L’VII incontro mondiale delle Famiglie a Milano con Benedetto XVI

Riviviamo i giorni del VII Incontro mondiale delle Famiglie a Milano che si è tenuto dal 3o Maggio al 3 Giugno 2012. Il tema dell’incontro è stato “La famiglia: il lavoro e la festa”.  L’arrivo del Papa in Piazza duomo segna l’ inizio dell’Incontro mondiale della famiglie. E’ una piazza gremita quella che si prepara ad accogliere il Pontefice, dove tanti gruppi cantano, battono le mani, sventolano bandiere. La gente è stata fatta affluire all’interno di un perimetro di transenne che dal sagrato, dove è stato piazzato lo scranno da cui parlerà Benedetto XVI, arrivano fino alla metà della Piazza. Sotto la Madonnina, su cui oggi sventolano insieme il tricolore e il vessillo vaticano, sono decine le bandiere agitate dai fedeli, da quella brasiliana a quella inglese, i cartelli, gli striscioni: ‘Benedetto chi viene nel nome del Signore’, recita ad esempio uno issato dal gruppo di Comunione e liberazione. Segue l’incontro del Papa a San Siro con i giovani cresimandi, l’ora media con i consacrati nel duomo, e l’incontro con il mondo della politica. Tantissimi i giovani e i giovanissimi: ‘La scuola nella festa… La magia e’ questa’, si legge in un altro striscione sventolato da un gruppo di bambini. Le coreografie dei volontari sul campo del Meazza, i cori e il boato dei circa 70 mila cresimandi riuniti allo stadio per Benedetto XVI, le grida di ‘viva il papa’ ad accompagnare ovunque il pontefice, dal Duomo a San Siro: è un continuo abbraccio d’affetto quello che Milano ha tributato al Santo Padre, nel suo secondo giorno di visita in città. “Un incontro travolgente”: dice dell’appuntamento a San Siro il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, che non nasconde la gioia per le dimensioni assunte dal VII Incontro mondiale delle famiglie. “Non ricordo – dice parlando in conferenza stampa della mattinata allo stadio – un altro evento con queste dimensioni, scenografie e livello di coinvolgimento”. Prima del discorso del papa, il prato del Meazza è diventato un mare con tanti pesci formati dai volontari, che hanno chiuso la loro esibizione stendendo al centro del campo una grande colomba bianca che ha poi lasciato il posto alla scritta ‘Grazie’. Un’altra coreografia ha invece riprodotto il logo del Family 2012, una famiglia stilizzata con padre, madre e due bambini, utilizzando pannelli colorati e piccole vele. Tra i vari omaggi, il papa ha ricevuto dalle mani del capitano nerazzurro Javier Zanetti una maglia dell’Inter con il nome Benedetto stampato sulla schiena e il numero 16.

Prima di arrivare al Meazza, Benedetto XVI  stamattina ha fatto visita in Duomo per la celebrazione dell’Ora Media insieme a sacerdoti, religiosi e religiose, monache di clausura e seminaristi. Accolto da una serie di applausi, il pontefice ha percorso la navata centrale della cattedrale, tra almeno 5.000 religiosi. Benedetto XVI, acclamato dalla folla, ha percorso la navata della cattedrale trasportato sulla “pedana mobile”, analogamente a quanto avviene da qualche tempo a San Pietro. Al termine della sua meditazione Benedetto XVI è sceso dalla cattedra arcivescovile posta a lato dell’altare per dare la sua benedizione a un gruppo di anziani, disabili e malati, tutti religiosi, seduti sulle loro sedie a rotelle ai lati dell’altare. I religiosi presenti in Duomo gli hanno tributato un lunghissimo, continuo applauso. Il papa è sceso nello Scurolo dietro l’altare, dove sono conservate le reliquie di San Carlo, davanti alle quali il Pontefice si è inginocchiato e trattenuto in preghiera. Nell’incontro con i politici ha ricordato:“Dovrebbe crescere il senso di responsabilità dei partiti che non devono promettere cose che non possono realizzare. Non cerchino solo voti per sé e siano responsabili per il bene di tutti. La responsabilità i davanti a Dio e agli uomini”. Lo Stato è chiamato a riconoscere l’identità propria della famiglia, fondata sul matrimonio e aperta alla vita”. Lo ha ribadito Benedetto XVI durante l’incontro con le autorità milanesi e la società civile nella Sala del Trono dell’Arcivescovado. Inoltre ha ricordato le parole di Sant’Ambrogio, che “a quanti vogliono collaborare al governo e all’amministrazione pubblica, richiede che si facciano amare”. Richiamando il dovere “di dedicarvi al bene dei cittadini”, ha spiegato che così la politica diventa “una elevata forma di carità”.

Video dell’incontro con i giovani allo Stadio di San Siro:

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Veglia di Preghiera con le Famiglie-. Sono le otto e mezzo della sera all’aerodromo di Bresso, ormai affollatissimo per l’arrivo di papa Benedetto XVI. Sul palco la festa è già iniziata a metà pomeriggio, con tanta musica che aprirà la strada alle vere protagoniste dell’evento, assieme al Pontefice: le famiglie. Mentre l’Orchestra Terraconfine esegue le note del tema Ogni vita è grande, una bambina dai tratti orientali raggiunge il palco del Papa. Con sé porta un mazzolino di fiori di campo che porta ai piedi dell’icona mariana. Dopo aver abbracciato il Santo Padre, la piccola invita i suoi familiari ad alzarsi dalla tribuna dove sono seduti e li presenta al Pontefice.“Ciao Papa! Sono Cat Tien – esclama la bimba in un ottimo italiano – vengo dal Vietnam, ho sette anni”. E presenta la sua famiglia a Benedetto XVI: papà Dang, mamma Thao e il fratellino Bin. Poi rivolge al Santo Padre la sua domanda: “Mi piacerebbe tanto sapere qualcosa della tua famiglia e di quando eri piccolo come me…”. Benedetto XVI ha risposto, ricordando quanto durante la sua infanzia, fosse “essenziale la domenica” e quanto fossero piacevoli i momenti di tempo libero che la famiglia Ratzinger trascorreva in viaggi e “lunghe passeggiate nei boschi”. Dal padre che “suonava la cetra” il futuro papa ha appreso la grande passione per la musica. Chiunque nella famiglia Ratzinger cantava o suonava uno strumento; in particolare il fratello, don Georg, è diventato un raffinato compositore. “L’amore semplice – ha aggiunto Benedetto XVI – e le piccole cose era ciò che ci dava la gioia. Vedevo la bontà di Dio che si rifletteva nei miei genitori e nei miei fratelli, in un contesto di fiducia e gioia”. Il Santo Padre ha poi confidato di immaginarsi il Paradiso come qualcosa di simile alla sua gioventù e il suo futuro incontro con il Signore come un “tornare a casa”. Di seguito il cardinale Ennio Antonelli, presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, ha pronunciato le proprie parole di ringraziamento al Pontefice, la cui presenza non solo “attrae l’attenzione dei media e delle Istituzioni sulla famiglia” ma soprattutto trasmette “fiducia e coraggio”, poiché “testimonia quanto la famiglia stia a cuore alla Chiesa, anzi quanto stia a cuore a Dio stesso”. Dopo aver dato spazio al discernimento culturale e formativo, durante il Congresso teologico-pastorale, mettendo in luce le difficoltà e le opportunità per la famiglia durante questo momento storico, è ora arrivato il momento di far parlare il cuore e l’esperienza vissuta. Tutte le gioie, le speranze e le preoccupazioni che della famiglia sono proprie, sono state portate alla veglia di Bresso perché siano “illuminate” dalla parola del Santo Padre, “accolte e custodite nella sua preghiera”, conclude Antonelli. È poi il turno di una giovane coppia di fidanzati. Si chiamano Serge Razafimbony e Fara Andrianobonana e vengono dal Madagascar. Si sono però conosciuti, raccontano, all’Università di Firenze, dove Serge studia ingegneria e Fara studia economia. “Siamo fidanzati da quattro anni – spiega Serge al Papa – e non appena laureati sogniamo di tornare nel nostro Paese per dare una mano alla nostra gente, anche attraverso la nostra professione”. È poi Fara ad esprimere la propria perplessità sui “modelli familiari che dominano l’Occidente” sebbene anche i “molti tradizionalismi della nostra Africa”, ad avviso dei due giovani malgasci, siano “superati”. A fronte dei loro progetti nuziali Fara e Serge, pur manifestando la loro volontà di vivere un matrimoni cristianamente ispirato, esprimono al Santo Padre una fragilità tipica delle giovani coppie di oggi: “C’è una parola che più di ogni altra ci attrae e, allo stesso tempo, ci spaventa: per sempre”. Benedetto XVI ha risposto, prendendo atto che, a differenza che in passato, in epoca moderna il matrimonio ha sempre più coinciso con l’innamoramento, tuttavia “nel rito del matrimonio la Chiesa non ti domanda: sei innamorato?”. Il matrimonio, dunque, non richiede solo sentimento ma “discernimento della ragione e della volontà” per poter dire davanti alla persona che si ama: “Sì, questa è la mia vita”. Citando il miracolo di Gesù alle nozze di Cana (Gv 2,1-11), Benedetto XVI ha parlato di un “primo vino, bellissimo”, quello dell’innamoramento, e di un “secondo vino che deve crescere, maturare fermentare”: è “l’amore definitivo” ancora “più bello e migliore del primo”.

Video della Veglia di Preghiera a Bresso con le Famiglie:

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La Messa conclusiva nel parco di Bresso-. All’inizio della messa che Benedetto XVI presiede questa mattina a conclusione del settimo Incontro mondiale delle Famiglie, sono oltre un milione i fedeli presenti nel Parco di Bresso, a Milano per assistere alla celebrazione. Numerosissime anche le autorità arrivate per ascoltare la Messa celebrata da Papa Benedetto XVI. In prima fila sono seduti tra gli altri il premier Mario Monti, il ministro della Cultura Ornaghi, il ministro Riccardi. Ci sono poi Maurizio Lupi, Rosi Bindi, Umberto Bossi, il presidente di Confindustria Squinzi, il segretario della Cisl Bonanni, tutte le autorità locali: il governatore lombardo Formigoni, il presidente della Provincia di Milano Podestà e il sindaco Giuliano Pisapia. Con la grande messa nel Parco Nord di Bresso, Benedetto XVI chiude oggi la sua visita di tre giorni a Milano per il settimo Incontro mondiale delle Famiglie. Tre giorni fitti di eventi quelli della visita pastorale nella città ambrosiana, durante i quali il Pontefice ha lanciato forti messaggi alla politica, chiamata a “farsi amare”, a “non fare promesse che non può realizzare”, ad essere “responsabile verso il bene di tutti”, oltre che a difendere i valori della vita e della famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna. Dopo la messa che conclude stamane il meeting delle famiglie, e nella quale sarà annunciata la sede del prossimo Incontro mondiale, Benedetto XVI ripartirà nel pomeriggio in aereo per Roma, per fare rientro in Vaticano. Nel matrimonio gli sposi si donano “la vita intera”, ha affermato il Papa. “Il vostro amore è fecondo innanzitutto per voi stessi, perché desiderate e realizzate il bene l’uno dell’altro”, ha detto. E’ “fecondo” poi “nella procreazione, generosa e responsabile, dei figli, nella cura premurosa per essi e nell’educazione attenta e sapiente”. E’ fecondo infine “per la società perché il vissuto familiare è la prima e insostituibile scuola delle virtù sociali”. Alla fine dell’Angelus il papa ha annunciato: Il prossimo Incontro mondiale delle Famiglie, l’ottavo, dopo quello che si chiude oggi a Milano, si svolgerà a Filadelfia, negli Stati Uniti, nel 2015. “Saluto l’arcivescovo di Filadelfia, mons. Charles Chaput – ha anche detto il Pontefice -, e lo ringrazio fin d’ora per la disponibilità offerta”. Grazie Santità per l’attenzione e la premura verso la famiglia. Vogliamo camminare insieme uniti per raggiungere il regno del Signore.

Video con l’inno ufficiale del VII Incontro Mondiale delle Famiglie:

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Alcuni dati statistici-. Il VII Incontro mondiale delle famiglie si è tenuto a Milano, dal 30 maggio al 3 giugno 2012, giorno in cui è stata celebrata la messa presso l’aeroporto di Bresso presieduta da papa Benedetto XVI alla presenza di 1.000.000 di fedeli. I dati Auditel hanno mostrato che gli spettatori sintonizzati su Rai 1 sono stati: 1.490.000 per il discorso di papa Benedetto XVI in piazza Duomo venerdì 1 giugno 3.082.000 per la festa delle Testimonianze di sabato sera 2.097.000 per la messa di domenica 3 giugno presso l’aeroporto di Bresso. a cura di DonSa

Logo ufficiale del VII Incontro Mondiale delle Famiglie.
Logo ufficiale del VII Incontro Mondiale delle Famiglie.

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FOTOGALLERY
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