L’incontro di Papa Francesco con i profughi: basta guerre

AFP3722028_Articolo (1)Papa Francesco riporta indietro dalla Turchia tante immagini , ma quella dei profughi e giovani di questo primo pomeriggio, sappiamo averlo molto toccato nella profondità del cuore.

Il Papa è già a casa in Vaticano: L’aereo è atterrato poco prima delle 19 all’Aeroporto di Ciampino Papa Francesco si è recato a Santa Maria Maggiore per raccogliersi in preghiera e ringraziare la Madonna Salus Populi Romani per il suo pellegrinaggio in Turchia. E’ la 15.ma visita del Papa a questa famosa basilica mariana.

Ultima tappa del viaggio di Papa Francesco in Turchia è stato l’incontro, nella Cattedrale dello Spirito Santo ad Istanbul, con un centinaio di giovani profughi assistiti presso l’Oratorio Salesiano della città turca. Prima di ripartire per Roma, il Papa ha fatto visita al Patriarca Armeno di Costantinopoli, Mesrob Mutafian, gravemente malato e ricoverato presso l’ospedale armeno San Salvatore di Istanbul. Il volo papale è decollato dall’Aeroporto Internazionale Atatürk di Istanbul poco dopo le 16.00. Alle 18.40 l’arrivo a Roma, all’aeroporto di Ciampino e il trasferimento in auto in Vaticano. Sull’incontro del Papa con i giovani profughi, il nostro servizio:

Il Pontefice, salutando i giovani, ha detto di aver molto desiderato questo incontro: “volevo incontrare anche altri rifugiati – ha affermato – ma non è stato possibile fare altrimenti. Voi provenite dalla Turchia, dalla Siria, dall’Iraq, da vari Paesi del Medio Oriente e dell’Africa. Voi siete qui in rappresentanza di centinaia di vostri coetanei, molti dei quali profughi e sfollati, quotidianamente assistiti dai Salesiani. Voglio manifestarvi la mia partecipazione alla vostra sofferenza e spero che questa mia visita, con la grazia del Signore, possa donarvi un po’ di consolazione nella vostra difficile situazione. Essa è la triste conseguenza di conflitti esasperati e della guerra, che è sempre un male e non rappresenta mai la soluzione dei problemi, ma anzi ne crea altri”.

“I profughi, come voi – ha proseguito il Papa – si trovano spesso privi, a volte per lungo tempo, di beni primari: un’abitazione dignitosa, l’assistenza sanitaria, l’educazione, il lavoro. Hanno dovuto abbandonare non solo realtà materiali, ma soprattutto la libertà, la vicinanza dei familiari, il loro ambiente vitale e le tradizioni culturali. Le condizioni degradanti in cui tanti profughi devono vivere sono intollerabili! Per questo bisogna mettere tutto l’impegno per rimuovere le cause di questa realtà. Lancio un appello per una maggiore convergenza internazionale volta a risolvere i conflitti che insanguinano le vostre terre di origine, a contrastare le altre cause che spingono le persone a lasciare la loro patria e a promuovere le condizioni perché possano rimanere o ritornare. Incoraggio tutti coloro che stanno operando generosamente e lealmente per la giustizia e la pace a non perdersi d’animo. Mi rivolgo ai Capi politici, affinché tengano conto che la grande maggioranza delle loro popolazioni aspira alla pace, anche se a volte non ha più la forza e la voce per chiederla!”.

“Numerose organizzazioni – ha detto il Papa – stanno facendo molto per i profughi; sono lieto in particolare per l’opera efficace di tante realtà cattoliche, che offrono un generoso aiuto a tante persone bisognose senza alcuna discriminazione. Alle Autorità turche desidero esprimere viva riconoscenza per il grande sforzo messo in atto nell’assistenza agli sfollati, specialmente ai rifugiati siriani e iracheni, e per l’impegno concreto nel cercare di soddisfare le loro esigenze. Auspico che non manchi il necessario sostegno anche delle comunità internazionale”.

“Cari giovani, non scoraggiatevi – è stata l’esortazione del Papa – E’ facile dirlo ma fate uno sforzo per non scoraggiarvi. Con l’aiuto di Dio, continuate a sperare in un futuro migliore, nonostante le difficoltà e gli ostacoli che adesso state affrontando. La Chiesa cattolica, anche attraverso il prezioso lavoro dei Salesiani, vi sta vicino e, oltre ad altri aiuti, vi offre la possibilità di curare la vostra istruzione e la vostra formazione. Ricordatevi sempre che Dio non dimentica nessuno dei suoi figli, e che i più piccoli e i più sofferenti sono più vicini al suo cuore di Padre”.

“Da parte mia, insieme a tutta la Chiesa – ha concluso – continuerò a rivolgermi con fiducia al Signore, chiedendogli di ispirare coloro che occupano ruoli di responsabilità, affinché promuovano la giustizia, la sicurezza e la pace senza tentennamenti e in modo veramente concreto. Attraverso le sue organizzazioni sociali e caritative, la Chiesa resterà al vostro fianco e continuerà a sostenere la vostra causa davanti al mondo. Che Dio benedica tutti voi! Pregate per me”.

 

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