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“Il midollo può salvare la vita a Stefano”

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DIFFONDIAMO QUESTO APPELLO! Daniela e la leucemia che ha colpito il fratello: «Aiutatemi, è un dono che tutti possono fare»

Studi, lavori stagionali, esperienze nella ristorazione, una compagna, l’idea di fare un figlio, una vita normale che un giorno s’interrompe. Malessere banale che diventa indizio di una malattia terribile, e niente è più come prima.

Stefano Scandurra, 38enne piombinese, sta lottando da alcuni mesi contro la leucemia linfoblastica acuta, di natura maligna e progressiva. Dopo diverse cure che non hanno dato l’esito sperato, adesso è la sorella, Daniela, di tre anni più grande, a lanciare un disperato appello: «Stefano si è sentito male a Natale quando si trovava in Germania con la compagna, che lavorava lì – dice – Un mal di schiena fortissimo, il ricovero, serie di controlli e poi la diagnosi: leucemia linfoblastica acuta. Cura? La somministrazione di una pasticca, lo Sprycel che risolve la malattia nel 70%, lasciando i restanti 30% di pazienti soggetti a ricaduta».

E questo è accaduto a Stefano. «Dopo tre mesi la prima ricaduta – racconta Daniela – che l’ha costretto a letto con dolori fortissimi: primo ciclo di chemioterapia, poi una pausa a casa, e quando era pronto per il secondo ciclo, è peggiorato. Non è servita la somministrazione di un’altra pasticca, stavolta sperimentale, affiancata alla chemio. Da una settimana Stefano è seguito dal reparto di ematologia del Santa Chiara ma, per problemi di posti letto, in Versilia. L’ultima spiaggia è bombardarlo di chemioterapia e poi fare il trapianto di midollo – continua – Purtroppo al momento tra i familiari e nella banca dati non c’è un donatore compatibile. Mi trovo in questa situazione per mio fratello, che ha un carattere stupendo ed è lui a preoccuparsi per noi, ma ritengo che la donazione di midollo osseo sia una strada che tutti dovrebbero seguire. Il mio è l’appello disperato di una sorella che si sente impotente e che spera di coinvolgere più persone. Bastano cinque minuti».

Per diventare donatori basta presentarsi al centro trasfusionale più vicino (nel caso a Villamarina), prendere appuntamento, un medico farà un prelievo che verificherà o meno la compatibilità. «La tipizzazione non è vincolante con la donazione – spiega Cecilia Querci della delegazione Piombino Val di Cornia dell’Admo – I risultati vengono inseriti nella banca dati e magari si viene chiamati solo tre anni dopo in caso di compatibilità con un paziente; a quel punto si può scegliere se donare o meno»

Nella foto Stefano Scandurra con la sorella Daniela

Servizio di Francesca Lenzi per il quotidiano Il Tirreno



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1 COMMENTO

  1. sono del gruppo sanguigno B POSITIVO ED HO 69 anni – se compatibile sono disponibile a donare il midollo da subito – fatemi sapere

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