Madonna del Bosco – La Vergine che dispensa le sue grazie da un castagneto

Sono trascorsi 400 anni da quando, su uno dei tre imponenti castagni che sorgevano nei boschi di Imbersago vicino alla Fontana dei lupi, una Signora apparve a tre bambini che stavano portando al pascolo le pecore. Era il 9 maggio del 1617 e Pietro, il più giovane dei tre pastorelli, scorse tra le fronde dell’albero un riccio maturo, fuori stagione, con tre castagne.

L’evento straordinario dell’apparizione mariana e della maturazione del riccio, richiamò le persone del luogo e, in questo angolo di Brianza solcato dal fiume Adda, si accese la devozione verso quella che è conosciuta come la Madonna del Bosco. Si susseguirono le grazie e, una tra le prime, riguardò un bambino piccolo, salvato dalle fauci di un lupo proprio grazie all’intervento della Vergine Maria. I numeri – tre pastorelli, tre castagne – e gli elementi naturali come l’albero e il lupo hanno una forte valenza simbolica. I primi rimandano alla perfezione, l’albero che estende verso l’alto i propri rami richiama alla tensione dell’uomo verso Dio, mentre il lupo è fonte dei pericoli, materiali e spirituali, nei quali l’uomo può incappare.
Dopo il miracolo delle castagne, fu edificata una cappella, conosciuta come lo Scuròlo; in seguito, fu costruita la soprastante chiesa, benedetta nel 1646. Nel corso dei secoli si avvicendarono altri interventi, che hanno condotto l’edificio alle forme attuali.
SULLA COLLINA
Il santuario della Madonna del Bosco è un esempio di barocco lombardo, misurato e non ridondante di decorazioni. Il complesso sorge su un rilievo, immerso nel verde, in una posizione panoramica: domina la pianura sottostante, le colline della vicina bergamasca, e lo sguardo del pellegrino può posarsi sui profili frastagliati delle Prealpi. Il santuario infatti è collocato nella Brianza lecchese, al confine con la provincia di Bergamo.
Si può raggiungere la chiesa percorrendo la monumentale Scala santa, che conta 349 scalini, dominata dalla statua raffigurante papa Giovanni XXIII, opera dello scultore Enrico Manfrini. Fu importante il legame tra il Papa buono e il santuario della Madonna del Bosco. Angelo Roncalli, infatti, da bambino veniva dalla nativa Sotto il Monte a Imbersago. Con la mamma, a piedi e poi traghettando il fiume Adda, compiva questo pellegrinaggio e la Madonna del Bosco rimase sempre impressa nel suo cuore. Vi si recò da seminarista, poi da sacerdote e da presule, anche in forma privata. Nel 1960 papa Giovanni domandò al cardinale Giovanni Battista Montini, arcivescovo di Milano, di deporre una preziosa collana sulla statua della Vergine Maria, esprimendo in uno scritto tutta la sua devozione per la Madonna del Bosco.






LA CAPPELLA DEL MIRACOLO
Superata la statua di papa Giovanni e il gruppo scultoreo della Sacra Famiglia, si giunge al nucleo originario del santuario, lo Scuròlo. In questa cappella si può pregare dinanzi all’affresco seicentesco raffigurante la Vergine col Bambino in cima al castagno. Il luogo ricorda quindi la presenza premurosa di Maria e la fede di coloro che si sono rivolti alla Madonna. Sul fondo della cappella, nella quale è la fonte, si trova un complesso scultoreo novecentesco con, al centro, la Vergine, i tre pastorelli ai suoi piedi, la mamma e il bambino nelle fauci di un lupo.
Usciti dallo Scuròlo, dopo un’ultima breve rampa di scale, si raggiunge la chiesa, a pianta centrale. L’edificio è preceduto da un portico, dal quale lo sguardo può spaziare sul paesaggio circostante. Entrando, il pellegrino si trova in un ambiente a pianta ottagonale, sormontato da una cupola a spicchi. Sull’altare maggiore, nel presbiterio, è collocata una statua ottocentesca della Madonna del Bosco. Dal volume della chiesa si eleva un agile campanile.
All’esterno del santuario sono collocate panchine e tavoli per la sosta dei pellegrini; vi sono un punto di ristoro, una libreria religiosa, dei locali che, in occasione del centenario, ospitano una mostra. Alle spalle della chiesa si snoda una Via crucis. Inoltre, in un edificio a pochi passi dal santuario, sono stati collocati gli arredi della stanza utilizzata in arcivescovado a Milano dal cardinal Alfredo Ildefonso Schuster. Accanto a essa, sono esposti alcuni degli ex voto, lasciati nel corso dei secoli dai devoti.
IN CERCA DI CONVERSIONE
Il flusso dei pellegrini è sempre costante e notevole. Visitano il santuario – come conferma il rettore, padre Giulio Binaghi – sia persone provenienti dal territorio e dalla diocesi di Milano, che persone provenienti da altre parti d’Italia e dall’estero. «I pellegrini», sottolinea padre Giulio, «cercano la Madonna, cercano il silenzio, la pace, desiderano mettere in ordine la propria vita, convertirsi. E Maria li porta a Gesù». Infatti, sono sempre molti coloro che si accostano al sacramento della Riconciliazione.
Mercoledì 6 settembre, monsignor Mario Delpini, da poco nominato arcivescovo di Milano, ha celebrato una Messa al santuario, ricordando con riconoscenza il 120° anniversario dell’arrivo dei padri Oblati Vicari, che reggono questo luogo di devozione.
FINO A MAGGIO 2018 AL SANTUARIO SI CELEBRA UN ANNO GIUBILARE
L’anno giubilare mariano del santuario si è aperto il 9 maggio scorso e terminerà il 9 maggio 2018. In questa occasione è possibile ricevere l’indulgenza plenaria. Presso il santuario è stata allestita una mostra sul centenario, aperta nei giorni festivi e il sabato pomeriggio. Sono state inoltre pubblicate alcune o

pere per rimarcare questo appuntamento e, tra queste, un simpatico libro a fumetti dedicato ai più piccoli.




ORGANIZZARE LA VISITA
Il santuario della Madonna del Bosco si trova a Imbersago (Lecco). Si raggiunge da Milano, percorrendo la strada provinciale 56. Tel. 039/99.20.163. www.madonnadelbosco.org. Interessanti, nelle vicinanze, anche la chiesa romanica dei Santi Colombano e Gottardo ad Arlate, e a Imbersago il traghetto che collega le due sponde del fiume Adda, costruito secondo un progetto di Leonardo da Vinci.
ORARI E VISITE
Il santuario apre alle 6.30 e chiude alle 12, riapre alle 14.30 e chiude alle 17.30 (18.30 ora legale). La domenica pomeriggio è aperto sino alle ore 19. Le Messe sono celebrate alle 7, 8.30, 10, 11.30, 16, 17.30 (festivi), 7, 8, 16 il lunedì, martedì, mercoledì e venerdì, 7, 9 e 16 il giovedì. Tutti i giorni alle 15.30 (sabato 17.30), recita del Rosario. Alla domenica, Rosario, Adorazione eucaristica e benedizione a partire dalle 14.45; alle 18.30, recita dei Vesperi. Il primo sabato del mese alle 6.30 recita del Rosario salendo la Scala santa e Messa alle ore 7.




Fonte credere.it

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