La preghiera del Papa al Muro Occidentale

EPA1356201_Articolo (1)FRANCESCO IN TERRA SANTA – In visita al Muro Occidentale di Gerusalemme, Papa Francesco ha sostato in preghiera silenziosa per qualche minuto, toccandolo con la mano destra.

Al termine della preghiera, vi ha deposto – come è consuetudine per i fedeli – una busta contenente un foglio con la preghiera del “Padre Nostro” in spagnolo, scritta personalmente.

La richiesta di pace

“Sono venuto a pregare e ho chiesto al Signore la grazia della pace”. Lo ha scritto papa Francesco nel libro d’onore dopo la sua preghiera al Muro del Pianto. Le parole sono state riferito de lui stesso al gran rabbino di Israele prima di lasciare il sito.
Il Papa ha scritto anche una dedica in spagnolo sul Libro d’Onore del Muro Occidentale. La dedica riporta il Salmo 121: “Quale gioia quando mi dissero andiamo alla casa del Signore. Ora i nostri piedi si fermano alle tue porte, Gerusalemme”. E poi ha aggiunto, riprendendo le parole di Giovanni Paolo II: “Con questi sentimenti di gioia verso i miei fratelli maggiori, sono venuto ora e ho chiesto al Signore la grazia della pace”.

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La preghiera dedicata
“O Signore, Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, Dio di Gesù Nazareno, dal cuore di questa santa Città, patria spirituale di Ebrei, Cristiani e Musulmani, faccio mia l’invocazione dei pellegrini che salivano esultanti al tuo tempio: ‘Chiedete pace per Gerusalemme: vivano sicuri quelli che ti amano; sia pace nelle tue mura, sicurezza nei tuoi palazzi. Per i miei fratelli e i miei amici Io dirò: ‘Su te sia pace!’. Per la casa del Signore nostro Dio, chiederò per te il bene'”.

Dopo il momento di raccoglimento al Muro Occidentale, tutti hanno potuto vedere l’emozionante abbraccio tra Bergoglio e i suoi amici argentini: il rabbino Abraham Skorka, Rettore del Seminario Rabinico Latinoamericano a Buenos Aires, e l’esponente islamico Omar Abboud, presidente dell’Istituto per il dialogo Interreligioso di Buenos Aires.

Successivamente, accolto dal presidente israeliano Shimon Peres e dal premier Benyamin Netanyahu, Papa Francesco si è recato al mausoleo del Monte Herzl per deporre fiori sulla tomba di Theodor Herzl, fondatore del Movimento sionista. La sosta è avvenuta in base al nuovo protocollo previsto da Israele per le visite ufficiali dei capi di Stato. Quindi, su richiesta del premier Netanyahu, ha sostato brevemente accanto ad una stele, nei pressi del mausoleo, che ricorda le vittime del terrorismo.

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