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In 4 mila a San Pietro per la Veglia dei giovani consacrati

In 4 mila a San Pietro per la Veglia dei giovani consacratiRiflettere sulla propria vocazione, mettendosi in ascolto di Gesù, che “chiamò a sé quelli che egli volle. Ed essi andarono da lui”. Con questo spirito ieri sera in piazza S.Pietro in 4 mila giovani hanno pregato durante la Veglia per il primo incontro mondiale dei giovani consacrati. L’evento, che terminerà sabato, è stato organizzato dalla Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di vita apostolica. Il servizio di Michele Raviart per la Radio Vaticana:

“Animo, siate forti! Perseverate, siate fedeli! Portate frutto, risvegliate il mondo!”. Ad esortare le migliaia di giovani consacrati e consacrate a ravvivare la loro fede e il dono della vocazione è mons. José Rodriguez Carballo, segretario del dicastero per i religiosi. Il Signore è stato generoso a chiedere di condividere la sua vita e la sua missione, ma consacrare la vita a Lui non è una scelta facile. Il rischio è quello di scegliere il cammino più semplice e vivere un processo di discernimento vocazionale infinito senza prendere mai una decisione definitiva, “adducendo ogni pretesto per non mantenere l’appuntamento con il Signore”. Nella consapevolezza che la vita consacrata “vissuta in pienezza, supera le nostre forze e capacità”, bisogna riconoscere che “nella debolezza si manifesta la forza di Dio” e affidarsi quindi al Vangelo e a Maria. Come ha ribadito nel suo saluto introduttivo il prefetto della Congregazione, il card. Joao Braz de Aviz, “la sua gioia e fedeltà nel seguire il Signore ci invade di gioia e di fedeltà”. In questo senso ascoltiamo la testimonianza di suor Rita Giarretta, orsolina impegnata a Caserta nella lotta alla prostiuzione, intervistata da padre Vito Magno.

In 4 mila a San Pietro per la Veglia dei giovani consacrati



“La mia vocazione è stata un po’ avanzata: avevo 29 anni. Ho lasciato il mio lavoro da infermiera. Ero  soprattutto impegnata nel sindacato. Ma ci sono quelle voci interiori che sono così difficili da comunicare agli altri, che ti indicano una strada. Senti che ad un certo punto la tua vita deve essere “obbediente” a queste voci, a queste chiamate, che si rivelano anche faticose. Hai sempre dei ritorni, infatti, dei ripensamenti. C’è, però, una luce davanti. Ed oggi, a distanza di anni, sono felice, con una gioia che ogni giorno sento riaffiorare dentro di me: la gioia di camminare dietro al Cristo – mio sposo, mio fratello, mio amato – e sentire che insieme – perché anche Lui ha bisogno di me – continuiamo a creare vita nuova e speranza”.

Tanti giovani che hanno iniziato il percorso che li porterà ad essere religiosi possono cadere infatti nella tentazione di lasciare. E’ necessario perciò alimentare la fedeltà a Cristo, attraverso un progetto di vita ‘ecologico’ nel quale, spiega ancora mons. Caballo, “abbiamo tempo per noi stessi, tempo per gli altri e tempo per Dio”. “Svegliate il mondo!” è il tema di quest’anno dedicato alla vita consacrata, inaugurato da Papa Francesco lo scorso 29 novembre, e questo può avvenire solo se il consacrato “è tutto del Signore”, donandosi a Lui in obbedienza, povertà e castità. E vivere secondo l’amore e con l’amore, lasciando che sia questo a dare frutti abbondanti, nella comunità, nella Chiesa e nel mondo.



A cura di Redazione Papaboys fonte: Radio Vaticana

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