Il grande successo della Marcia per la Vita

Circa 40 mila i partecipanti alla quarta edizione della Marcia nazionale per la vita, promossa a Roma questa mattina da una cinquantina di organizzazioni pro-life. Papa Francesco li ha salutati al termine del Regina Coeli, rivolgendo loro “tanti auguri” e incoraggiandoli ad andare avanti e ad impegnarsi per la tutela e la promozione della vita. Gli organizzatori hanno ribadito che la Marcia vuole essere un evento, ossia una piattaforma che unisce sul campo, una volta l’anno, gruppi e associazioni diverse sulla base di un comune “No”, senza compromessi ad ogni forma di aborto e di violazione della vita umana innocente. Come gli altri anni, il cardinale Raymond Leo Burke, che la sera prima aveva guidato un’adorazione eucaristica presso la Basilica di S. Andrea della Valle, ha percorso a piedi tutto il tragitto, da Piazza della Repubblica a piazza San Pietro. Lo stesso cardinale Burke, nel suo intervento al Convegno internazionale svoltosi sabato 3 maggio nella Sala S. Pio X di via della Conciliazione, aveva ribadito il divieto della Chiesa Cattolica di amministrare la Comunione ai peccatori manifesti. Le parole del cardinale Burke possono considerarsi come la prima risposta positiva all’appello lanciato lo stesso giorno da 52 leaders pro-life mondiali ai vescovi cattolici, affinché, “in spirito di amore e misericordia”, neghino la Comunione a quei politici cattolici favorevoli all’aborto. Questo appello è stato firmato nel corso del primo “Rome-Life Forum”, promosso da LifeSiteNews, Human Life International e Family Life International New Zealand, con la collaborazione degli organizzatori della Marcia per la Vita italiana. Gli organizzatori hanno annunciato che la prossima Marcia per la Vita si terrà a Roma il 10 maggio 2015, preceduta dal secondo ‘Rome- Life Forum’. Ascoltiamo le voci di alcuni partecipanti alla grande mobilitazione.

“Ci sentiamo proprio parte del popolo della vita di cui parlava Giovanni Paolo II per costruire una civiltà dell’amore a partire dalla famiglia, trasmettendo questo valore anche ai nostri figli che respirano questa gioia di vivere, questo amore per la vita”; “non mi piace quello che accade oggi: la vita dei bambini viene buttata via senza pensarci solo perché all’inizio rappresentano un problema. Se ci si pensasse un po’ di più ci si renderebbe conto che un bambino è sempre un bellissimo regalo”; “con l’aborto ogni anno in Italia muoiono tantissimi bambini. Il diritto alla vita è il primo di tutti i diritti e dunque è indispensabile lottare per difendere l’innocente”; “noi cerchiamo di dar voce a chi non ce l’ha: a tutti quei bambini non nati, ma soprattutto in tutte quelle situazioni di vita agli ultimi stadi che molto spesso non sono considerate. Dunque, per noi è estremamente importante dare voce a chi non ha voce e sostenere chi ha la necessità di essere accompagnato”.

È molto importante marciare per la vita? “Sì, io penso di si perché è fondamentale riconoscere la dignità della vita dal concepimento alla morte naturale, cosa che oggi non avviene. Io, in particolare, appartengo all’associazione “La Vigna di Rachele”: aiutiamo le persone dopo l’aborto e vediamo come queste persone ferite dopo l’aborto vengano lasciate sole, senza accompagnamento, quasi come se non si volesse riconoscere la loro sofferenza”; “io credo che la difesa della vita vada fatta a 360 gradi, sia attraverso il riconoscimento al diritto di nascere sia attraverso il riconoscimento del diritto ad avere una degna sepoltura, e quindi il seppellimento dei bimbi nati morti è un diritto a pieno titolo”; “è vero che c’è anche un po’ una civiltà della morte con queste leggi e con questi attacchi alla vita e alla famiglia, però c’è anche un popolo della vita che vuole invece manifestare e stare insieme facendo vedere che c’è”. a cura di Ornella Felici, le interviste sono di Antonella Pilia

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1 COMMENTO

  1. Alle due ragazze della foto in alto, testimoni dell’amore impossibile va tutta la mia stima e riconoscenza!!!
    Dio vi benedica!!!
    Se alla marcia della vita ci fossero state solo loro, sarebbe valsa la pena di organizzarla.
    Per Mariam ad Iesum

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