Il (finto) mandato di cattura contro Benedetto XVI

Subito dopo la rinuncia le polemiche contro Benedetto XVI non si placarono. Anzi, alcuni giornali fantasiosi, cominciarono a diffondere in maniera selvaggia lo scoop di un fantomatico mandato di cattura contro di Lui.  Si sono impegnati tanto a distruggere giornalisticamente il Pontefice emerito! Non ci sono riusciti. Forse loro non verranno ricordati. Benedetto XVI, continua a rimanere nel cuore dei fedeli. Ogni giorno a Dio si innalzano dal popolo cristiano tantissime preghiere per Benedetto. E’ il nuovo Mosè, che alza le mani  verso il cielo per intercedere a favore di tutti gli uomini di buona volontà. Come credenti abbiamo un luminoso esempio da seguire. Non dimentichiamo la preghiera. Essa è linfa vitale che sostiene i progetti più arditi. Senza di essa la Chiesa sarebbe una multinazionale in fallimento. Ratzinger lo ha capito. Facciamo tesoro del suo insegnamento! Ecco cosa è successo in quei giorni:

Da alcuni giorni sul web serpeggiano le ricostruzioni più fantasiose circa le dimissioni del Papa. E’ stata lanciata una notizia davvero sbalorditiva: Il Pontefice si sarebbe dimesso per evitare l’arresto e il sequestro dei beni della Chiesa. Lo “scoop”, ha fatto il giro del web tramite facebook, twitter, ed i blog. Senza approfondire la veridicità dell’evento, sono nati nella piattaforma mediatica, commenti molto duri, per ribadire con più violenza l’attacco a Benedetto XVI e alla Chiesa. Pensavo che questa storia fosse così manifestamente abietta da non meritare un’indagine approfondita. I soliti stupidi livorosi, hanno trovato pane per i loro denti, rilanciando a dismisura la panzana diffamatrice, seminando così destabilizzazione, nelle menti dei lettori. Per cui ecco qua, in sintesi, la bufala: il “Tribunale Internazionale sui Crimini di Stato e Chiesa” (ITCCS.org), quello che secondo il tamtam della Rete ha annunciato di aver emesso un sensazionale “mandato d’arresto” contro Joseph Ratzinger “per crimini contro l’umanità e per aver ordinato un complotto criminale”, non ha la benché minima validità legale: è semplicemente un gruppo di persone comuni proclamatesi “Tribunale” sulla base di una personalissima interpretazione della cosiddetta Common Law (che in realtà non c’entra nulla). Un po’ come se io, da domani, mi autoproclamassi Imperatore dell’Universo e Giudice Supremo della Galassia con compiti di governo pontificale sulla Chiesa. L’ITCCS non c’entra nulla con la Corte Internazionale di Giustizia o con la Corte Penale Internazionale. È una barzelletta inventata ad arte. L’effetto non è piacevole, in quanto annacqua e trascina nel ridicolo un problema serissimo come quello degli abusi sessuali su minori da parte di sacerdoti della Chiesa Cattolica. Se vi siete fermati a leggere il comunicato dell’ITCCS invece di inoltrarlo istericamente a tutti e cliccare su “Mi piace”, avrete notato che parla di “un’azione imminente da parte di un governo europeo”, il quale si vanta che “il Segretario di Stato Tarcisio Bertone ha costretto alle dimissioni Joseph Ratzinger immediatamente, in risposta diretta alla nota diplomatica relativa al mandato d’arresto che è stato rilasciato a lui da parte del governo del suddetto paese il 4 febbraio 2013”. Sapete perché non viene indicato quale sarebbe questo “governo europeo”? Stando a questo comunicato dell’ITCCS del 2011, si tratta (per esclusione) della “nazione sovrana di Eurostaete”.

Non avete mai sentito parlare della nazione di Eurostaete? Neanche io. Eurostaete è una micro-nazione, o meglio, una terra di nessuno lunga circa 500 metri e larga sei, situata al confine fra i Paesi Bassi e la Germania, nata da uno stupido pasticcio burocratico sulle linee di confine. Non è riconosciuta come nazione da nessuno, se non da un gruppo di persone del posto. In altre parole, il “mandato di arresto” per il Papa sarebbe stato deciso da un tribunale autoproclamato ed emesso da una nazione di fantasia larga sei metri. Non ho altro da aggiungere. a cura di Ornella Felici

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