L’Europa ha perso la strada. Basta armi, si lavori per la pace! Solo il Vaticano si muove per lo stop alle bombe

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L’Europa (Italia in testa ndr) ha perso la luce nell’oscurità della guerra, è chiaro e limpido.

La guerra in Ucraina è giunta al suo 84esimo giorno. Finlandia e Svezia hanno presentato domanda di adesione alla Nato e Stoltenberg commenta: “Momento storico”.

Ma Erdogan ribadisce il suo no al loro ingresso. Zelensky annuncia che le operazioni di evacuazione dei soldati dalla Azovstal di Mariupol proseguono, e Mosca chiede d’inserire il battaglione Azov nella lista dei terroristi.

Il Parlamento russo valuta il ritiro dall’Oms e dall’Organizzazione mondiale del commercio. Mosca avverte: “Non saremo i primi a lanciare un attacco nucleare” e convoca diversi ambasciatori dei Paesi occidentali, tra cui l’Italia. Espulsi 34 diplomatici francesi.

L’Onu: oltre 3.700 civili morti nel conflitto

L’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani afferma che 3.752 civili sono stati uccisi in Ucraina dall’invasione russa del 24 febbraio. Altri 4.062 sono stati feriti.La maggior parte delle vittime civili registrate sono state causate da bombardamenti, missili e attacchi aerei.

Si ritiene però che le cifre reali delle vittime del conflitto siano notevolmente più alte.

Von der Leyen: fino a 9 miliardi di euro per nuovi aiuti a Kiev

“Proponiamo di integrare il significativo aiuto a breve termine fornito finora all’Ucraina con una nuova assistenza macro finanziaria eccezionale, fino a 9 miliardi di euro nel 2022”. Lo ha detto il presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen.

“Ma dobbiamo anche pensare a un più ampio sforzo di ricostruzione: l’Ue ha la responsabilità e l’interesse strategico di guidare questo sforzo di ricostruzione.

I leader dell’Ue ci hanno invitato a riflettere su questo aspetto durante il vertice di Versailles: i principi della ricostruzione dovrebbero combinare investimenti e riforme”, ha precisato.

Dal Vaticano: Gallagher giunto in Ucraina, comincia la missione di pace

E’ iniziata la visita del segretario per i Rapporti con gli Stati nel Paese teatro di guerra da quasi tre mesi. Un viaggio per esprimere vicinanza alla popolazione provata dal conflitto, sullo sfondo del 30 anni di relazioni diplomatiche di Kiev con la Santa Sede
Ucraina. Mons. Ghallagher accolto al valico di Korczowa dall'ambasciatore ucraino presso la Santa Sede Yurash e dall’arcivescovo di Leopoli Mocrzycki
Ucraina. Mons. Ghallagher accolto al valico di Korczowa dall’ambasciatore ucraino presso la Santa Sede Yurash e dall’arcivescovo di Leopoli Mocrzycki

Visitare i luoghi colpiti dalla guerra per portare la vicinanza di Papa Francesco e della Santa Sede. È la missione che il segretario per i Rapporti con gli Stati, l’arcivescovo Paul Richard Gallagher, ha iniziato qualche ora fa.

Il presule ha raggiunto il valico al confine polacco-ucraino di Korczowa, dove è stato accolto dall’ambasciatore ucraino presso la Santa Sede Andriy Yurash e dall’arcivescovo di Leopoli monsignor Mocrzycki.

Tra le città che saranno toccate ci sono Leopoli e Kiev. Nella prima sono previsti diversi appuntamenti. Mercoledì 18 ci sarà l’incontro con monsignor Igor Vozniak, arcivescovo greco-cattolico di Leopoli, a seguire la visita in una struttura di accoglienza per profughi.

Giovedì 19 maggio, prima il colloquio con il presidente della regione di Leopoli, Maksym Kozytskyy, poi l’incontro con Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, arcivescovo maggiore della Chiesa greco-cattolica ucraina, e con il presidente della Conferenza episcopale polacca monsignor Stanisław Gądecki.

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