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Io sono mite e umile di cuore

1vRIFLESSIONE SUL VANGELO DI QUESTA DOMENICA  –  Ti rendo lode, Padre… il Vangelo re­gistra uno di quegli slanci im­provvisi che accendevano di esul­tanza e di stupore gli incontri di Gesù: i piccoli lo capiscono, capiscono il segre­to del vivere. Sono i piccoli di cui è pie­no il Vangelo: poveri, malati, vedove, bambini, i preferiti da Dio. Rappresen­tano l’uomo senza qualità che Dio ac­coglie nelle sue qualità.
Perché hai rivelato queste cose ai picco­li…

Le cose rivelate non si possono re­cintare in una dottrina, non costituisco­no un sistema di pensiero. Gesù è venu­to per mostrare, per raccontare la rivo­luzione della tenerezza di Dio (papa Francesco), nucleo originario e fre­schezza perenne del suo Vangelo.
Questa rivoluzione della tenerezza, Dio al fianco dei piccoli, è la vera lingua u­niversale, l’unica lingua comune ad ogni persona, in ogni epoca, su tutta la terra. Un piccolo capisce subito l’essenziale: se gli vuoi bene o no. In fondo è questo il segreto semplice della vita. Non ce n’è un altro, più profondo. I piccoli, i pecca­tori, gli ultimi della fila, le periferie del mondo hanno capito che in questa ri­voluzione della tenerezza sta il segreto di Dio.

Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Gesù viene e porta il ristoro della vita, mostra che è possibile vivere meglio, per tutti. Il Van­gelo è il sogno di rendere più umana e più bella la vita: l’umanizzazione è il grande segno della spiritualità autenti­ca. Nominare Cristo, parlare di Vangelo, celebrare Messa deve equivalere a confortare la vita affaticata, altrimenti sono parole e gesti che non vengono da lui. Le prediche, gli incontri, le istituzio­ni, devono diventare racconti d’amore, altrimenti sono la tomba della doman­da dell’uomo e della risposta di Dio.

Imparate da me… Andare da Gesù è an­dare a scuola di vita. Gesù: quest’uomo senza poteri ma regale, libero come il vento, che nessuno ha mai potuto com­prare o asservire, fonte di libere vite.
Da me che sono mite e umile di cuore…
Imparate dal mio modo di essere, senza imposizione e senza arroganza. Impa­rate dal mio modo di amare, delicato e indomito. Il maestro è il cuore. Dio stes­so non è un concetto: è il cuore dolce e forte della vita.

Il mio giogo è dolce e il mio peso è legge­ro, dolce musica, buona notizia. Il gio­go, nel linguaggio della Bibbia, indica la Legge. Ora la legge di Gesù è l’amore: prendete su di voi l’amore; prendetevi cura, con tenerezza e serietà, di voi stes­si, degli altri e del creato, diffondete la combattiva tenerezza di Dio, iniziando dai piccoli, che sono le colonne segrete della storia, le colonne nascoste del mondo. Prendersi cura di loro, come fa Dio, è prendersi cura del mondo intero. a cura di Padre Ermes Ronchi

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