La condanna di Papa Francesco contro chi calunnia col pettegolezzo

La condanna di Papa Francesco contro chi calunnia col pettegolezzoPapa Francesco cosa pensa di coloro che calunniano altre persone? Quale ricetta propone il Santo Padre per invertire questa tendenza a “spettegolare” dietro le spalle? Ce lo spiega Marco Ermes Luparia nel volume “La calunnia nella Chiesa” (ed. Lateran University Press), in cui parte dal ragionamento fatto da Bergoglio in una delle sue omelie mattutine a Santa Marta.

I CRISTIANI PERSEGUITATI
La Chiesa, spiega il Papa, «ha tanti uomini donne che sono calunniati, che sono perseguitati, che sono ammazzati in odio a Gesù, in odio alla fede». Alcuni vengono uccisi perché «insegnano il catechismo», altri perché «portano la croce». La calunnia trova spazio in tanti paesi dove i cristiani vengono perseguitati. «Sono fratelli e sorelle nostri – sottolinea – che oggi soffrono, in questo tempo di martiri. Dobbiamo pensare a questo».

LA CALUNNIA NELLA VITA DI TUTTI I GIORNI
Il Magistero di Bergoglio è tutto orientato ad ammonire i calunniatori, che siano persecutori dei cristiani o che siano “semplicemente” conoscenti di una persona. Nella vita di tutti i giorni, fa notare l’autore Ermes Luparia, conviviamo con estrema disinvoltura con il pettegolezzo, la maldicenza, il giudizio superficiale sbandierato ai quattro venti, senza pensare minimamente alle conseguenze. Ovviamente non si può negare che la gravità di questo crimine contro la persona risponde al criterio secondo cui alcuni pettegolezzi hanno un peso, altri ne hanno un altro. Questa è la trappola che induce a sottovalutare le conseguenze che comunque portano dolore, danno e sconcerto alla persona. Si fa presto a passare dal vizio di sparlare alla cattiveria.

IL DURO MONITO DEL PONTEFICE
Papa Francesco è molto più severo, non fa distinzione alcuna tra i livelli di pettegolezzo e afferma che la calunnia non è solo un atto offensivo verso qualcuno; essa colpendo una sua creatura, distrugge l’opera di Dio perché nasce dall’odio. Aggiunge ancora che la calunnia non è un peccato come tutti gli altri. Non deriva dalla fragilità dell’uomo, fa notare Luparia, ma da una sua colpevole compiacenza e alleanza con gli obiettivi di Satana, tra cui prevaler su tutto distruggere l’opera di Dio. Ogni forma di odio, dal più visibile al più subliminale, non può che essere opera del demonio. 

L’INTERCESSIONE DELLA VERGINE MARIA
Purtroppo gli ignari o consapevoli calunniatori non sono solo coloro i quali credono nel Vangelo di Cristo, ma se ne registrano anche tra i cristiani, compresi chierici, religiosi e religiose. Il Santo Padre, a questo punto, se ha parlato della potenza omicida del demonio, non può non chiamare in causa la Vergine Maria: Virgo Potens. La Madonna che «copre con il suo manto il popolo di Dio» e lo protegge da ogni insidia, ha comunque bisogna della sua alleanza, della sua attenzione, della sua conversione.

PRUDENZA PER EVITARE UN PECCATO CHE E’ MORTALE
Il contrario della maldicenza è il benedire, il parlare edificante e premuroso. Il descrivere le buone qualità che l’altro ha, infondendo così la speranza e inducendolo a credere nel cambiamento di ciò che di buono gli appartiene. Se si vuole essere fedeli al Vangelo ed evitare di cadere in questo peccato mortale si deve crescere nella virtù della prudenza e della giustizia. La prudenza e la giustizia conducono verso il perdono, quello vero, quello reale che riappacifica gli animi. E dove si percorre la strada del perdono non c’è più posto per la vendetta e l’acrimonia.

Di Gelsomino Del Guercio per Aleteia

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