La giornata intensa di Papa Francesco

papa-francesco-sorridenteLa giornata pastorale di Papa Francesco, oggi è stata arricchita da tre importanti incontri: il primo con la plenaria della Congregazione per l’Educazione Cattolica, il secondo con i Vescovi bulgari, e il terzo con i 55 membri della delegazione dell’American Jewsih Committee, il Comitato ebraico americano. La Chiesa è chiamata a costruire ponti di solidarietà con tutti gli uomini al di là delle appartenenze culturali e religiose.

1-“Educare è un atto d’amore”. Così il Papa si è rivolto alla plenaria della Congregazione per l’Educazione Cattolica. “A tutti –continua Francesco-, le istituzioni educative cattoliche offrono una proposta educativa che mira allo sviluppo integrale della persona e che risponde al diritto di tutti di accedere al sapere e alla conoscenza. Ma a tutti ugualmente sono chiamate ad offrire, con pieno rispetto della libertà di ciascuno e dei metodi propri dell’ambiente scolastico, la proposta cristiana, cioè Gesù Cristo come senso della vita, del cosmo e della storia”. Il Papa ha  poi rammentato che Gesù annunciò la buona novella nella “Galilea delle genti”, “crocevia di persone diverse per razza, cultura e religione”. Un contesto, ha osservato, che “assomiglia per certi versi al mondo di oggi”. Al tempo stesso, ha affermato che gli attuali “profondi cambiamenti” domandano agli educatori di confrontarsi e dialogare “con una fedeltà coraggiosa e innovativa che sappia far incontrare l’identità cattolica con le diverse anime della società multiculturale”. Il secondo aspetto evidenziato è stata la “preparazione qualificata dei formatori” annotando a braccio che su questo “non si può improvvisare”. Francesco ha affermato che “l’educazione è rivolta ad una generazione che cambia, e che quindi ogni educatore – e tutta la Chiesa che è madre educatrice – è chiamato a cambiare, nel senso di saper comunicare con i giovani che ha di fronte: “Educare è un atto d’amore, è dare vita. E l’amore è esigente, chiede di impegnare le migliori risorse, di risvegliare la passione e mettersi in cammino con pazienza insieme ai giovani. L’educatore nelle scuole cattoliche dev’essere anzitutto molto competente, qualificato, e al tempo stesso ricco di umanità, capace di stare in mezzo ai giovani con stile pedagogico, per promuovere la loro crescita umana e spirituale”. 

Di seguito potete vedere il video dell’udienza alla plenaria della Congregazione per l’Educazione Cattolica:
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2- Parlando con i vescovi, il Pontefice si è soffermato a tracciare un quadro della società segnata “dai tanti vuoti spirituali lasciati dietro di sé dal passato regime ateo” come pure “dalla ricezione acritica di modelli culturali in cui prevalgono le suggestioni di un certo materialismo pratico”, le comunità cattoliche della Bulgaria, sia di rito latino sia di rito orientale, “portano avanti con impegno la loro missione di testimonianza” dei valori morali naturali e del Vangelo di Cristo. L’auspicio del Santo Padre è stato quello a “camminare con coraggio”, cercando di attuare in Bulgaria “quella trasformazione missionaria che la Chiesa è chiamata a realizzare nel mondo intero”. Continuando la riflessione, Papa Francesco ha detto:“Questo (cammino, ndr), richiede una conversione spirituale e pastorale, che comincia dalla presa di coscienza che, in forza del Battesimo, siamo tutti discepoli missionari, inviati dal Signore ad evangelizzare con gioia e con spirito, valorizzando anche il prezioso tesoro della pietà popolare. Tale rinnovato impegno missionario possiede anche una dimensione sociale, che ha come punto di riferimento la dottrina sociale della Chiesa e le cui priorità sono l’inclusione sociale dei poveri e l’impegno per il bene comune e la pace sociale”. Il Pontefice, inviando poi il proprio “cordiale saluto” al Patriarca Neofit, del quale ricorre tra pochi giorni il primo anniversario dell’elezione canonica, ha sollecitato caldamente a proseguire negli sforzi per promuovere un dialogo sempre più intenso e fraterno con la Chiesa ortodossa”: “Nel comune e orante ascolto della Parola di Dio, auspico che si aprano i cuori e le menti di tutti affinché diventi sempre più concreta la speranza di giungere a celebrare uniti il Sacrificio eucaristico”.  In vista dell’ormai prossima canonizzazione dei beati Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, il Papa – oltre a rallegrarsi per la presenza alla celebrazione del 27 aprile di “qualificate delegazioni” cattoliche bulgare, tra cui quella di rito bizantino-slavo – ha sottolineato come i suoi predecessori abbiano lasciato un’impronta indelebile in Bulgaria: “È questo un segno eloquente di quanto abbia inciso nell’anima e nella vita della Comunità cattolica bulgara la testimonianza del primo Papa slavo, in particolare la sua visita che egli compì nella vostra Patria nel maggio del 2002; ed è segno ugualmente di quanto sia vivo il ricordo lasciato dall’arcivescovo Angelo Giuseppe Roncalli nei nove anni durante i quali operò in Bulgaria come Delegato Apostolico”.

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Di seguito potete vedere il video dell’incontro di Papa Francesco con i vescovi Bulgari:

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3- Subito dopo, il Santo Padre in occasione del 50.mo anniversario della Dichiarazione Nostra aetate,ha incontrato 55 membri della delegazione dell’American Jewsih Committee, il Comitato ebraico americano, al quale si dice “grato” per aver fornito negli anni “un qualificato contributo” alla fraternità fra ebrei e cristiani”. Accanto al dialogo c’è l’azione. Il Pontefice sottolinea che ebrei e cristiani possono agire insieme “per la costruzione di un mondo più giusto e fraterno”, facendo riferimento in particolare a poveri e sofferenti e, come ricorda l’Esodo, alla protezione della vedova, dell’orfano, dello straniero. “È un compito affidatoci da Dio”, dice, “un autentico dovere religioso”. Quindi, ricorda che bisogna trasmettere alle nuove generazioni il patrimonio di conoscenza reciproca, di stima e di amicizia costruito in questi anni grazie anche all’impegno di associazioni come la vostra: “Auspico pertanto che il tema delle relazioni con l’ebraismo rimanga vivo nei seminari e nei centri di formazione dei laici cattolici, così come confido che anche presso le comunità ebraiche e i giovani rabbini si accresca l’interesse per la conoscenza del cristianesimo”. A cura della Redazione Papaboys
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Di seguito potete vedere il video dell’incontro di Papa Francesco con i 55 membri della delegazione dell’American Jewsih Committee, il Comitato ebraico americano:
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