In Galilea: là mi vedranno

c7b4bbea2146c42bc4466be78a6d20fc_mediumRIFLESSIONE SUL VANGELO DI QUESTO LUNEDI’ –  La menzogna non è la contraffazione di una verità distante da noi. È la trasformazione della storia. Si dice storia ciò che storia non è. Si proclamata avvenuto ciò che avvenuto non è. Si dice non storia, ciò che invece è purissimo fatto. Si proclama non evento ciò che invece si è compiuto sotto i nostri occhi. Quando si inganna con la storia, quando ci si vende per la storia e si vende la storia, quale possibilità abbiamo di essere onesti, seri, veri con la trascendenza, con ciò che non è storia?

Quanto avviene il giorno della Risurrezione del Signore è semplicemente diabolico. Le guardie, poste dai sommi sacerdoti a custodia del sepolcro, vanno in città e riferiscono che veramente Gesù è risorto. Esse erano presenti quando la pietra è rotolata via da sola. Nessuno è venuto a rubare Gesù Signore. Erano state poste a custodia proprio per questo: perché nessuno venisse e manomettesse la tomba. Cosa fanno i sommi sacerdoti? Si comprano la menzogna delle guardie. Pagano la contraffazione di ciò che è avvenuto. Per una buona somma di denaro dovranno dire al mondo che sono stati i discepoli di Gesù a rubare il corpo mentre loro dormivano.

Per denaro uno si compra e l’altro si vende la storia, la vita, gli amici, i parenti, anche le persone più care. Per un vile guadagno ci si vende anche Dio, il suo Vangelo, la sua verità, ogni ministero nella Chiesa. La storia della fede cristiana anche per questo è triste, molto triste. Vi fu un tempo in cui tutto si vendeva, tutto si comprava, per tutto vi era un prezzo. Anche la grazia, anche il Paradiso era in vendita. Tanto può la sete di denaro, che è secondo San Paolo, la causa di tutti i mali che sono nel mondo: “Certo, la religione è un grande guadagno, purché sappiamo accontentarci! Infatti non abbiamo portato nulla nel mondo e nulla possiamo portare via. Quando dunque abbiamo di che mangiare e di che coprirci, accontentiamoci. Quelli invece che vogliono arricchirsi, cadono nella tentazione, nell’inganno di molti desideri insensati e dannosi, che fanno affogare gli uomini nella rovina e nella perdizione. L’avidità del denaro infatti è la radice di tutti i mali; presi da questo desiderio, alcuni hanno deviato dalla fede e si sono procurati molti tormenti. Ma tu, uomo di Dio, evita queste cose; tendi invece alla giustizia, alla pietà, alla fede, alla carità, alla pazienza, alla mitezza. Combatti la buona battaglia della fede, cerca di raggiungere la vita eterna alla quale sei stato chiamato e per la quale hai fatto la tua bella professione di fede davanti a molti testimoni” (1Tm 6,6-12). Per denaro molti si vendono anche l’anima.

Purtroppo la storia tutta è in vendita. Una cosa da fare è questa: essere noi talmente onesti da non venderci mai per denaro. Primo o poi a tutti viene data l’occasione di vendersi la propria storia per una manciata di soldi. A noi l’obbligo di non cadere in questa tentazione. Possiamo resistere, se giorno per giorno ci edifichiamo sulla povertà in spirito, se sappiamo governare tutti i nostri desideri e mettere un freno ai pensieri della mente che turbano il nostro cammino di gratuità nella fede. Camminando in povertà, di certo sapremo resistere a questa triste, lugubre tentazione.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, dateci la povertà in spirito. A cura del Movimento Apostolico

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