In Piazza San Pietro è protagonista la famiglia. Nella preghiera

ceiAntonio e Roberta di Benevento sono fidanzati incamminati verso il matrimonio; Margherita e Marco, una coppia di sposi di Novara: ai loro quattro figli si è unita una bimba in affido familiare; Antonella e Nicola di Tivoli, dopo essere stati separati per sei anni, sono tornati a vivere insieme. Saranno le loro testimonianze a introdurre questa sera la preghiera con Papa Francesco in piazza San Pietro, dove sono attese decine di migliaia di famiglie. Alla vigilia della III assemblea generale straordinaria del Sinodo dei vescovi, che si apre domani, la presidenza della Conferenza episcopale italiana ha infatti invitato a prendere parte a “un momento pubblico di preghiera e di riflessione”, che culminerà nell’intervento del Santo Padre. L’iniziativa – si legge in un comunicato – intende “manifestare l’attenzione della Chiesa italiana attorno a una tematica quale quella della famiglia, tanto decisiva per la società quanto per la stessa comunità ecclesiale”. L’evento – al quale prendono parte anche i padri sinodali – si svolge questa sera, dalle 18 alle 19.30, in piazza San Pietro; introdotto dall’accoglienza del segretario generale della Cei, monsignor Nunzio Galantino, e dal saluto del cardinale presidente, Angelo Bagnasco, sarà ripreso dal Ctv e trasmesso in diretta da Tv2000 e dalle altre televisioni cattoliche. Inoltre, per gli amici del sito, diretta su PAPABOYS 3.0.

IL CARDINALE BAGNASCO AD AVVENIRE: ‘FAMIGLIA SALVAGENTE DELLA NAZIONE’

“Pregando per il Sinodo, il popolo di Dio mostra di capire che la famiglia è il fondamento. E si impegna in un atto di fede, perché il modo migliore per aiutare qualcuno è parlarne prima con Dio e poi con gli uomini”. Il card. Angelo Bagnasco, presidente della Cei, spiega in un’intervista pubblicata oggi sul quotidiano “Avvenire” il significato della preghiera che si terrà questa sera in piazza San Pietro alla vigilia del Sinodo sulla famiglia. “La preghiera è un atto di vicinanza ai padri sinodali che si raduneranno attorno al Santo Padre per riflettere in modo globale sulle sfide a tutto campo che riguardano la famiglia”. Fra i “temi urgenti” che potrebbero essere al centro dell’attenzione nel corso dell’assemblea sinodale, Bagnasco inserisce “gioie e fecondità, fragilità affettive e ferite. Ma anche le difficoltà economiche e sociali, l’educazione affettiva dei figli a volte insidiata anche nelle scuole, il sostegno anche economico alla coppia”. Il cardinale aggiunge: “Il Papa l’ha detto chiaramente, matrimonio e famiglia sono realtà troppo disprezzate e maltrattate. Aggiungo che sono disprezzate sul piano culturale e maltrattate su quello sociale e politico”.

“Sembra che noi italiani siamo convinti che la famiglia vada avanti da sola, con le sue sole forze”, aggiunge il card. Bagnasco. “Ma non è così. In questa crisi terribile la famiglia s’è mostrata come il salvagente della nazione, ma non si può pensare che le sue riserve economiche, psicologiche e morali siano senza fine. I giovani spesso rinunciano a sposarsi per la difficoltà di avere una casa e un lavoro, per costruire un vero progetto di vita. Qui lo Stato dov’è?”. E a proposito della questione delle persone divorziate e risposate: “Da un lato si prende atto di sofferenze e del desiderio di una partecipazione attiva alla vita della comunità. Dall’altra, pesano il pregiudizio e il timore di essere discriminati tanto che le regole e le norme appaiono come qualcosa che crea diseguaglianza. Infine, c’è il solito gioco di far apparire una Chiesa divisa in fazioni, un’operazione questa realmente diabolica”.

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