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L’uomo ragno si è innamorato di Gesù: ecco come è successo

Cari amici lettori, spero che mi perdonerete il titolo a effetto. Ma la tentazione era troppo forte dopo aver letto l’intervista al giovane attore Andrew Garfield che, qualche anno fa, ha indossato i panni del supereroe in calzamaglia rossa. Trovate un assaggio dell’intervista in questo numero di Credere e il testo completo su Jesus di marzo.

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Garfield ha confessato di essersi innamorato di Gesù dopo l’esperienza degli esercizi spirituali ignaziani, che aveva fatto per prepararsi all’ultimo film di Martin Scorsese, Silence, dove interpreta appunto un padre gesuita.

Oltre all’intervista a Garfield, in questo numero vi offriamo come sempre tante storie di bene, di speranza, di incoraggiamento. Pur nella drammaticità delle situazioni. Penso alla vicenda di Blessing, alla quale dedichiamo anche la copertina, una ragazza nigeriana vittima della tratta, o al mistico fratel Cosimo, che consola tutti. Penso a Laura Tangorra, alla quale quindici anni fa, mentre era incinta, fu diagnosticata la Sla. Decise di portare a termine la gravidanza e ora la sua bambina, Alice, è «una persona meravigliosa». Laura è bloccata a letto, respira grazie a un polmone esterno, ma dice che si può essere felici anche così, perché «ho capito che la sola cosa che conta nella vita è lo scambio d’amore. Dare e ricevere amore è l’unica possibilità per essere felici, tutto il resto è un di più».

Tutte queste storie dimostrano quello che papa Francesco raccomanda ai giornalisti nel messaggio reso noto lo scorso 24 gennaio: «Credo ci sia bisogno di spezzare il circolo vizioso dell’angoscia e arginare la spirale della paura, frutto dell’abitudine a fissare l’attenzione sulle “cattive notizie” (guerre, terrorismo, scandali e ogni tipo di fallimento nelle vicende umane)». Non si tratta, spiega, «di promuovere una disinformazione in cui sarebbe ignorato il dramma della sofferenza, né di scadere in un ottimismo ingenuo». L’invito è, piuttosto a cercare «uno stile comunicativo aperto e creativo, che non sia mai disposto a concedere al male un ruolo da protagonista, ma cerchi di mettere in luce le possibili soluzioni». In breve, Francesco invita a offrire «narrazioni contrassegnate dalla logica della “buona notizia”». La stessa logica che spinge noi di Credere a raccontare tante storie e testimonianze di vita.






C’è a questo proposito una bellissima frase a conclusione del messaggio, che si applica anche ai tanti testimoni della fede che presentiamo sulle nostre pagine: il Vangelo, la Buona Notizia, « è stato “ristampato” in tantissime edizioni nelle vite dei santi, uomini e donne diventati icone dell’amore di Dio».




Fonte www.credere.it/Don Antonio Rizzolo

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