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Il Santo di oggi 18 Novembre: San Noè, il personaggio biblico dell’arca. Ecco chi era

Noè, nella Genesi, è il protagonista della salvezza dell’uomo e degli animali nel Diluvio Universale.

Noè è un patriarca biblico, descritto come un uomo retto che “camminava con Dio” e che Dio decise di mettere in salvo quando, inviando il Diluvio Universale, sterminò l’umanità corrotta.

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Il significato del nome

Noè, in lingua ebraica “Noah”, viene interpretato con il significato di consolatore ma è molto più probabile che il significato del suo nome sia colui che prolunga: ovviamente, la storia dell’umanità dopo il diluvio.

Chi era Noè?

Desterà forse un po’ di sorpresa il fatto che il santo oggi in questione non solo non sia cristiano, ma neppure ebreo come i patriarchi ed i profeti biblici. Analogo caso è però costituito dal re-sacerdote San Melchisedech.

Il patriarca Noè è infatti una figura nota, seppur sotto diversi nomi, ad altri popoli mesopotamici e la storia del diluvio universale a lui connessa è narrata anche da vari antichissimi testi babilonesi, quali per esempio l’Epopea di Ghilgamesh ed il Poema di Atrakhasis.

Secondo Gn 7,6 Noè aveva seicento anni quando il diluvio si abbatté sulla Terra; morì a 950 anni ed era ancora vivo quando nacque Abramo.

Noè ebbe tre figli: Jafet, Sem e Cam, anch’essi portati sull’arca unitamente alle mogli per proseguire la stirpe degli uomini. Ciascuno di essi avrebbe dato vita a una stirpe di popoli: Sem i semiti, Cam i camiti, Jafet i popoli delle isole occidentali.

Il diluvio e l’arca

Il fatto storico che probabilmente ispirò questo racconto leggendario sta in un catastrofico evento verificatosi forse nell’area dei due maestosi fiumi Tigri ed Eufrate. Le loro inondazioni, opportunamente incanalate, si rivelarono sempre fonti di benessere ma con le loro piene eccessive furono talvolta causa di devastazioni.

L’arca tratteggiata nel racconto biblico con misure esorbitanti, lunga 156 metri, alto 30, larga 26, con la capacità di 65/70.000 metri cubi, desta da secoli lo stupore degli artisti, che cercano di raffigurarla, e degli archeologi, che invano tentano di scovarne eventuali resti, nonostante le discordanze sulla sua possibile collocazione.

L’arca, oltre a salvare la razza umana, ospitò secondo la narrazione biblica, varie coppie di tutti gli animali (secondo Gn 6,19, due specie di ciascuna).

San Noè: la storia del costruttore dell'arca
San Noè: la storia del costruttore dell’arca

Uomo giusto

Noè costituisce comunque un emblema dei giusti presenti indubbiamente anche nel mondo pagano: Abramo verrà infatti parecchi secoli dopo. Dio stabilì già con Noè un’alleanza anticipatrice di quella che stipulò poi con Israele sul monte Sinai.

Il Signore che nella sua giustizia irrompe per colpire il male dilagante con le acque impetuose (simbolo per l’antico Vicino Oriente del nulla e del caos) si fa portatore di salvezza nei confronti di tutti i giusti, incarnati in Noè.

Lui è “uomo giusto e integro” in una “terra corrotta e piena di violenza” (Gn 6,9.11).

L’arcobaleno sfolgorante nel cielo, nel racconto biblico, divenne segno non solo del giudizio divino ormai ottemperato, ma anche della nuova alleanza cosmica intercorsa tra Dio e l’intera creazione.

Dopo la fine del diluvio, Noè stipula con Dio quindi la prima alleanza, in ebraico Berit, riportata dal testo biblico, la cosiddetta “alleanza noachica”.

Ecco i termini di quest’alleanza:

  • gli esseri viventi, animali e vegetali, sono concessi come cibo all’uomo (è rinnovata la concessione già fatta a Adamo);
  • è proibito mangiare la carne di esseri viventi contenente il loro sangue (identificato come simbolo della vita: divieto di mangiare animali vivi):
  • “Chi sparge il sangue dell’uomo, dall’uomo il suo sangue sarà sparso, perché ad immagine di Dio Egli ha fatto l’uomo” (Gn 9,6: fondamento della legge del taglione).
    In cambio, Dio si impegna a non mandare mai più il diluvio.

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Tuttavia il male non fu così del tutto estirpato. Riaffiorando infatti nel finale del racconto della storia di Noè, più precisamente nella mancanza di rispetto che Cam (era uno dei tre figli di Noè)  ebbe nei confronti di suo padre, qualora “vide il padre scoperto e raccontò la cosa ai due fratelli” (Gn 9,22).

Fu così evidente che purtroppo, anche nell’umanità appena rinnovata, il germe del male era già pronto a risorgere tra gli uomini e trovare nuovo vigore.

A causa dell’epoca remota dei fatti, non si hanno prove storiche certe del diluvio e della figura di Noè al di fuori della Bibbia. (Fonte santiebeati.it – Autore: Fabio Arduino/it.cathopedia.org)

 

 

 

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