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Il Santo di oggi 18 Marzo 2020 San Cirillo di Gerusalemme, Vescovo e dottore della Chiesa

Oggi la Chiesa ricorda San Cirillo di Gerusalemme

San Cirillo di Gerusalemme
San Cirillo di Gerusalemme
San Cirillo, vescovo di Gerusalemme e dottore della Chiesa, che, dopo avere sofferto molti oltraggi dagli ariani a causa della fede ed essere stato più volte scacciato dalla sua sede, spiegò mirabilmente ai fedeli la retta dottrina, le Scritture e i sacri misteri con omelie e catechesi.

Etimologia: Cirillo = che ha forza, signore, dal greco

Emblema: Bastone pastorale

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La vita

Poco o nulla si sa della sua gioventù, incerta la data di nascita avvenuta probabilmente nel 313 o 315 a Gerusalemme. I suoi genitori erano di fede cristiana.

Viene ordinato sacerdote probabilmente da San Massimo, vescovo di Gerusalemme, nel 335.

San Cirillo si dedicò specialmente alla predicazione. Scrisse delle meravigliose catechèsi, nelle quali la dottrina cristiana è esposta con limpidezza ammirabile, e i dogmi della fede solidamente difesi dagli attacchi degli Ariani.

Morto il santo vescovo Massimo, Cirillo venne come suo successore.

Il suo episcopato non fu fortunato. Dovette sostenere persecuzioni, ingiurie ed accuse da parte degli Ariani*.

Cirillo venne nominato vescovo da Acacio vescovo di Cesarea. Tra i due sorsero quasi immediatamente forti attriti, sia per questioni amministrative che per questioni teologiche. Questi dissidi sfociarono nella condanna all’esilio, formulata da un concilio indetto dal patriarca Acacio nel 358: Cirillo venne accusato di aver venduto proprietà della Chiesa per aiutare i poveri. Nel concilio di Seleucia del 359, presente Cirillo, Acacio venne deposto e il nostro vescovo poté, per un breve periodo, rientrare nella sua diocesi. Appena un anno dopo, questa volta ad opera dell’Imperatore Costanzo II, anch’egli filo-ariano, venne di nuovo esiliato. Con l’avvento al potere di Giuliano nel 361, tutti i vescovi esiliati furono riammessi alle loro cariche.

Il 7 maggio 351 fu testimone, insieme a tutto il popolo di Gerusalemme, dell’apparizione di una croce nel cielo.

San Cirillo di Gerusalemme
San Cirillo di Gerusalemme

Gli ultimi anni

Nel 367 venne di nuovo esiliato; questo esilio durò fino al 378. Nel 381 partecipò al grande concilio di Costantinopoli, dove venne definitivamente decisa l’adozione del Credo niceno, che diventò verità di fede. Anche Cirillo sottoscrisse la definizione di Cristo come ὁμοούσιος (homoousion, della stessa sostanza del Padre), convinto che questa fosse l’unica accettabile. Quando finalmente venne raggiunta, per lui e per la propria Chiesa, una chiara presa di posizione dopo un’intera vita spesa a ragionare e ponderare quale fosse la vera sostanza del Cristo, poté trascorrere gli ultimi anni in serenità.

Muore il 18 o il 20 marzo del 387.

  • Teoria ariana: Sosteneva che la natura divina del Figlio fosse sostanzialmente inferiore a quella di Dio e che, pertanto, vi fu un tempo in cui il Verbo di Dio non fosse esistito e che dunque esso fosse stato soltanto creato in seguito.

Redazione Papaboys

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