Isis, nuovo video dell’orrore. Massacro di cristiani copti

Isis, nuovo video dell’orrore Massacro di cristiani coptiUn nuovo video dell’Isis dalla Libia mostra l’uccisione con pistole e coltelli di un gruppo di cristiani copti etiopi. Nelle immagini si vedono combattenti dello Stato islamico con i passamontagna neri e giubbotti esplosivi da kamikaze addosso. Le vittime vengono portate su una spiaggia, come già nel video di gennaio che mostrava l’uccisione di 21 cristiani egiziani immigrati in Libia, e fatti inginocchiare. Le esecuzioni avvengono con coltelli e pistole automatiche.

In Libia, prima della guerra civile, c’era quasi un milione di immigrati provenienti in maggioranza da Egitto e Paesi africani. L’Isis punta a fare del Paese – spaccato in due per la guerra civile fra il governo di Tobruk, filo-occidentale, e quello di Tripoli, vicino ai Fratellli musulmani e alla Turchia – una sua base operativa da dove minacciare l’Europa. A Derna, Bengasi e Sirte ci sono i nuclei più consistenti dell’Isis libico, formato da combattenti stranieri e milizie locali che si sono alleate con il gruppo più estremista anche fra gli islamisti. In tutto l’Isis conterebbe su circa 6mila uomini in Libia.

Ma questa volta l’Isis non punta solo a creare orrore e terrore con le immagini finali del video, lungo 29 minuti, ma anche a giustificare i suoi atti criminali dal punto di vista religioso teologico. Una lunghissima introduzione ripercorre la storia dell’islam nella versione integralista salafita (salaf erano i primi seguaci di Maometto) e cita numerosi passi del Corano, a partire dalla Surat al-Tawad, per dare un fondamento religioso alla guerra contro le altri fedi: «Combatterai contro chi non crede in Allah fino all’ultimo giorno…». Una visione dell’islam che però è rigettata dalla maggioranza dei teologi contemporanei in quasi tutti i Paesi arabi e musulmani.

All’inizio del video c’è anche una sorta di dissertazione sul cristianesimo, la sua divisione fra cattolici, ortodossi e protestanti, con le immagini di Papa Benedetto XVI e altri esponenti della cristianità.

Di Giordano Stabile per La Stampa

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