Intervista all’On. Muscardini: ‘siate orgogliosi di chiamarvi mamma e papa’

Onorevole Muscardini, può illustrare ai lettori l’interpellanza che ha presentato al Parlamento Europeo a proposito dell’uso nei moduli statali delle diciture “genitore1 – genitore2”, in sostituzione dei termini “papà-mamma”? La decisione di alcune amministrazioni italiane, in linea con altre di altri paesi europei, ha portato, sui moduli per l’iscrizione alle scuole, il cambiamento della dicitura madre, padre con quella di Genitore 1 e 2. Una coraggiosa mamma di Milano ha cancellato Genitore 1 e ha scritto Mamma. Ho presentato un’ interrogazione alla Commissione europea per sollevare il problema; nell’interrogazione ho chiesto se può indicarci in quali Stati membri si sta diffondendo tale usanza e se non considera che l’UE, che spesso incoraggia tali pratiche, dimentica di non avere tra i suoi limitati poteri quello di definire il ruolo della famiglia nella società e di regolamentare anche la vita sessuale e familiare delle persone. Ho chiesto inoltre se, pensando di eliminare le discriminazioni verso gli omosessuali, non si sono accorti di crearne un’altra ben più ampia, visto che i numeri 1 e 2 sono in ordine progressivo, annullando la parità. Chi è il numero uno: il padre o la madre? Non vi è quindi “correttezza politica” in questa formula burocratica e anodina, bensì una scorrettezza discriminatoria verso la famiglia cosiddetta “tradizionale”.

La sostituzione dei termini “papà-mamma” con “genitore1 – genitore2” è una vera è propria discriminazione? La sostituzione dei termini papa e mamma con genitore 1 e 2, non è solo una discriminazione, ma è anche un’idiozia! Ogni bambino che nasce, nasce da un padre e da una madre, sconosciuti o conosciuti che siano. E’ una legge di natura che vige anche nel mondo animale. Se poi lo stravolgimento della tecnologia, un domani, porterà alla partenogenesi o alla clonazione degli esseri umani non lo sappiamo; certo è che ciascuno di noi dovrebbe opporsi con tutte le sue forze. E con questo rispondo  in parte anche alla sua terza domanda: nessuna legge contro natura deve poter manipolare i valori che stanno alla radice della vita stessa del genere umano. Il rispetto verso le diversità non può diventare l’annullamento della normalità. Ed è ora di dire in maniera chiara che avere un figlio non è un diritto in assoluto: voglio cioè dire che l’egoismo degli adulti non può divenire più importante della vita e dei sentimenti di un bambino che nasce. A volte si confonde l’egoismo con l’amore. Sui diritti dei bambini l’Europa è molto in ritardo, basta vedere come tollera lo Jugendamt tedesco sul quale vorrei che ci fosse una maggiore e più forte presa di coscienza da parte delle Istituzioni laiche e religiose.

Nell’interpellanza, chiede all’UE quale sia il valore della famiglia, a cui vuole educare le nuove generazioni negli Stati membri. Pensa che i valori fondanti dell’uomo possano essere manipolati da leggi liberticide e contro natura? Penso quindi che i valori fondanti dell’uomo non possono essere manipolati da leggi, ma riconosciuti e tutelati per quello che sono e per ciò che hanno rappresentato per secoli per l’intera umanità.

Le grandi lobby economiche appoggiate dalla politica, conducono una martellante campagna contro la struttura antropologica dell’uomo. Dietro al pretesto delle discriminazioni, si cela un progetto oscuro e pericoloso, che tende ad eliminare le differenze naturali. Quali sono le conseguenze della “teoria del genere” sul futuro della società? Sono lobby culturali che sono diventate anche lobby economiche. La martellante campagna che conducono contro la struttura antropologica dell’uomo, con il pretesto della modernità, non è altro che la volontà di distruggere il cristianesimo che ha animato quei valori fondanti di cui parlavamo poc’anzi, ma insieme al Cristianesimo distruggono anche ogni valore laico. La stessa teoria del genere rientra nella nozione di destrutturazione, che è il portato del nichilismo e del pensiero debole, di un pensiero cioè che non crede più a nulla, nemmeno a quella piccola differenza che distingue il padre dalla madre, entrambi generatori di vita. Negare loro significa negare la vita e diventare, anche inconsapevolmente, discepoli della morte. Con buona pace per il progressismo della modernità.

In Italia nei mesi scorsi –come in altri paesi dell’Unione Europea-, sono sorte diverse polemiche sull’educazione alla diversità nelle scuole. Quale deve essere il compito dei genitori e della scuola nello sviluppo fisico, intellettuale ed affettivo dei bambini? Credo che i bambini debbano essere aiutati dai genitori e dalla scuola a raggiungere uno sviluppo armonico nel fisico, nella mente e nella capacita affettiva. Siamo in una societa sempre piu inaffettiva, incapace di avere rapporti interpersonali. Anche la recente polemiche contro le favole dimostra che questa societa vuole fare diventare i bambini subiti adulti: li vestiamo da adulti, diamo loro in mano strumenti tecnologici fin dai primi anni ed essi non imparano a comunicare con gli altri, a rispettare i luoghi, a distinguere il reale dal virtuale, a comprendere che il rispetto di se e’ la strada per arrivare al rispetto degli altri ed una società che non ha rispetto delle persone, dei sentimenti, delle leggi di natura, delle stesse istituzioni, è una società destinata al dissolvimento. La diffusione su internet non solo di un numero impressionante di siti pedofili ma anche di siti, che i bambini possono guardare, in cui si promuovono e si visionano attivita sessuali con animali, dimostra che siamo vicini ad andare oltre a “sodoma e gomorra”. La scuola ha un dovere formativo non solo istruttivo e i genitori e gli adulti in genere hanno il dovere di tutelare le tempistiche necessarie affinché, l’apprendimento, in ogni campo, sia consono all’eta del bambino.

Quando le autorità politiche si sostituiscono alla famiglia –afferma Chesterton-, ci troviamo dinanzi ad una nuova forma di dittatura psicologica, molto più distruttiva dei regimi totalitari del secolo scorso. Come mai l’opinione pubblica è coinvolta nelle decisioni politiche solo a “fatto compiuto”? L’opinione pubblica e’ coinvolta solo a cose fatte perché c’è un disprezzo della democrazia e della libertà, un’arroganza da parte di chi detiene anche una briciola di potere che e’ sempre più preoccupante. A questo bisogna sapersi opporre non con sterili polemiche o accettando compromessi in nome di una presunta par condicio, ma bisogna sapere lavorare in maggiore sinergia e conoscenza reciproca.

Onorevole, la ringraziamo per la sua attenzione e per il lavoro che svolge a favore al Parlamento Europeo. Vuole –alla fine di questa intervista-, lanciare un ulteriore appello a sostegno della famiglia? Il mio appello e’ alle mamme e ai papa’: siate orgogliosi di chiamarvi mamma e papa’ e a chi non ha avuto figli chiedo di guardare ai figli degli altri con la stessa attenzione come se fossero propri; quando una società non fa crescere in serenità i propri bambini quella società si candida alla propria distruzione. Vogliamo perciò una politica che rispetti la famiglia e che affronti i problemi non dal punto di vista solo della sessualità, ma dell’identità individuale: non si possono avere maggiori diritti perche si e’ all’interno di una coppia legata da vincoli sessuali o affettivi, ma bisogna che vi siano maggiori diritti individuali e, nel rispetto delle diversità, si rispetti prima di tutto il bambino.  a cura di don Salvatore Lazzara

Onorevole Muscardini
Onorevole Cristiana Muscardini

* Cristiana Muscardini, è ininterrottamente  parlamentare europea dal 1989, eletta nella circoscrizione del Nord-Ovest (Lombardia, Piemonte Liguria E Valle D’Aosta). Scrittrice e giornalista, laureata in filosofia, vicepresidente della commissione del commercio internazionale e vicepresidente dell’Intergruppo per la protezione degli animali. E’ stata nell’attuale legislatura (tra l”altro) relatore per la denominazione del “Made In” e  per la tutele dei consumatori. E’ stata membro della Convenzione Europea e ha ricevuto la medaglia d’oro al merito europeo. É stata inoltre eletta miglior parlamentare europea italiana. Molte le sue battaglie per la tutela dei minori contro lo Jugendamt e la pedofilia e la lotta al terrorismo per la difesa dei cristiani nel mondo. In questa legislature, ha presentato 587 interrogazioni e 76 proposte di risoluzione. Tra i libri pubblicati ” Una parola per Caino”  “L’Europa Promessa”  “L’Europa in tavola” “L’Algognotico”, Collabora inoltre con il Patto Sociale – Informazione Europa, magazine on-line: www.ilpattosociale.it

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