Home Verbum Domini Io vi dico di non opporvi al malvagio

Io vi dico di non opporvi al malvagio

1vRIFLESSIONE SUL VANGELO DI QUESTO LUNEDI’ –  A comprendere il Vangelo che oggi viene offerto alla nostra meditazione e riflessione ci serviremo di una parola sublime di Dio. Più che di parola stupenda e meravigliosa, divina nella sua essenza, è la rivelazione del suo comportamento dinanzi alla sua ira ardente, pronta a far del male al suo popolo a motivo dei suoi peccati senza numero.

Casa di Giacobbe, venite, camminiamo nella luce del Signore. Sì, tu hai rigettato il tuo popolo, la casa di Giacobbe, perché rigurgitano di maghi orientali e di indovini come i Filistei; agli stranieri battono le mani. La sua terra è piena d’argento e d’oro, senza limite sono i suoi tesori; la sua terra è piena di cavalli, senza limite sono i suoi carri. La sua terra è piena di idoli; adorano l’opera delle proprie mani, ciò che hanno fatto le loro dita. L’uomo sarà piegato, il mortale sarà abbassato; tu non perdonare loro. Entra fra le rocce, nasconditi nella polvere, di fronte al terrore che desta il Signore e allo splendore della sua maestà, quando si alzerà a scuotere la terra. L’uomo abbasserà gli occhi superbi, l’alterigia umana si piegherà; sarà esaltato il Signore, lui solo, in quel giorno. Poiché il Signore degli eserciti ha un giorno contro ogni superbo e altero, contro chiunque si innalza, per abbatterlo, contro tutti i cedri del Libano alti ed elevati, contro tutte le querce del Basan, contro tutti gli alti monti, contro tutti i colli elevati, contro ogni torre eccelsa, contro ogni muro fortificato, contro tutte le navi di Tarsis e contro tutte le imbarcazioni di lusso. Sarà piegato l’orgoglio degli uomini, sarà abbassata l’alterigia umana; sarà esaltato il Signore, lui solo, in quel giorno. Gli idoli spariranno del tutto.

Rifugiatevi nelle caverne delle rocce e negli antri sotterranei, di fronte al terrore che desta il Signore e allo splendore della sua maestà, quando si alzerà a scuotere la terra. In quel giorno ognuno getterà ai topi e ai pipistrelli gli idoli d’argento e gli idoli d’oro, che si era fatto per adorarli, per entrare nei crepacci delle rocce e nelle spaccature delle rupi, di fronte al terrore che desta il Signore e allo splendore della sua maestà, quando si alzerà a scuotere la terra. Guardatevi dunque dall’uomo, nelle cui narici non v’è che un soffio: in quale conto si può tenere? (Cfr. Is 2,1-22).

Va’, popolo mio, entra nelle tue stanze e chiudi la porta dietro di te. Nasconditi per un momento, finché non sia passato lo sdegno. Perché ecco, il Signore esce dalla sua dimora per punire le offese fatte a lui dagli abitanti della terra; la terra ributterà fuori il sangue assorbito e più non coprirà i suoi cadaveri (Is 26,20-21).

L’agire di Dio deve essere purissimo comportamento dell’uomo. Il Signore giustamente deve intervenire per porre ordine nella sua creazione. Deve dare sfogo alla sua ira. Cosa fa? Invita il suo popolo a nascondersi per un tempo, finché la sua ira non si sarà calmata. Poi vi sarà nuovamente spazio per il perdono, la misericordia, la pietà. L’ira spinge il Signore a fare ogni giustizia. La misericordia lo muove alla pietà e alla compassione. Israele deve aiutare il suo Dio nascondendosi, non facendosi vedere.

Nessun uomo dovrà dare libero sfogo alla sua ira, sete di vendetta, rivincita contro il malvagio. Lui deve essere sempre arrendevole, remissivo, pieghevole. Chi risponde al male con il male, incendia i cuori verso un male più grande. Chi invece spegne il male con l’arrendevolezza e il perdono, impedisce che un più grande male venga alla sua persona. Arrendendosi si riceve sempre un male minore. Si evitano mali maggiori, pesanti, duri da sopportare. Qualcuno potrebbe obiettare: ma così facendo non lasciamo al malvagio che faccia sempre il male? Sopra il malvagio veglia il Signore. È Lui che al momento opportuno viene e lo ferma secondo modalità divine, non umane. Se non mettiamo una chiara, vera visione di fede nelle nostre relazioni, siamo anche noi trascinati a vedere la storia solo con gli occhi di carne. La storia si può vivere solo se la si guarda con gli occhi della fede. Dio è il Signore dell’uomo e della storia.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, dateci purissimi occhi di fede. a cura del Movimento Apostolico

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