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La ‘proposta indecente’ di Papa Francesco alle famiglie: ‘Il mondo ha bisogno di una rivoluzione d’amore!’

Il nostro mondo ha bisogno di una rivoluzione di amore! Che questa rivoluzione inizi da voi e dalle vostre famiglie! Lo scrive Papa Francesco in un tweet nel pomeriggio di questo sabato nel vivo del suo viaggio in Irlanda, poche ore prima della Veglia che sarà animata dalla presenza di circa mezzo milione di fedeli.

Papa Francesco: la fede passa attraverso il quotidiano esempio dei genitori

Francesco nella procattedrale di Dublino incontra le coppie e ricorda un episodio della sua vita di bambino, quando arrivando a casa sorprese il padre, stanco dal lavoro, che rientrando baciava teneramente la moglie.

«Il primo e più importante luogo per far passare la fede è la casa, attraverso il calmo e quotidiano esempio di genitori che amano il Signore e confidano nella sua parola». C’è attesa e silenzio quando Papa Francesco prende la parola nella pro-cattedrale di Santa Maria a Dublino, dove ha pregato per le vittime degli abusi.  Ci sono Vincent e Teresa, con cinquant’anni di matrimonio alle spalle che gli parlano della loro esperienza, ci sono Denis e Sinead che si preparano al matrimonio e chiedono come aiutare gli altri a capire che è una scelta definitiva, per sempre. Ci sono Stephen e Jordan, sposi novelli, che chiedono come i genitori possono trasmettere la fede ai figli.

 

Prima di cominciare a rispondere alle domande, il Papa ha detto: «Che bello sentire quella musica che proviene da là dietro: i bambini che piangono –ha detto a braccio Bergoglio. È la musica più bella, ma anche la più bella predica. Quando piange un bambino, perché è una bella speranza, che dice che la vita va avanti, che c’è futuro. Ma anche ho salutato una signora anziana lì. Anche guardare gli anziani. Perché gli anziani sono pieni di saggezza. Ascoltare gli anziani. Ma come è stata la tua vita?».

 

Sui nonni, tema a lui molto caro, Francesco aggiunge: «È così importante ascoltare gli anziani, i nonni! Abbiamo molto da imparare dalla vostra esperienza di vita matrimoniale sostenuta ogni giorno dalla grazia del sacramento. Mi viene – ha detto Francesco improvvisando – la voglia di chiedervi: avete litigato troppo? Il segreto, anche se volano i piatti, è fare la pace prima che finisca la giornata. E per fare la pace, non serve un discorso, basta una carezza. E bisogna fare la pace subito perché sennò il giorno dopo c’è la “guerra fredda” del rancore».

 

Crescendo insieme in questa comunità di vita e di amore, avete provato molte gioie e, certamente, anche non poche sofferenze. Insieme a tutti gli sposi che hanno fatto tanto cammino lungo la strada, siete i custodi della nostra memoria collettiva. Avremo sempre bisogno della vostra testimonianza piena di fede. È una risorsa preziosa per le giovani coppie, che guardano al futuro con emozione e speranza… e forse con un pizzico di ansia!».

A chi sta per iniziare l’avventura matrimoniale, Francesco parla della cultura contemporanea, nella quale siamo immersi: «Certamente dobbiamo riconoscere che oggi non siamo abituati a qualcosa che realmente dura per tutta la vita. Noi viviamo una cultura del provvisorio… È difficile persino star dietro al mondo, in quanto tutto intorno a noi cambia, le persone vanno e vengono nelle nostre vite, le promesse vengono fatte ma spesso sono infrante o lasciate incompiute… E c’è il rischio che si dica che si sta insieme “mentre dura l’amore”, ma se l’amore non si fa crescere con amore, dura poco! Nell’amore non c’è il provvisorio, questo si chiama entusiasmo, incantamento, ma l’amore amore è definitivo, è la metà dell’arancia, tu sei la mia metà, tutto per tutta la vita. Sappiamo com’è facile oggi rimanere prigionieri della cultura del provvisorio, dell’effimero».

Come sperimentare, allora, ciò che veramente dura? «Tra tutte le forme dell’umana fecondità – afferma il Papa – il matrimonio è unico. È un amore che dà origine a una nuova vita. Implica la mutua responsabilità nel trasmettere il dono divino della vita e offre un ambiente stabile nel quale la nuova vita può crescere e fiorire. Il matrimonio nella Chiesa, cioè il sacramento del matrimonio, partecipa in modo speciale al mistero dell’amore eterno di Dio. Quando un uomo e una donna cristiani si uniscono nel vincolo del matrimonio, la grazia del Signore li abilita a promettersi liberamente l’uno all’altro un amore esclusivo e duraturo. Gesù è sempre presente in mezzo a loro. Li sostiene… Il suo amore per le coppie è una roccia e un rifugio nei tempi di prova, ma soprattutto è una fonte di crescita costante in un amore puro e per sempre. Fate scommesse forti, per tutta la vita, rischiate, perché il matrimonio è anche un rischio ma è un rischio che vale la pena!».
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«Sappiamo che l’amore – ha detto ancora Francesco – è il sogno di Dio per noi e per l’intera famiglia umana. Per favore, non dimenticatelo mai! Dio ha un sogno per noi e chiede a noi di farlo proprio. Non abbiate paura di quel sogno! Fatene tesoro e sognatelo insieme ogni giorno nuovamente. In questo modo sarete in grado di sostenervi a vicenda con speranza, con forza e col perdono nei momenti in cui il percorso si fa arduo e diventa difficile scorgere la via».

Infine, la risposta sulla trasmissione della fede ai figli. «Il primo e più importante luogo per far passare la fede è la casa, attraverso il calmo e quotidiano esempio di genitori che amano il Signore e confidano nella sua parola. Lì, nella “Chiesa domestica”, i figli imparano il significato della fedeltà, dell’onestà e del sacrificio. Vedono come mamma e papà si comportano tra di loro, come si prendono cura l’uno dell’altro e degli altri, come amano Dio e la Chiesa. Così i figli possono respirare l’aria fresca del Vangelo e imparare a comprendere, giudicare e agire in modo degno della fede che hanno ereditato. La fede viene trasmessa intorno alla tavola domestica, nella conversazione ordinaria, attraverso il linguaggio che solo l’amore perseverante sa parlare. La fede si trasmette in dialetto! È più difficile ricevere la fede – si può fare – se non è stata ricevuta in quella lingua materna, in dialetto. Sono tentato di parlare di un’esperienza mia, da bambino. Avrò avuto 5 anni, sono entrato a casa e lì nella sala da pranzo papà arrivava dal lavoro e in quel momento prima di me e ho visto papà e mamma baciandosi. Non lo dimentico mai! Cosa bella, stanco dal lavoro, ma ha avuto la forza di esprimere il suo amore alla moglie. Che i vostri figli vi vedano baciarvi e accarezzarvi, così imparano il dialetto dell’amore».

Dunque, è l’invito di Bergoglio agli sposi, «pregate insieme in famiglia; parlate di cose buone e sante; lasciate che Maria nostra Madre entri nella vostra vita familiare. Celebrate le feste cristiane. Che i vostri figli sappiano che cosa è una festa in famiglia. Vivete in profonda solidarietà con quanti soffrono e sono ai margini della società. Ho conosciuto una signora che aveva tre figli e padre e madre insegnavano i figli ad aiutare i figli. Un giorno erano a pranzo, c’era solo la mamma, e bussa un povero. Stavano mangiando bistecca alla milanese, impanate, sono buonissime. Dissero i figli: diamole. La mamma incominciò a tagliare a metà la loro bistecca, non quella che c’era e avanzava. E lei disse: no ai poveri devi dare del tuo, non di quello che avanza! Quando fate questo insieme ai vostri figli, i loro cuori a poco a poco si riempiono di amore generoso per gli altri. Può sembrare ovvio, ma a volte ce ne dimentichiamo. I vostri figli impareranno come condividere i beni della terra con ciascuno, se vedono come i loro genitori sono attenti verso chi è più povero o meno fortunato di loro. Insomma, i vostri figli impareranno da voi come vivere da cristiani; voi sarete i loro primi maestri nella fede».

Francesco ha quindi osservato che «le virtù e le verità che il Signore ci insegna non sono sempre popolari nel mondo di oggi, che ha scarsa considerazione per i deboli, i vulnerabili e per tutti coloro che ritiene “improduttivi”. Il mondo ci dice di essere forti e indipendenti, curandosi poco di quanti sono soli o tristi, rifiutati o ammalati, non ancora nati o moribondi. Il nostro mondo ha bisogno di una rivoluzione di amore! Che questa rivoluzione inizi da voi e dalle vostre famiglie!».
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«Qualche mese fa – ha concluso il Pontefice – qualcuno mi ha detto che stiamo perdendo la nostra capacità di amare. Lentamente ma decisamente stiamo dimenticando il linguaggio diretto di una carezza, la forza della tenerezza. Sembra che la parola tenerezza sia stata tolta dal dizionario. Non ci potrà essere una rivoluzione di amore senza la rivoluzione della tenerezza! Col vostro esempio, possano i vostri figli essere guidati a diventare una generazione più premurosa, amorevole, ricca di fede, per il rinnovamento della Chiesa e di tutta la società irlandese».

di Andrea Tornielli per Vatican Insider

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