il male ritornò.

Nel 2018, un anno prima di morire, pubblicò il suo ultimo album.

Il duo agli esordi

La vita

La cantante era sposata con Mikael Bolyos e da lui ha avuto due figli.

È stata co-creatrice del duo Roxette con Per Gessle nel 1986.

Primo gruppo musicale svedese a conquistare il mercato statunitense.

Il duo arrivò al successo negli anni Ottanta con canzoni come “It Must Have Been Love“, colonna sonora di Pretty Woman, ma anche .”Joyride“, “Listen To Your Heart” e “The Look“.

È famoso anche il loro singolo “Sleeping In My Car”.

Gessie, l’altro cantante del duo, ha reso omaggio a Marie su Twitter: “Tutto il mio amore per te e la tua famiglia. Le cose non saranno mai più le stesse”.

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