La Chiesa un ‘vero ospedale’ da campo. Vescovi tra la gente, fianco a fianco

Come segno concreto della vicinanza del Papa alle persone colpite dal terremoto, una squadra di sei membri del Corpo dei Vigili del Fuoco della Città del Vaticano si è recata in mattinata ad Amatrice, in provincia di Rieti. Ne dà notizia Radio Vaticana. La squadra, si legge, lavorerà in accordo con la Protezione Civile Italiana nella ricerca e nell’assistenza delle vittime.

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MONS.D’ERCOLE CORRE SUBITO NEL CORSO DELLA NOTTE

“Ho visto buio e sentito le grida della gente. E poi scosse di terremoto. Solo con le luci dell’alba ho potuto rendermi conto che il paese era stato raso al suolo. Un bombardamento lo ha distrutto completamente”. È il racconto drammatico di monsignor Giovanni D’Ercole, vescovo di Ascoli-Piceno, da Pescara del Tronto, il piccolo paese della sua diocesi completamente distrutto dal terremoto

Appena sentita la scossa, ha preso la macchina in piena notte e si è recato subito nel luogo della sua diocesi più colpito dal terremoto: Pescara del Tronto. Arrivato lì, buio e grida. Poi con le luci dell’alba, la scena di un paese completamente raso al suolo come un “bombardamento che ha distrutto tutto”. Abbiamo raggiunto telefonicamente monsignor Giovanni D’Ercole, vescovo di Ascoli Piceno.

Mons. D’Ercole, dove si trova attualmente?
Io dalle 4 del mattino sono qui, nella zona dove il terremoto è stato più forte ed è la zona di Pescara del Tronto nel comune di Arquata del Tronto.

Ci racconti allora come è andata la notte.
Noi la scossa l’abbiamo sentita verso le 3.33, minuto più minuto meno. Ho sentito questa grande scossa, mi sono svegliato. Ero in episcopio ovviamente. Poi sono sceso in piazza per vedere come era la situazione della città e ho visto che danni non c’erano, le case erano in piedi, la gente era tutta fuori, spaventatissima. Ma poi ho sentito che l’epicentro era stato ad Accumoli, che è proprio ai limiti della mia diocesi, e sono quindi venuto qui nel comune di Arquata. Mi hanno detto che Pescara del Tronto era stato colpito in maniera forte. Sono andato e sono stato con la gente. Solo le luci dell’alba hanno reso possibile vedere la scena.

A injured nun in Amatrice, central Italy, where a 6.1 earthquake struck just after 3:30 a.m., Wednesday, Aug. 24, 2016. The quake was felt across a broad section of central Italy, including the capital Rome where people in homes in the historic center felt a long swaying followed by aftershocks. ANSA/ MASSIMO PERCOSSI
A injured nun in Amatrice, central Italy, where a 6.1 earthquake struck just after 3:30 a.m., Wednesday, Aug. 24, 2016. The quake was felt across a broad section of central Italy, including the capital Rome where people in homes in the historic center felt a long swaying followed by aftershocks. ANSA/ MASSIMO PERCOSSI

Era un pianto.
E’ arrivato di notte da solo in macchina? E cosa ha trovato ?
Sì, certo. Ho visto buio e sentito le grida della gente. E poi scosse di terremoto. Solo con le luci dell’alba ho potuto rendermi conto che il paese era stato raso al suolo. Un bombardamento ha distrutto completamente il paese.

Chi c’è in quel paese? Da chi è abitato?
D’inverno c’è poca gente. Adesso, invece, c’erano tantissimi giovani. È il cosiddetto turismo di ritorno, persone che abitano a Roma e tornano l’estate per passare le vacanze con i nonni o nelle seconde case. Infatti i terremotati sono quasi tutti giovani.

È possibile, Eccellenza, fare la conta dei morti e dei feriti?
No, i numeri non si possono ancora dare. E’ troppo presto.
Sto andando proprio adesso ad Ascoli, per vedere come organizzare l’arrivo dei morti.
Adesso sono ancora nel paese. Li hanno messi da una parte e uno per volta li porteranno ad Ascoli. Sarà sicuramente il momento più triste.

Dove saranno portate le salme?
Nella cappella che la diocesi mette a disposizione dell’obitorio dell’ospedale Mazzoni di Ascoli. Abbiamo finito proprio adesso una riunione operativa con il prefetto, il sindaco e le diverse forze impegnate sul campo. Sto andando a organizzare la nostra parte, insieme con la Caritas, per dare il nostro contributo.

In che cosa consisterà?
Sicuramente l’accoglienza dei morti. Poi vedremo come favorire l’assistenza ai terremotati nel campo che si sta allestendolo e aiutare chi non si vuole spostare dal paese.

LA TELEFONATA DI PAPA FRANCESCO AL VESCOVO DI RIETI

Appresa alle 3.52 di questa notte la notizia del terremoto, il vescovo di Rieti – in pellegrinaggio a Lourdes – si è imbarcato sul primo volo disponibile per l’Italia. Nel pomeriggio di oggi monsignor Domenico Pompili si recherà sui luoghi del sisma che ha colpito l’alto Lazio per conoscere in prima persona la situazione e pensare ad eventuali iniziative. “Alle 7 ho ricevuto una telefonata da parte di Papa Francesco”, afferma mons. Pompili: “Mi ha informato di aver saputo del terremoto alle 4.15 del mattino e di aver subito celebrato la messa pregando per le persone coinvolte. Mi ha invitato a non avere paura, e mi ha rivolto parole di vicinanza e di incoraggiamento che vorrei immediatamente portare alla popolazione”. Dalla Chiesa di Rieti sono intanto partite le prime azioni di solidarietà con interventi della Caritas e della Mensa di Santa Chiara.

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L’ARCIVESCOVO BOCCARDO

L’arcivescovo di Spoleto-Norcia, monsignor Renato Boccardo, si sta recando in Valnerina, nella zona di Norcia, per portare la propria vicinanza e il proprio sostegno spirituale alla popolazione a seguito del violento terremoto che poche ore fa ha devastato il Centro Italia, in modo particolare le Regioni Marche, Lazio e Umbria. Il presule, insieme agli uffici tecnici della Curia Arcivescovile, farà un primo sopralluogo anche agli edifici di proprietà ecclesiastica danneggiati dal sisma. Mons. Boccardo subito dopo la prima scossa ha raggiunto telefonicamente i parroci di Norcia e Cascia per accertarsi della situazione e con loro è rimasto in contatto fino al momento della partenza. L’arcivescovo ha ricevuto la chiamata del cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza episcopale umbra e guida della Chiesa di Perugia-Città della Pieve, che ha assicurato la vicinanza nella preghiera alle popolazioni del nursino. Anche il direttore di Caritas italiana, monsignor Francesco Antonio Soddu, alle prime luci del giorno ha contattato il direttore della Caritas di Spoleto-Norcia, Giorgio Pallucco, per accertarsi della situazione.

L’ORDINE DI MALTA

Anche l’Ordine di Malta è al lavoro per assistere le vittime del sisma in centro Italia. Squadre di medici, infermieri e soccorritori del Corpo italiano di Soccorso dell’Ordine, si legge in una nota dell’Ordine – hanno raggiunto le zone colpite tra Lazio, Abruzzo e Marche. Ad Arquata del Tronto, comune della provincia di Ascoli Piceno, è operativa un’unità cinofila per le operazioni di soccorso che stanno procedendo senza sosta. Un nucleo di valutazione composto da cinque volontari, tra cui un medico e un infermiere, si trova ad Amatrice dove affianca il personale del dipartimento della Protezione Civile nelle attività di intervento e di assistenza medica. E’ stata attivata anche la colonna mobile che assicurerà assistenza alla popolazione colpita ad Amatrice e Accumoli, due delle località violentemente coinvolte dallo sciame sismico. Il Gran Maestro del Sovrano Ordine di Malta, fra’ Matthew Festing, ha inviato al Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella un messaggio di cordoglio, a poche ore dal terribile terremoto. “Desidero far giungere sentimenti di sincero cordoglio per le numerose vittime – ha scritto il Gran Maestro -. Esprimo altresì solidarietà e vicinanza ed assicuro preghiere di conforto e consolazione ai loro famigliari, ai superstiti ed agli sfollati”.

LA CEI STANZA 1 MILIONE DI EURO DALL’ 8 PER 1000

In seguito al sisma che ha colpito il centro Italia la mattina del 24 agosto, la Presidenza della Cei dispone l’immediato stanziamento di un milione di euro dai fondi dell’otto per mille per far fronte alle prime urgenze e ai bisogni essenziali. Inoltre indice una colletta nazionale, da tenersi in tutte le Chiese italiane il 18 settembre 2016, in concomitanza con il ventiseiesimo Congresso Eucaristico Nazionale, «come frutto della carità che da esso deriva e di partecipazione di tutti ai bisogni concreti delle popolazioni colpite», si legge in una nota della Cei.

«La Chiesa che è in Italia si raccoglie in preghiera per tutte le vittime ed esprime fraterna vicinanza alle popolazioni coinvolte in questo drammatico evento – prosegue il comunicato della presidenza Cei -. Le diocesi, la rete delle parrocchie, degli istituti religiosi e delle aggregazioni laicali sono invitate ad alleviare le difficili condizioni in cui le persone sono costrette a vivere. A tale scopo, la Presidenza della CEI indice una colletta nazionale, da tenersi in tutte le Chiese italiane il 18 settembre 2016, in concomitanza con il 26/mo Congresso Eucaristico Nazionale, come frutto della carità che da esso deriva e di partecipazione di tutti ai bisogni concreti delle popolazioni colpite».

Le offerte raccolte dovranno essere inviate «con sollecitudine» a Caritas Italiana, Via Aurelia 796 – 00165 Roma, utilizzando il conto corrente postale n. 347013 o mediante bonifico bancario su Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma – Iban: IT 29 U 05018 03200 000000011113 specificando nella causale «Colletta terremoto centro Italia». Offerte sono possibili anche tramite altri canali, tra cui: – on line (sul sito www.caritas.it) – Banca Prossima, piazza della Libertà 13, Roma – Iban: IT 06 A 03359 01600 100000012474 – Banco Posta, viale Europa 175, Roma – Iban: IT91 P076 0103 2000 0000 0347 013 – UniCredit, via Taranto 49, Roma – Iban: IT 88 U 02008 05206 000011063119.
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Articolo realizzato con i lanci aggiornati dell’Agenzia dei Vescovi Sir

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