La morte si avvicinava, ma.. mangiare il corpo di Cristo, ha guarito completamente Emiliy dall’anoressia!

Emiliy Stimpson è una scrittrice e giornalista cattolica che ha studiato nell’Università cattolica di Steubenville ed è autrice di un blog relazionato con The Catholic Table, e nel suo passato è accaduto qualcosa che ha generato in lei grandi sofferenze. Questa donna cristiana è arrivata ad essere una profonda conoscitrice della dottrina cattolica dopo aver scoperto Dio nel momento più duro della sua vita, quando durante vari anni ha sofferto di anoressia nervosa che non riusciva a superare.

Ed è stato precisamente Dio che l’ha guarita prima interiormente e dopo fisicamente. E’ riuscita a uscire dall’anoressia solo grazie alla partecipazione alla Messa ed alla  Comunione nutrendosi del Corpo di Cristo. Nella testimonianza raccontata in prima persona nel Nationa Catholic Register, questa donna ex assessore politico a Washington spiega che, “quando cercava di recuperarsi da un disturbo alimentare, la sola fede cristiana non è stata sufficiente per me. Quello che mi serviva era una fede “eucaristica”.
Né medici né  terapie  sono riuscite a  guarirla dalla anoressia , Emily era stata cresciuta come cattolica anche nella sua malattia “non vedeva il mondo con occhi cattolici” , cercava un Dio che la guidasse.
Sono passati 16 anni da quella malattia dell’ anoressia nervosa.
Dai 19 ai 25 anni ha provato a curarsi senza mai fermarsi. Nessuna terapia, nessun medico è riuscita a migliorarla. Lei chiedeva a quel Dio che sin da piccola gli raccontavano che esisteva , che la guarisse però il grande problema che aveva Emily era che “odiava il mio corpo, aveva paura al grasso e usava il mangiare come mezzo per controllare il mio mondo”.






Il mio corpo era un problema
tale e come ricorda, “per me , il mio corpo era un problema, quanto meno avesse di lui per lei era meglio. “Anche se sapeva che non era giusto morire di fame”. E aggiunge, “gli stessi padroni di pensiero distruttivi si riproducevano una e più volte: il mio corpo era un problema, il mangiare era il nemico”.
Quella religiosità popolare che aveva acquisito è riuscita a farli mangiare qualcosa, anche se era molto poco. E soprattutto gli è venuto bene per tentare a fare un passo in avanti. Così ha iniziato ad andare a messa per vedere cosa poteva succedere.
Il suo incontro con l’Eucarestia

Nei suoi anni passati all’Università ha avuto amicizie con gruppi protestanti che l’hanno aiutata a conoscere Gesù però per lei mancava qualcosa: “La Messa era diversa. Il cattolicesimo era differente” racconta Emily.
In questo modo “tra i sei anni in cui si allontanò dalla chiesa , un compagno di lavoro l’aiutò a trovare il suo cammino. In quel momento a messa, ho ricevuto Cristo come alimento. Il pane si è trasformato in Corpo. Il vino si è trasformato in sangue. Dios mi ha dato da mangiare e da bere. Quella è stata la comunione più intima che ho avuto assieme a lui. Cosi è stato a dare la vita per me”.

Tra l’Eucarestia e l’Adorazione

Non è stato un giorno come un altro. “Sono stati mesi da andare a messa tutti i giorni, sapendo che doveva stare lì , anche se non era compresa. Sono stati anche mesi di letture sul Cattolicesimo e libri riguardo alla fede Cattolica. Sono stati mesi di sedute silenziose dentro la chiesa guardando Gesù nel tabernacolo”, racconta Emily
Però la verità era che quanto più cresceva la sua fede eucaristica più cambiava la sua visione , ciò che lo ha reso in grado di superare la sua malattia perché  ha”contribuito a cambiare il modo in cui ho guardato il mio corpo.






L’importanza della teologia del corpo nella sua guarigione

Anche Giovanni Paolo II ha giocato un ruolo importante per questa guarigione, attraverso la teologia del corpo del Papa Polacco. Grazie a lui, Confessa Emily, “ho iniziato a vedere il mio corpo- non solo la mia anima- come l’immagine di Dio. Ho riconosciuto che fosse un tempio da essere protetto. E sono arrivata ad apprezzare le mie curve femminili”.
In questo modo grazie alla liturgia, la preghiera e lo studio ha incominciato a vedere “il pane di ogni giorno”, un simbolo di pane del cielo e questi alimenti: nutrono, rafforzano, guarisccono, danno la gioia, amore e rafforzano amicizie significative.

L’eucarestia ci rafforza in tempi di prova

A questa convinzione Emily è arrivata al piacere di mangiare il corpo di Cristo. “L’Eucarestia ci alimenta con la vita di Dio, ci rafforza in tempi di prova, ci consola in momenti di tristezza,ci cura le ferite lasciate per il peccato, ci riempie della allegria del Signore , continuamente ci dimostra l’amore di Dio che ha per noi” descrive Emily.
Per lui , Emily confessa che: “ una volta che ho iniziato a capire quelle verità, è continuata la vera guarigione. Non potevo abusare dei grandi regali che erano il mio corpo e il mangiare. Non potevo neanche avere paura di questi doni. Tutto quello che era da fare era inginocchiarsi per ringraziare e ammirare”

A cura della Redazione Papaboys ( Traduzione a cura di Pakari Gonzalez)

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