La bambina di Aleppo star di Twitter scrive lettera aperta a Trump: può fare qualcosa?

This image made from video released by Qasioun News Agency, a media opposition platform with reporters inside Syria, shows Fatemah Alabed, with her 7-year-old daughter Bana, speaking after they reached the Aleppo countryside following the evacuation of their city, Syria. They spoke to the cameras about their evacuation and their widely-distributed Twitter account. The mother and daughter pair maintained a Twitter account from inside east Aleppo that exposed the horrors of the government's siege of the rebel enclave in the city. (Qasioun News Agency via AP)

Bana Alabed, la ragazzina siriana di sette anni nota in tutto il mondo per i suoi tweet da Aleppo, ha scritto un lettera aperta al presidente americano Donald Trump affinché intervenga a favore dei bambini siriani.
“Per favore può salvare i bambini e il popolo della Siria?

Lei deve fare qualcosa per i bambini della Siria perché essi sono come i suoi figli e meritano la pace come lei”, ha scritto Alabed, fuggita da Aleppo con la sua famiglia lo scorso dicembre e attualmente residente in Turchia.
La bambina, ha spiegato la madre Fatemah, ha scritto la lettera qualche giorno prima del giuramento di Trump perché “ha visto Trump molto spesso in Tv”, riporta la Bbc online.(ANSA)

Trump: bozza decreto, stop a ingresso rifugiati Siria
Stop all’ingresso dei rifugiati siriani negli Stati Uniti. E’ quanto prevede una bozza di decreto a cui sta lavorando l’amministrazione Trump e di cui l’Associated Press e’ venuta in possesso.
Il provvedimento prevede anche la sospensione per 120 giorni dell’intero programma per l’accoglienza dei rifugiati, nonchè la sospensione per almeno 30 giorni dei visti per chi arriva da
sette PAesi a prevalenza musulmana: Iran, Iraq, Libia, Somalia, Sudan, Siria e Yemen. Il decreto dovrebbe essere firmato in settimana.

Donald Trump sta preparando alcuni decreti per ridurre drasticamente il coinvolgimento degli Stati Uniti nelle Nazioni Unite e in altre agenzie internazionali. Lo riporta il New York Times citando fonti vicine alla nuova amministrazione Usa, e parlando di provvedimenti per tagliare i fondi americani. Già subito dopo essere stato eletto Trump aveva parlato delle Nazioni Unite come di un “club di chiacchiere dove ci si diverte”. Ma l’intenzione del neopresidente Usa – spiegano le fonti al Nyt – e’ più in generale quella di rivedere e potenzialmente abrogare alcuni trattati multilaterali. Uno dei decreti – intitolato ‘Auditing and Reducing U.S. Funding of International Organizations’ – prevede proprio lo stop ai finanziamenti per tutte le agenzie dell’Onu che rientrano in una determinata lista di criteri. Tra queste quelle che riconoscono una piena adesione all’Autorità Palestinese o all’Olp. Oppure sostengono programmi che finanziano l’aborto o ogni attività che aggira le sanzioni contro l’Iran o la Corea del Nord. Ma nel mirino anche quelle organizzazioni che sono “controllate o sostanzialmente influenzate da qualunque stato che sponsorizza il terrorismo” o viene accusato di perseguire le minoranze e di violare sistematicamente i diritti umani.






Donald Trump intende costruire il muro col Messico immediatamente. Lo ha detto il neo presidente in una intervista alla Abc, confermando che alla fine sarà il Messico a pagare la fattura “in qualche modo”.
“Inizieremo appena possibile”, parlando di “mesi”, ha poi aggiunto rispondendo ad una domanda nella sua prima intervista tv dopo l’inaugurazione del suo mandato (la trascrizione dell’intervista alla Abc può essere visualizzata al seguente indirizzo http://abcnews.go.com/Politics/transcript-abc-news-anchor-david-muir-interviews-president/story?id=45047602).

Sean Spicer, portavoce della Casa Bianca, ha confermato nel briefing che Donald Trump firmera’ due ordini esecutivi, uno dei quali sull’immigrazione e sulla sicurezza dei confine che comprende la costruzione di una grande barriera al confine col Messico.

Già in precedenza in un tweet, il neopresidente aveva ribadito le sue intenzioni in questo senso: “Grande giorno domani (oggi in Italia, ndr) per la sicurezza nazionale. Tra le tante cose, costruiremo il muro!”. E come prima conseguenza dell’ ‘effetto Trump’, il presidente del Messico Pena Nieto ha rinunciato a partecipare al vertice della Comunità degli Stati dell’America Latina e i Caraibi (Celac), in programma oggi e domani a Punta Cana, in Repubblica Dominicana.

In un comunicato, il ministero degli Esteri ha informato che Pena Nieto – che doveva viaggiare a Punta Cana mercoledì pomeriggio, e tornare in Messico giovedì sera – ha dovuto cambiare i suoi programmi “per motivi di agenda interna”. L’elezione alla Casa Bianca di Donald Trump – che promuove una politica protezionista e di forti restrizioni in materia di migrazioni- ha messo in difficoltà il presidente messicano, che dovrebbe incontrare il suo collega statunitense martedì prossimo.

”Assolutamente, penso che funzioni”: così in una intervista alla Abc Donald Trump sul waterboarding, l’annegamento simulato in fase di interrogatorio ritenuto una tortura e abolito da Barack Obama nel 2009. Ma il presidente Usa ha precisato che lascerà la valutazione finale al capo della Cia Mike Pompeo e al segretario alla difesa James Mattis: ”E se non vogliono farlo, va bene, lavorerò in questa direzione. Voglio che tutto sia nei limiti di quello che possiamo fare se è legale”, ha detto. (ANSA).

L’amministrazione Trump ha tra le sue priorità il rafforzamento delle leggi sull’immigrazione: lo ha detto Sean Spicer, aggiungendo che saranno creati più spazi detentivi lungo il confine, sarà messa fine alla politica del “catch and release” (cattura e libera) dell’amministrazione Obama e non saranno più concessi finanziamenti alle cosiddette ‘città santuario’, quelle che proteggono gli illegali.

Intanto il Senato degli Stati Uniti ha confermato la nomina di Nikki Haley, governatrice repubblicana della South Carolina, come ambasciatore americano all’Onu. L’approvazione della nomina avanzata da Donald Trump è avvenuta a grandissima maggioranza: 96 voti favorevoli e soltanto quattro contrari, nonostante l’inesperienza in materia di politica estera della governatrice repubblicana.




Fonte www.ansa.it

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