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‘La Madonna mi chiama a pregare il Rosario contro l’aborto’. La storia di Emanuele Mascolo

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‘La Madonna mi chiama a pregare il Rosario contro l'aborto’. La storia di Emanuele MascoloTESTIMONIANZE DI FEDE – Un intervista di Rita Sberna ad un giovane ragazzo pugliese che incontra la fede grazie alla figura di Maria, la Mamma del cielo, che lo conduce per mano ogni giorno a Gesù.

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Emanuele Mascolo è un giovane Avvocato di Barletta ed ha 34 anni. Si laurea in Giurisprudenza nel 2012. Sin da piccolo ha ricevuto un educazione cristiana, ha vissuto la sua adolescenza crescendo serenamente, frequentando il catechismo e ricevendo i sacramenti, frequentando la parrocchia esclusivamente per la Messa della domenica senza mai impegnarsi in attività particolari di rilievo.

Crescendo nel tempo, ha vissuto delle esperienze di fede in alcuni luoghi mariani, in cui la Vergine Maria viene particolarmente venerata e pregata. Oggi collabora con varie riviste parrocchiali di Barletta di rilevo diocesano, condividendo e ricercando scritti e vite di santi e testimoni.

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Dal 22 settembre 2013 conduce il programma UNITI DALL’AMORE sull’emittente Sancataldese Radio Amore. Il programma affronta questioni di Fede, di morale Cattolica, il Magistero della Chiesa. Sulla stessa emittente, conduce ogni 13 del mese il programma SPECIAL FATIMA che si occupa di divulgare e approfondire il messaggio della Madonna a Fatima.

Emanuele, quando esattamente ti avvicinasti alla fede?
Se per Fede si intende un cammino costante, progressivamente tra il 2001 e il 2002, in coincidenza con l’anno del Rosario istituito da San Giovanni Paolo II: accade che recandomi in pellegrinaggio a Pompei con la mia mamma, nel momento in cui lascio un’offerta, ricevo una corona del Rosario.
Sapevo cosa fosse un Rosario e come si recitava, ma non me ne davo pensiero di recitarlo, non capitava spesso, ma quella corona, mi richiamò e così, nella semplicità ogni mattina, prima di iniziare a studiare, recitavo il Rosario e mi sentivo tranquillo. Cominciai a recitarlo tutti i giorni e non l’ho più trascurato. Porto sempre con me una corona del Rosario. Cominciai a confessarmi spesso e ad andare a Messa anche tutti i giorni: ciò mi ha aiutato anche in momenti difficili per i miei genitori: la mia mamma è costretta ad operarsi di ernia al disco, situazione che comunque porta scompensi e sofferenze in famiglia, ma io mi ritrovo a pregare per mamma e mi sento ascoltato da Maria. Così come quando la mia mamma si ritrova ad operarsi di urgenza per un linfonodo alla guancia e mio padre subisce interventi ai reni e alla prostata. Le difficoltà aumentano quando mi ritrovo entrambi i genitori diabetici e con varie problematiche di salute.

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Il 2004 rappresenta per te un anno particolare; ti trovasti in un bivio: continuare gli studi o diventare sacerdote. Raccontaci.

Si. Più che un bivio onestamente cercavo come poter tenere le due cose insieme: laurearmi in Giurisprudenza ed entrare in seminario. Però con il senno di poi posso dire che nonostante tutto in questo periodo ho continuato a pregare e ciò mi rendeva sereno. Ricordo, si celebrava l’anno dell’Eucarestia del 2004, istituito sempre da San Giovanni Paolo II: in questo periodo ho frequentato tutte le sere la Parrocchia Santuario Immacolata ( retta dai frati minori cappuccini) in cui tutte le sere si teneva l’Adorazione Eucaristica con il canto dei Vespri. Mi accorgevo che a piccoli passi riuscivo a rinunciare a guardare un programma in tv o una partita di calcio per vivere quei 30 minuti di Adorazione e un giorno in quella Chiesa completamente vuota, nel silenzio generale, in adorazione davanti al Tabernacolo, comincia a ” TORMENTARMI” il desiderio di capire la ” CHIAMATA”. Non capivo se dovessi diventare sacerdote o continuare lo studio di giurisprudenza, mi dispiaceva infatti sospenderli, però, complice il fatto di non avere ancora una fidanzata, ( tutt’ora non sono fidanzato) tutto mi era più difficile.

Comincio a frequentare il Santuario Maria Santissima dello Sterpeto in Barletta, tutte le sere, recitando il Rosario, per l’Adorazione Eucaristica, per la Messa: dalle 20,00 alle 22,00 riuscivo a mettere sempre più da parte quei divertimenti e quei piaceri, anche di una passeggiata con amici, che alla mia età ogni giovane non trascura volentieri. Al santuario, trovo il conforto del rettore, Padre Gennaro Citera, Oblato di San Giuseppe (OSJ), che diviene il mio padre spirituale e che mi ascolterà sin dal primo istante esortandomi alla preghiera, proponendomi letture spirituali che impiegassero il mio tempo libero. Tra questi, la vita del barlettano Don Ruggero Maria Caputo ( http://www.santiebeati.it/dettaglio/93577) ” Apostolo dell’Eucarestia e delle vocazioni sacerdotali e religiose”. Vivevo la mia Fede da solo, ho allontanato anche quegli amici con cui andavo a Messa la domenica, ma con cui chiacchieravo e non mi stava più bene perchè la Messa volevo viverla, partecipare, ascoltare le omelie che ritenevo un valore aggiunto per la mia vita.

Nel 2012, partisti in pellegrinaggio per Medjugorje. Cos’ha significato per te, quel pellegrinaggio nella tua vita?
Il 2012 è l’anno della mia laurea e come regalo di laurea desideravo un pellegrinaggio: Terra Santa o Medjugorje? Molti mi consigliavano la prima, ma il cuore batteva ed esultava per la seconda. Dal 24 al 30 agosto 2012 mi reco a Medjugorje con un gruppo di pellegrini che parte da Barletta: ci prepariamo con la novena alla Regina della Pace, in cui chiedo di capire la mia vocazione. Non c’è stato un giorno in cui la Madonna non mi abbia fatto sentire la Sua presenza, ne sono certo. È stata con me sin dal momento della confessione, ha esaudito tutte le mie richieste fatte nella novena di preparazione al pellegrinaggio. Il pellegrinaggio a Medjugorje fatto con Fede e non per curiosità, mi ha aiutato a fare una profonda verifica della mia vita. Salendo il Prodbo e il Krizevac, mi ha fatto capire che non devo aver paura delle mie difficoltà. Quello che devo evitare è far tutto da solo, tutto di testa mia. Infatti nelle salite ho avuto bisogno di persone del mio gruppo che si sono messe a disposizione e mi hanno aiutato a salire. Ciò mi ha fatto capire che l’altro il nostro prossimo, ci è messo accanto non per infastidirci, non per sopraffarci, ma per aiutarci. Allora mi sono chiesto: se il prossimo ti infastidisce non è forse perché tu vedi solo le cose negative? Vedi solo i difetti e le debolezze? Non è perché tu non sai farti prossimo agli altri? Durante la novena ho chiesto di poter fare una consacrazione alla Madonna, volevo farla in confessione, privatamente, ma poi ho dimenticato. L’ultima sera di permanenza a Medjugorje, mentre facevamo una passeggiata, sul sagrato della Chiesa c’era un frate che faceva animazione. Appena ci fermammo per assistere, il frate ci ha fatto fare la consacrazione. In tutto il pellegrinaggio ho sentito parlare ogni giorno di portare il buon esempio, ho sentito parlare di famiglia ed è qui che mi sento chiamato ad operare: è questo il compito che la Regina della Pace credo mi abbia affidato. Questo lo desumo dopo un’attenta analisi di tutto il pellegrinaggio fatta direttamente a Medjugorje con un sacerdote che si è messo a disposizione. Non volevo tornarmene a casa con dubbi e sofisticazioni del caso. A Medjugorje la Madonna mi affida la mia famiglia e non la vita sacerdotale, sciogliendo ogni dubbio in merito.

Fai parte dell’associazione “L’albero della vita”, il cui carisma è quello di pregare per gli aborti. Cosa ti ha spinto ad entrare a farne parte?
La Madonna mi chiama a pregare il Rosario contro l’aborto con ” L’ALBERO DELLA VITA”, associazione riconosciuta dal Vescovo Diocesano, composta da un gruppo, di cui molti giovani, che si ritrovano per la recita del Rosario presso la Cappella dell’ospedale Raffaele Dimiccoli di Barletta, ogni lunedì alle 18,45 e per la compieta ogni giovedì alle ore 21,00 all’ombra del Venerabile Don Raffaele Dimiccoli ( http://www.santiebeati.it/dettaglio/91657). Dico questo perchè non ho esitato ad accettare questo invito e lo sento come segno tangibile della presenza e della chiamata di Maria. Il mio desiderio a proposito e che quest’associazione abbia maggior rilievo non solo a livello diocesano o cittadino, ma con l’aiuto di tante persone di buona volontà, possa assumere rilievi maggiori. Inoltre aggiungo che dal 5 aprile 2014 sono confratello dell’Arciconfraternita della Santissima Trinità in San Gaetano, di Barletta, che ha in custodia la Chiesa Monumentale di San Gaetano sita a Piazza Plebiscito in Barletta e cura il culto della Sacra Spina di Nostro Signore Gesù Cristo, che si celebra nella IV domenica di Quaresima, solennemente, con una processione (Via Crucis) esterna, lungo il perimetro della Piazza antistante la Chiesa, con l’insigne reliquia.

Sei molto legato al Santuario della Madonna di Pompei. Qual è il dono che Maria ha impresso nel tuo cuore?
Il dono della Madonna a Pompei e di avermi additato il Rosario che non ho più lasciato né di recitare e né di portare con me ovunque. Ne sento ormai la necessita, come portare gli occhiali, senza dei quali non vedrei dove andare, così senza il Rosario non avrei “ la catena dolce” che mi rannoda a Dio. Credo sia un dono bellissimo, grazie al quale mi sono avvicinato alla Fede e sono cresciuto a tentoni, sentendomi preso in braccio proprio dalla Madonna.

Servizio di Rita Sberna

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