Il popolo della vita all’Angelus questa domenica con Papa Francesco

papa_angelus_2975403_708942Nella 37ª Giornata nazionale, la Messa a Santa Maria in Traspontina con il vescovo Leuzzi e quindi la preghiera con il Papa. In programma anche 3 convegni degli atenei 

“Solidali per la vita” è il tema che farà da sfondo alla 37ª Giornata per la vita, domenica 1° febbraio. Un appuntamento che la diocesi di Roma celebra, come ogni anno, con la Messa presieduta dal vescovo Lorenzo Leuzzi, incaricato del Centro per la pastorale sanitaria e direttore dell’Ufficio per la pastorale universitaria del Vicariato di Roma, nella parrocchia di Santa Maria in Traspontina, in via della Conciliazione, alle 10.30. Al termine della Messa i partecipanti, insieme al cardinale vicario Agostino Vallini, confluiranno in piazza San Pietro dove si uniranno alle associazioni e alle altre rappresentanze del “popolo della vita” per la preghiera dell’Angelus insieme a Papa Francesco.

Il vescovo ricorda come la celebrazione sarà occasione per annunciare la costituzione della Consulta di bioetica della pastorale universitaria. «La solidarietà – dichiara – non si trova solo nell’assistenza alla maternità o al nascituro ma si ha nella promozione dell’amore coniugale. Se questo viene emarginato, la società apre le porte alla cultura dello scarto, che vede i figli come frutto di un intervento tecnologico». Sempre in occasione della Giornata della vita, poi, tre convegni faranno da cornice alla celebrazione eucaristica di domenica. Sabato 31 gennaio, presso la Clinica pediatrica del Policlinico Umberto I, si terrà l’incontro “Bambini e diseguaglianze” promosso dai dipartimenti di Ginecologia e di ostetricia delle università di Roma. L’appuntamento è per le 9, con i saluti del rettore della Sapienza Eugenio Gaudio e del vescovo Leuzzi. A seguire, due sessioni di studio, che vedranno gli interventi, tra gli altri, di Giovanni Corsello, presidente della Società italiana di pediatria, Salvatore Geraci, responsabile dell’Area sanitaria della Caritas di Roma, e Stefano Semplici, presidente del Comitato di Bioetica dell’Unesco. A spiegarne gli obiettivi è Mario De Curtis, ordinario di pediatria della Sapienza e direttore dell’Unità neonatale di terapia intensiva dell’Umberto I: si tratta di «analizzare le disuguaglianze assistenziali nella cura dei bambini». Fra queste, «la mancanza di posti di terapia intensiva, uno screening neonatale che non tutte le regioni eseguono, cure palliative che vengono effettuate solo in tre regioni».

Dell’affidabilità, efficacia e finalità delle nuove analisi genetiche si parlerà invece al convegno “Le nuove frontiere della diagnosi genetica”, promosso dai dipartimenti di Ginecologia e di ostetricia delle università di Roma, in programma sempre per sabato 31 gennaio al Policlinico Gemelli (Aula Brasca, largo Francesco Vito 1) dalle 8.30 alle 13.30. «Sulle nuove analisi genetiche – sottolinea Domenico Arduini, ordinario di Pediatria e direttore del dipartimento di Ginecologia e ostetricia dell’Università Tor Vergatasono emerse informazioni a nostro parere non corrette. Occorre quindi fare chiarezza sullo scopo e l’affidabilità di questi esami, attraverso un’etica dell’informazione e della ricerca». Le conclusioni di questo confronto saranno affidate al vescovo Leuzzi.

Ancora, “Il fine vita. Senso e Prassi” è il titolo del convegno promosso per il 3 febbraio alle 15 al Policlinico Tor Vergata (Aula Anfiteatro Giubileo 2000, viale Oxford 81). A organizzarlo le Università Tor Vergata, Sapienza e Cattolica del Sacro Cuore, Policlinico Tor Vergata, Umberto I e Gemelli. «Affronteremo il tema del fine vita sotto differenti angolature etiche e antropologiche – spiega Mariagrazia Marciani, ordinario di neurologia e direttore del dipartimento di neuroscienze della Fondazione Policlinico Tor Vergata –.Partendo dal concetto della malattia come espressione della fragilità umana, si approfondiranno i temi dell’accanimento terapeutico, dell’abbandono terapeutico, dell’eutanasia e della giusta comunicazione. Scelte che quotidianamente riguardano il nostro lavoro, per questo occorre capire quando, come e se agire o fermarsi». di Giuseppe Tetto per Roma Sette

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