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L’acqua a Messina: forse domenica il ritorno alla normalità

Emergenza idrica  a Messina, domenica potrebbe essere ultimato il bypass e la città potrà tornare alla normalità. Dopo 20 giorni oggi sono ancora migliaia le persone senz’acqua. Prosegue da 20 giorni l’emergenza idrica a Messina dopo la rottura della condotta di Fiumefreddo a Calatabiano che porta l’acqua  nella città dello Stretto. Tra oggi e domani dovrebbe essere realizzato il bypass che permetterà di aggirare la frana e entro domenica potrebbe riprendere una normale erogazione.

Messina

Sul fronte del monitoraggio dello smottamento, è iniziata l’acquisizione dei dati da parte della stazione robotizzata, mentre i ricercatori del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Firenze, centro di competenza tecnico-scientifica della protezione civile nazionale, hanno registrato le prime acquisizioni per il monitoraggio in tempo reale del movimento franoso con il radar interferometrico. 

A Messina dopo quasi tre settimane sono ancora 100 mila su 240 mila le persone senz’acqua. Si tratta dei residenti nella parte alta della città, che non vengono raggiunti dall’erogazione per la scarsa pressione proveniente dall’acquedotto dell’Alcantara e da quello della Santissima, che hanno una portata complessiva di 500-600 litri al secondo rispetto a Fiumefeddo che raggiunge 970 litri al secondo. La distribuzione è assicurata in queste zone solo grazie alle 38 autobotti operative negli 11 punti fissi in città. Ad avere priorità all’approvvigionamento le scuole e  i presidi sanitari. Diversi anche i pick-up che portano l’acqua nelle strade e nei quartieri in cui le autobotti non arrivano.

Continua inoltre, l’impegno quotidiano degli oltre 80 volontari di protezione civile per garantire la distribuzione d’acqua porta a porta a persone anziane o con disabilità. Intanto la procura di Messina ha aperto un’inchiesta. Si tratta di un fascicolo modello 45, in cui non vengono formulate ipotesi di reato e senza indagati. Un’indagine conoscitiva per eseguire accertamenti preliminari con l’obiettivo di fare chiarezza sulla situazione. 




Redazione Papaboys (Fonte it.radiovaticana.va/Gianluca Rossellini)

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