Il cardinale Matteo Zuppi è il nuovo presidente dei vescovi italiani

Il cardinale Matteo Maria Zuppi
Il cardinale Matteo Maria Zuppi

Papa Francesco ha scelto. È il cardinale Matteo Maria Zuppi, 66 anni, arcivescovo di Bologna, il nuovo presidente della Conferenza episcopale italiana.

La nomina è giunta questa mattina, poco dopo il termine della prima sessione di lavori della 76.ma Assemblea generale della Cei all’Hilton Rome Airport di Fiumicino, durante la quale i vescovi di tutta Italia hanno proceduto all’elezione della terna per la nomina del presidente che avrebbe sostituto il cardinale Gualtiero Bassetti, 80 anni, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve. Ed è stato proprio Bassetti – che ha terminato il mandato quinquennale e questa mattina ha pronunciato la sua ultima prolusione – a dare lettura della comunicazione del Papa con la scelta di Zuppi, “primo della terna presentatami”. Scelta, accolta con un fragoroso applauso dei presenti, che ripete una storia già avvenuta nel decennio 1969-1979, quando a guidare la Cei fu sempre un arcivescovo di Bologna, Antonio Poma, alla guida della Chiesa felsinea dal 1968.

Cardinale Zuppi
Cardinale Zuppi

Gli studi e l’impegno per gli ultimi a Roma

Prima di approdare a Bologna, dove Papa Francesco lo aveva nominato pastore il 27 ottobre 2015, succedendo al cardinale Carlo Caffarra, Zuppi – da tutti conosciuto da sempre come “don Matteo” e ancora chiamato così – inizia la sua storia personale e sacerdotale a Roma. Nasce infatti nella Capitale, in una famiglia di sei figli: lui è il quinto. Una prima tappa importante è il 1973, anni in cui studia al liceo Virgilio, dove conosce David Sassoli, futuro presidente del Parlamento Europeo (Zuppi ha celebrato i funerali il 14 gennaio scorso) e stringe un legame profondo e duraturo con Andrea Riccardi, il fondatore di Sant’Egidio.

Inizia a frequentare la Comunità e collabora alle attività al servizio degli ultimi da essa promosse: dalle scuole popolari per i bambini emarginati delle baraccopoli romane, alle iniziative per anziani soli e non autosufficienti, per gli immigrati e i senza fissa dimora, i malati terminali e i nomadi, i disabili e i tossicodipendenti, i carcerati e le vittime dei conflitti; da quelle ecumeniche per l’unità tra i cristiani a quelle per il dialogo interreligioso, concretizzatesi negli Incontri di Assisi.

A 22 anni, dopo la laurea in Lettere e Filosofia all’Università La Sapienza, con una tesi in Storia del Cristianesimo, il futuro cardinale entra nel seminario della diocesi suburbicaria di Palestrina, seguendo i corsi di preparazione al sacerdozio alla Pontificia Università Lateranense, dove consegue il baccellierato in Teologia. Viene ordinato presbitero per il clero di Palestrina il 9 maggio 1981 e subito dopo vicario del parroco della Basilica romana di Santa Maria in Trastevere, succedendo a monsignor Vincenzo Paglia.

Mediatore in Mozambico

Incardinato a Roma il 15 novembre 1988, Zuppi nella Capitale svolge diversi incarichi: dal 1983 al 2012, rettore della chiesa di Santa Croce alla Lungara, membro del consiglio presbiterale diocesano dal 1995 al 2012; dal 2005 al 2010, prefetto della terza prefettura di Roma. Dal 2000 al 2012 è assistente ecclesiastico generale della Comunità di Sant’Egidio ed è proprio in quegli anni che vive un altro momento fondamentale: per conto della Comunità di Sant’Egidio, Zuppi fa da mediatore in Mozambico nel processo che porta alla pace dopo oltre diciassette anni di sanguinosa guerra civile.

Vescovo ausiliare

Intanto, nel 2010 viene chiamato a guidare la parrocchia dei Santi Simone e Giuda Taddeo a Torre Angela, periferia orientale della città, dove ancora viene ricordato con grande affetto. Nel 2011 è prefetto della diciassettesima prefettura di Roma; poco dopo, il 31 gennaio 2012, Benedetto XVI lo nomina vescovo titolare di Villanova e ausiliare di Roma (per il Settore Centro). Riceve l’ordinazione episcopale il successivo 14 aprile per le mani dell’allora cardinale Vicario Agostino Vallini. Gaudium Domini fortitudo vestra è il motto scelto.

La nomina a Bologna

Il 2015, come detto, è l’anno della nomina alla sede metropolitana di Bologna, dove Zuppi ha ricevuto presto grande apprezzamento dal clero locale e dove da subito ha mostrato un forte impegno per la pastorale degli ultimi: dai disoccupati, ai malati e, soprattutto, i migranti. Come arcivescovo, il 1° ottobre 2017, ha accolto Papa Francesco in visita pastorale nell’Arcidiocesi. Il Pontefice lo ha poi creato cardinale nel Concistoro del 5 ottobre 2019 con il titolo di Sant’Egidio. Zuppi è anche membro del Dicastro per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale e dell’APSA.

Auguri da tutta Italia

Numerosi i messaggi di auguri inviati in queste ore al nuovo presidente da parte di politici di ogni partito o del mondo dell’associazionismo, come Azione Cattolica, Acli, ProVita&Famiglia, Forum delle Famiglie, Migrantes e la Comunità Giovanni XXIII. Auguri al cardinale anche da parte della Unione Buddhista Italiana che assicura di proseguire il “fruttuoso e amichevole rapporto” con la Cei. Il rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, in un messaggio a nome della Comunità ebraica di Roma, scrive che al cardinale Zuppi “ci lega un rapporto di amicizia e stima consolidata nel tempo. Sono certo che la sua guida autorevole e sapiente della Cei sarà fondamentale per continuare nel percorso di collaborazione tra ebrei e cattolici”.

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