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Il Santo di oggi, 8 Agosto: San Domenico, il predicatore di Dio. Recita la preghiera per chiedere una grazia

San Domenico di Guzmán: vita e preghiera

San Domenico di Guzmán è stato un presbitero spagnolo, fondatore dell’Ordine dei frati predicatori, proclamato santo nel 1234.

La storia

Nasce nel 1170 circa a Caleruega nella vecchia Castiglia (Spagna) da Felice di Guzman e da Giovanna d’Aza.

Ancora bambino, venne affidato ad uno zio prete perché venisse introdotto nei primi elementi del sapere e alle Verità della Fede. Fin dalla sua giovanissima età – dicono i biografi – ardeva di uno sconfinato amore a Gesù.

A 15 anni, passò a Palencia per studiare nella più antica università spagnola, frequentando i corsi regolari (arti liberali e teologia).

Acquisita una solida cultura biblica e teologica, entrò nel 1196 tra i Canonici Regolari del duomo di Osma, fondati una cinquantina d’anni prima e osservanti la regola agostiniana, e venne ordinato sacerdote.

Una vita di studio e di preghiera, di raccoglimento e di celestiale purezza distinsero Domenico nei primi anni di Sacerdozio.

San Domenico di Guzmán: vita e preghiera
San Domenico di Guzmán: vita e preghiera

Dio lo preparava a una grande missione

Quando nel 1201 Diego diventò Vescovo di Osma e subito dovette partire per un incarico in Danimarca, si scelse come compagno di viaggio lo stesso Domenico: nei dintorni di Tolosa (Francia), i due viaggiatori scoprirono il dilagare dell’eresia catara.

Domenico una notte discusse a lungo con l’oste che lo ospitava, un cataro, e lo convertì alla Chiesa Cattolica. Comprese che il bisogno di Verità in quella terra e nel suo tempo era grandissimo e decise di farsi missionario.

Nel 1206, di ritorno da una seconda missione diplomatica in Danimarca, passano da Roma dove chiedono a papa Innocenzo III l’autorizzazione per andare ad evangelizzare i pagani Cumani (popoli nord-est Europa). Il papa, constatata la loro energia e ammirando il loro fervore missionario li consigliò invece di collaborare con i missionari cistercensi che nella Linguadoca (Francia) tentavano di arginare l’avanzata dell’eresia catara. In quello stesso anno Domenico e il vescovo Diego si recarono a Citeaux soggiornandovi qualche settimana, quindi raggiunsero Montpellier dove si unirono ai legati cistercensi.

L’attività missionaria dei due, uniti ai legati cistercensi, si espresse soprattutto con la predicazione e il tentativo di riforma degli ecclesiastici. Presto però Diego dovette tornare nella sua diocesi dove morì inaspettatamente agli inizi del 1207.

L’opera di Domenico continuò anche dopo l’esaurimento della legazione cistercense.

Stabilitosi a Fanjeaux, in un’umile casetta (che c’è ancora), vivendo pressoché solo per circa dieci anni, dal 1206 al 1215 la sua attività di apostolato era imperniata su dibattiti pubblici, colloqui personali, trattative, predicazione, opera di persuasione, preghiera e penitenza. I frutti più evidenti di questa missione iniziò a raccoglierli con l’istituzione di una comunità religiosa femminile formata da nobili donne che si erano convertite. La comunità sarebbe diventata nel 1211 l’abbazia di Sainte-Marie de Prouille.

L’apparizione di Maria

Secondo il racconto del beato Alano della Rupe, nel 1212 Domenico, durante la sua permanenza a Tolosa, ebbe una visione della Vergine Maria e la consegna del rosario, come richiesta a una sua preghiera per combattere l’eresia albigese senza violenza. Da allora il rosario divenne la preghiera più diffusa per combattere le eresie e nel tempo una delle più tradizionali preghiere cattoliche.

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Nascono i Domenicani

Nel 1212 il vescovo di Tolosa Folco decise di appoggiare con più decisione Domenico: lo nominò predicatore per la sua diocesi e approvò la richiesta di istituzione di una congregazione diocesana di predicatori “al fine di estirpare la corruzione dell’eresia, di bandire i vizi, di insegnare la regola di fede e di inculcare nella gente retti costumi” (dalla carta di approvazione). Il primo nucleo di predicatori era costituito da otto persone, compreso Domenico, e si stabilì presso la chiesa di San Romano a Tolosa, osservando la regola agostiniana e seguendo le consuetudini dei Premonstratensi (detti anche Canonici Bianchi). 

Nel 1215, in occasione di un viaggio a Roma per partecipare al Concilio Laterano IV, Domenico e il vescovo Folco proposero al papa Innocenzo III la costituzione di un nuovo ordine monastico dedicato alla predicazione. La bolla Religiosam vitam di approvazione arrivò con la firma di Onorio III il 22 dicembre 1216.

Nacque così l’Ordine dei Predicatori, detti anche Domenicani, uno dei più importanti e grandi ordini religiosi della Chiesa. 

La diffusione dell’Ordine

Dal 1217 i “Predicatori” si sparsero per l’Europa, a cominciare da Parigi e Bologna, sedi, allora, di prestigiose Università. Nel 1220 e nel 1221 si tennero a Bologna i primi due Capitoli che definirono i regolamenti e precisarono la struttura amministrativa dell’Ordine.

Gli elementi fondamentali della missione dei Predicatori sarebbero stati la predicazione, lo studio, la povertà, la vita comune, la diffusione del cristianesimo presso i non credenti; i conventi vennero divisi in otto provincie: Roma, Lombardia, Provenza, Francia, Germania, Inghilterra, Spagna, Ungheria.

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La morte e il culto

San Domenico morì a Bologna il 6 agosto 1221, nel convento da lui istituito e che oggi prende il nome di Convento di San Domenico. Promise, in punto di morte, ai suoi Frati (cf. Responsorio “O spem miram”) che sarebbe stato più utile loro in Cielo che sulla terra. Solo anni dopo, nel 1234, Papa Gregorio IX, che l’aveva conosciuto di persona, lo iscrisse tra i Santi.

Sepolto inizialmente nell’altare della chiesa del convento di San Niccolò delle Vigne (il piccolo edificio, oggi scomparso, si erigeva nel sito dell’attuale Basilica di San Domenico), il 24 maggio 1233 la sua salma fu esumata e trasferita dal beato Giordano di Sassonia in una cassa di cipresso, racchiusa in un semplice sarcofago marmoreo, e traslata dietro l’altare di una cappella laterale della navata sinistra della nuova basilica in corso di costruzione.

Il beato Giovanni da Vercelli, sesto Maestro Generale, commissionò a Nicolò Pisano una splendida arca marmorea e il 5 giugno 1267 vi depose le spoglie del Santo.

È santo patrono degli astronomi, degli oratori e delle cucitrici.

Fra le curiosità sulla sua vita, ricordiamo che, Dante lo ha citato nella sua Divina Commedia e nella sua vita incontrò anche San Francesco da Assisi.

(it.cathopedia.org – Santi e Beati)

Preghiera a San Domenico

O Signore, che ti sei degnato illuminare la tua Chiesa mediante le dottrine ed i meriti del Beato Domenico confessore, concedici, per sua intercessione, ch’essa non venga privata degli aiuti temporali, e sempre più progredisca nelle vie dello spirito.

San Domenico prega per noi!

Oppure:

Glorioso San Domenico oggi ti eleggo
a mio speciale patrono:
sostieni in me la Speranza,
confermami nella Fede,
rendimi forte nella Virtù.

Aiutami nella lotta spirituale,
ottienimi da Dio tutte le Grazie
che mi sono più necessarie
ed i meriti per conseguire con te
la Gloria Eterna…

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