Il Nobel della pace contro lo stupro come arma di guerra

Il premio Nobel per la pace 2018 è stato assegnato a Denis Mukwege e Nadia Murad «per i loro sforzi per mettere fine alle violenze sessuali nei conflitti armati».  L’annuncio è stato dato questa mattina a Oslo dal comitato norvegese per i Nobel.

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Entrambi i premiati, si spiega nella motivazione, hanno dato un contributo essenziale per attirare l’attenzione mondiale sui crimini di guerra. Mukwege, ginecologo attivo nella Repubblica Democratica del Congo, ha dedicato la sua vita ad aiutare e difendere le persone rimaste vittime di violenze e di abusi.

CHI SONO I VINCITORI DEL NOBEL

È il fondatore dell’ospedale Panzi di Bukavu, nella parte orientale del paese africano, dove è diventato tra i più grandi esperti nel trattamento dei danni fisici dovuti alle violenze sessuali.

Con i suoi colleghi, ha offerto assistenza a migliaia di pazienti, soprattutto donne, accolte nella clinica dopo i numerosi casi di stupro avvenuti nella lunga guerra civile. Murad, appartenente alla minoranza irachena yazida, ha testimoniato le violenze subite in prima persona dopo essere stata sequestrata e ridotta in schiavitù dai terroristi del cosiddetto Stato islamico.

Nadia Murad

Grazie al loro lavoro, ripreso spesso dai media internazionali, hanno entrambi contribuito a rendere di attualità il tema delle violenze sessuali nei conflitti locali e nelle guerre, consentendo in taluni casi di identificarne gli autori. I due vincitori del Nobel per la pace sono stati in passato intervistati dall’«Osservatore Romano»: Mukwege il 24 ottobre 2014, Murad il 20 dicembre 2016.

Osservatore Romano, 6 ottobre 2018

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