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Le parole di Papa Francesco: ‘Affidiamo a Maria l’Ucraina e il destino del mondo’

‘Affidiamo a Maria l’Ucraina e il destino del mondo’

Prima di concludere l’udienza generale, Francesco ha chiesto nuovamente di non dimenticare la guerra nel Paese est europeo e pensando al tradizionale pellegrinaggio che in questo periodo si fa in Polonia al Santuario di Czestochowa ha ricordato anche i moltissimi ucraini che hanno trovato accoglienza nel Paese
“Il mio pensiero va all’Ucraina, non dimentichiamo quel popolo martoriato”:
lo ripete ancora una volta, Papa Francesco, al termine dell’udienza generale.

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Il Pontefice manifesta la sua preoccupazione per il Paese che da circa sei mesi vive in guerra nell’ultimo dei suoi saluti ai pellegrini presenti in Aula Paolo VI. E accenna agli ucraini in difficoltà a causa della guerra pure parlando ai fedeli polacchi.
Una guerra brutale e sporca che non si ferma
Una guerra brutale e sporca che non si ferma
Molti ucraini, ricorda il Papa, hanno trovato una casa ospitale in Polonia e alcuni fra loro, sottolinea, sono in questi giorni fra le migliaia di pellegrini che “si recano a piedi al santuario di Jasna Góra, pregando per la pace e la riconciliazione nel mondo”. Una preghiera questa che Francesco fa propria, unendosi idealmente ai cuori radunati o in viaggio verso Czestochowa:
“Affidiamo il destino dell’Europa e del mondo alla Madonna Nera”.
Il ricordo di questo particolare pellegrinaggio non è una novità. Già due settimane fa Francesco aveva ricordato la tradizione di tanti fedeli di recarsi a piedi in agosto a Jasna Góra e in altri santuari mariani e aveva chiesto di offrire le fatiche del cammino “anche per la Chiesa, per la pace nel mondo, specialmente in Ucraina”.

Le ultime dal fronte. Missili russi contro l’Università di Mykolaiv

La guerra in Ucraina è giunta al 175esimo giorno. Dai porti ucraini di Odessa e Chernomorsk sono partite altre quattro navi cariche di semi e olio di girasole. Mosca fa sapere di aver firmato un contratto per produrre i super missili Sarmat e Putin accusa l’Occidente di aver preparato “per l’Ucraina un futuro da carne da cannone”. I vertici dell’esercito russo dicono di non aver bisogno di armi nucleari per raggiungere i loro obiettivi e lanciano due missili contro l’Università Nazionale del Mar Nero a Mykolaiv. L’ambasciatore ucraino in Vaticano chiede al Papa di visitare Bucha. Un alto funzionario ucraino, parlando con il New York Times in condizione di anonimato, afferma che le esplosioni nella base militare in Crimea sono state provocate da un’unità militare ucraina d’élite che operava dietro le linee nemiche. Per iscriverti gratuitamente al canale You Tube della redazionehttps://bit.ly/2XxvSRx ricordati di mettere il tuo ‘like’ al video, condividerlo con gli amici ed attivare le notifiche per essere aggiornato in tempo reale sulle prossime pubblicazioni. Non dimenticare di iscriverti al canale (è gratuito) ed attivare le notifiche

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