La Santa Pasqua a Gerusalemme: ‘Oggi e per l’eternità!’

SlideTRIDUUM - CopiaGERUSALEMME –  Anche nella città di Dio la Pasqua è stata celebrata questa mattina al Santo Sepolcro, presso la Tomba di Gesù. E ‘stata presieduta da Sua Beatitudine Mons. Fouad Twal, Patriarca Latino di Gerusalemme. Anche la Veglia di Pasqua è stata celebrata nella notte a Gerusalemme, secondo gli accordi dello Status quo, nella Basilica del Santo Sepolcro, alla presenza di numerosi fedeli. Le celebrazioni di quest’anno assumono un particolare significato in Terra Santa per la coincidenza con le celebrazioni della Pasqua dei cristiani ortodossi.

Vi proponiamo la lettura  l’omelia del Patriarca. Omelia Pasqua di Risurrezione del Signore 2014 

Cari fratelli e sorelle, Cristo è veramente risorto! Alleluia! È con questa immensa gioia che mi rivolgo a voi quest’oggi, la gioia davanti al mistero così grande che sta al centro della nostra fede e della nostra speranza. Dopo la Risurrezione, i discepoli si ritirarono in Galilea e quando il Signore apparve loro con il Suo Corpo glorioso, disse: “Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28,18-20).

È in Galilea che è terminata la missione di Gesù sulla terra. È in Galilea che inizia quella dei discepoli, come voleva il Maestro e come annunziò alle donne l’angelo che custodiva la tomba vuota: “Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. … Ora andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro che egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto” (Mc 16, 6-7). 

Così dalla Galilea la Buona Novella ha raggiunto tutti i confini della terra. Da allora in poi ogni raduno di fedeli, in famiglia, al lavoro o durante una celebrazione religiosa, diventa la nostra Galilea in cui essere testimoni della Risurrezione. Ed è questo ciò che i discepoli hanno fatto perché “In nessun altro c’è salvezza; non vi è infatti altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stabilito che possiamo essere salvati” (At 4,12).

Questa festa di Pasqua è l’occasione per noi di riprendere nuovamente il cammino seguendo i discepoli, per gridare e annunziare senza vergogna che Cristo è il nostro Signore e Salvatore. Possiamo accompagnare il nostro annuncio con la testimonianza personale e con l’esempio della carità, così come attraverso il nostro impegno per il bene di tutti e per la causa della giustizia e della pace.

Jeudi-Saint

Cari fratelli e sorelle, non abbiamo il diritto di tacere, come ci ricorda san Paolo: “Non è infatti per me un vanto predicare il Vangelo; è un dovere per me: guai a me se non predicassi il vangelo!” (1 Cor 9, 16). Pietro e Giovanni dissero, così, a coloro che volevano costringerli a stare zitti: “Noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato” (At 4,20). Questo annuncio è per noi motivo di gioia, anche se porta con sé difficoltà e persecuzioni. Tuttavia, possiamo essere sicuri del successo della nostra missione, anche qui, sebbene sia difficile in questa Terra Santa martoriata. Il Signore ce lo ha promesso:

Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo (Mt 28,20).

Oggi e per l’eternità, Egli è con noi con la sua Grazia e la sua Forza.  Egli è con noi attraverso la sua Chiesa, fondata sulla roccia della Fede.  Egli è con noi attraverso i suoi Sacramenti. Egli è con noi, così vicino, così umile ma così potente, nel Mistero Eucaristico.

A Marta, sorella di Lazzaro, Gesù disse: “Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno. Credi tu questo?” (Gv 11, 25-26).

Fratelli e sorelle, crediamo noi questo? Crediamo nell’onnipotenza del Suo Amore per noi, nell’onnipotenza della Sua Risurrezione? Oggi facciamo nostra la protesta di Marta e di Maria: “Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto” (Gv 11,21-32). Signore, se tu fossi stato con noi, le nostre famiglie cristiane non sarebbero disperse ed emigrate in tutto il mondo, le nostre città non sarebbero saccheggiate e distrutte, le nostre chiese non sarebbero profanate! E i nostri cuori non sarebbero lacerati e malati, i nostri vescovi e sacerdoti rapiti e imprigionati!!

Signore, se tu fossi stato qui …”.

Ma con Marta, allo stesso modo, noi diciamo “Ma anche ora so che qualunque cosa chiederai a Dio, egli te la concederà” (Gv 11,22). Perdonaci, Signore, per la nostra poca fede! Perdonaci per la nostra impazienza e le nostre incomprensioni!

Vieni a guarirci! Siamo come sballottati dalle onde turbolente e violente di questo mondo, come i discepoli in mezzo alla tempesta mentre tu dormivi, anche noi ti supplichiamo “Maestro, non t’importa che moriamo?” (Mc 4,38). Noi crediamo, Signore, che “Tu sei il Messia, il Figlio di Dio venuto nel mondo per salvarci”, Colui a cui “Nulla è impossibile (…)Signore, Che la tua Risurrezione sia anche la nostra.

Che la Tua Pasqua si levi come Luce su questa Terra sopraffatta dalla divisione, dalla violenza, e dall’odio. Che il Tuo Spirito come fuoco divorante si impadronisca dei nostri cuori, ci apra gli occhi della fede e ci renda vivi testimoni della Tua Risurrezione.

Preghiamo, fratelli e sorelle, affinché il Signore, che è “la Risurrezione e la Vita”, ci liberi dalla paura, dal dubbio, dall’odio e dalla nostra mancanza di speranza. Camminiamo insieme verso Emmaus e verso la Galilea, per conoscere meglio Gesù e per scoprire il Suo Santo Volto, Crocifisso e Glorioso.

Cari fratelli e sorelle, la gioia della Risurrezione risplenda sui nostri volti e nella nostra vita, perché il mondo conosca il suo unico Salvatore, creda e sia salvato dalla tristezza, dalla disperazione, dall’odio e dalla divisione.

Buona Pasqua a tutti voi.

Resurrexit sicut dixit: Alléluia, Alléluia!

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