La promessa (compiuta) di Papa Francesco ad un netturbino argentino vittima di un grave incidente

«Forza. Sei un esempio di vita». Dopo aver ascoltato queste parole del Papa, Maximiliano Acuña, netturbino argentino vittima di un tragico incidente che lo ha costretto su una sedia a rotelle, non è riuscito a trattenere le lacrime. Già altre volte si era sentito incoraggiare da Francesco, ma questa volta è stato speciale. Perché “Maxi” ha ascoltate questa parole direttamente dalle labbra del Pontefice mentre lo abbracciava in piazza San Pietro.

Un incontro, avvenuto questa mattina dopo l’udienza del mercoledì, che è stato il compimento di una promessa. A luglio l’uomo aveva ricevuto a sorpresa una chiamata di Bergoglio che gli diceva: «Ci dobbiamo conoscere. Se non vado in Argentina vieni tu in Vaticano».

«È stato un incontro straordinario che avviene dopo un momento difficile per la mia vita… Ho avuto un grave incidente e un incontro profondo con Dio. Oggi , quando ho visto il Papa, mi sono ricordato di quel momento, di quando sono arrivato in paradiso e sono tornato indietro. Ho avuto una seconda possibilità», racconta a Vatican Insider ancora emozionato per il faccia a faccia con il Vescovo di Roma.

Ad accompagnarlo una delegazione dell’Unione dei camionisti. Sono arrivati molto presto questa mattina in piazza San Pietro. Lui era il “protagonista” della giornata. Ansioso, ha catturato tutte le immagini e ammirato ogni dettaglio. Il gruppo, guidato dal leader sindacale Pablo Moyano, è stato collocato in prima fila, una zona preferenziale.

Dopo la sua catechesi, Francesco ha svolto il consueto saluto ai fedeli e pellegrini, a cominciare dai malati. Quindi si è avvicinato alla comitiva, piegandosi per abbracciare Maxi. «Mi ha detto che sono forte, che ho ancora tanto cammino da fare, che sono un esempio di vita e che devo andare avanti», ha spiegato Acuña, sottolineando anche che Francesco ha ricordato la telefonata del 17 luglio.

Quel giorno lui si stava recando alla Legislatura di Buenos Aires per un omaggio. Quattro mesi prima, all’alba, mentre svolgeva il lavoro di raccogliere i rifiuti in città, una macchina ad alta velocità ha colpito lui e il suo camion. Un impatto fortissimo che ha costretto i medici a dovergli amputare le gambe. Una operazione dolorosa che tuttavia Maximiliano ha scelto di subire per i suoi cinque figli.

Come riconoscimento del suo esempio è stato stabilito che il 22 marzo si celebri la “Giornata del Netturbino”, grazie al disegno di legge promosso da Gustavo Vera, amico di lunga data di Jorge Mario Bergoglio.

L’abbraccio del Papa a “Maxi” Acuña al quale sono state amputate le gambe dopo un grave incidente

«Il Papa mi ha chiamato in Argentina, mi ha dato la sua benedizione e mi ha incoraggiato molto, mi ha detto che se non fosse venuto lui là sarei andato io (a Roma, ndr). Oggi, questo sogno che aspettavo da tanto si è realizzato. Essere qui in Vaticano, incontrare il Papa… è stata una cosa molto importante, al di là di ogni aspettativa».

Alla fine del saluto, Acuña ha chiesto aiuto per alzarsi sulle protesi con le quali spera di tornare presto a camminare. «Volevo alzarmi per una foto ed è stato molto emozionante perché sono riuscito a farlo e spero che un giorno tornerò e camminare come promesso da Dio», ha detto.

Francesco è rimasto per qualche minuto a salutare e scherzare con ognuno dei membri della delegazione dei camionisti. Ha scambiato pure qualche parola con Pablo Moyano, domandandogli del sindacato e di come andassero le cose. «Bene – ha risposto Moyano – stiamo lottando contro l’imminente riforma del lavoro». Bergoglio ha ascoltato con attenzione ma non ha fatto alcun commento.






Subito dopo, Juan García Longui, responsabile di un ristorante nel quartiere porteño di La Boca, ha regalato al Papa un quadro con alcune foto del suo lavoro raccontandogli, tra le altre cose, che due mesi e mezzo fa si è verificato un incendio nella zona in cui sono morte quattro persone, tra cui tre minori e che i feriti sono stati soccorsi proprio nella sala da pranzo.

Al Pontefice sono stati consegnati anche altri doni, come un camion giocattolo, simbolo del sindacato, e due targhe commemorative. Da parte sua Bergoglio ha benedetto un bambino, ha firmato una maglietta e posato per una foto con tutta la delegazione.




Fonte lastampa.it/ANDRÉS BELTRAMO ÁLVAREZ

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