Il 2022 di Francesco. Cosa farà il Papa? Prova a spiegarcelo il quotidiano ‘Avvenire’

Tra i momenti a cui è confermata la presenza - scrive il quotidiano dei Vescovi - l’Incontro del Mediterraneo a Firenze, in febbraio, la canonizzazione di Charles de Foucauld e la beatificazione di Giovanni Paolo I

Papa Francesco
Papa Francesco

Nonostante le ombre della pandemia continuino ad aleggiare, il 2022 si presenta ricco di appuntamenti per papa Francesco, che ha appena compiuto 85 anni portati con un rinnovato vigore dopo l’operazione subita lo scorso anno. Alcuni già fissati, altri in corso di definizione.

Nei prossimi giorni – scrive Cardinale sul quotidiano Avvenire, edizione on line – il Pontefice, come di consueto, celebrerà i Battesimi nella Cappella Sistina (domani domenica) e incontrerà il Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede (lunedì).

Domenica 27 febbraio sarà a Firenze per l’incontro dei vescovi e dei sindaci del Mediterraneo promosso dal presidente della Cei, il cardinale Gualtiero Bassetti.

In precedenza, il 17 febbraio, terrà il discorso introduttivo al Simposio internazionale di tre giorni “Per una teologia fondamentale del sacerdozio” organizzato dalla Congregazione per i vescovi. Francesco non farà mancare la sua presenza al decimo Incontro Mondiale delle famiglie che si terrà a Roma dal 22 al 26 giugno.

Sarà poi lui a presiedere, in Urbe, il rito di canonizzazione di Charles de Foucauld e di altri sei beati, fissato per il 15 maggio, e quello di beatificazione di papa Giovanni Paolo I, programmato per il 4 settembre.

Papa Francesco
Papa Francesco (vatican News)

Il Pontefice inoltre seguirà con attenzione l’evolversi del Cammino sinodale, con il passaggio dalla fase diocesana a quella continentale (ad agosto è fissato il termine ultimo per la consegna delle sintesi da parte delle Conferenze episcopali, cui seguirà la compilazione del primo Instrumentum laboris ad opera della Segreteria generale).

Questi sono gli appuntamenti già resi pubblici. A cui si possono aggiungere quelli in cantiere, riguardanti la riforma della Curia, i viaggi apostolici, le nomine in Curia e nella Chiesa italiana.

Sembra essere in dirittura di arrivo l’attesa Costituzione apostolica “Praedicate Evangelium” che ridisegnerà la struttura del governo ”centrale della Chiesa cattolica. Tra le novità previste e già annunciate da Francesco la nascita di un Dicastero per l’evangelizzazione che unisca Propaganda Fide e il Consiglio per la nuova evangelizzazione, nonché l’accorpamento della Congregazione per l’educazione con il Consiglio per la cultura. Una prima bozza vedeva anche la creazione di un Dicastero per il servizio della carità e l’istituzione di un’Area per la Diaconia della giustizia di cui farebbero parte i tribunali della Curia.

Intanto è corposo il numero di capidicastero che hanno superato (come i cardinali Ladaria, Sandri, Ouellet, Versaldi, Piacenza, Ravasi, nonché l’arciprete liberiano Rylko) o che quest’anno si accingono a superare (Braz de Aviz, Czerny, Farrell, Semeraro) l’età pensionabile di 75 anni. Francesco comunque tende a mantenere in carica i suoi collaboratori più fidati fino alla soglia degli 80 anni. Età che in questo 2022 viene superata da dieci porporati, il che farà scendere a 110 il numero degli elettori.

Quindi nel corso dell’anno potrebbe essere convocato un Concistoro per la creazione di una decina di nuovi cardinali, o forse più (il tetto di 120 stabilito e rispettato da Paolo VI è stato più volte superato dai suoi successori, Francesco compreso). Per quanto riguarda i nomi non si possono fare previsioni, papa Bergoglio infatti ha rotto – anche se non del tutto – con la tradizione delle cosiddette “sedi cardinalizie”. Nella Curia Romana ci sono comunque tre ecclesiastici in incarichi che prevedono la porpora: l’inglese Roche (Culto divino), il coreano You Heung-sik (Clero) e lo spagnolo Vergez Alzaga (Governatorato).

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Nell’ambito della diplomazia pontificia ci sono poi una ventina quasi di nunziature che attendono un nuovo capo missione. O perché vacanti (come quelle in Australia, Bosnia, Bulgaria, Congo, Giordania, Messico, Paesi Bassi, Panama, Rwanda, Slovacchia, Trinidad, Unione Europea, Ungheria, Venezuela), o perché il titolare ha superato i 75 anni (Bangladesh, Siria, Stati Uniti, e, dal prossimo 3 febbraio, Italia).

Per quanto riguarda i viaggi apostolici, ancora non c’è alcun annuncio ufficiale. Tante le ipotesi, non tutte realizzabili in un anno su cui oltretutto incombe sempre l’incognita Covid. Papa Francesco in una intervista all’agenzia Telam ha detto comunque di avere in programma di visitare la Repubblica democratica del Congo e l’Ungheria e di voler recuperare il viaggio annunciato per il 2020 in Indonesia, Papua Nuova Guinea e Timor Est. Rimane sospesa ma facilmente recuperabile la visita a Malta già fissata ma poi annullata per il 31 maggio 2020, domenica di Pentecoste (che quest’anno cade il 5 giugno).

Mentre rimane il desiderio del Papa di recarsi in Libano e in Sud Sudan (quest’ultimo viaggio sarebbe associato a quello in Congo e a tal proposito ci sarebbe già una ipotesi di data: i primi di luglio).

Senza contare che il presidente indiano ha finalmente invitato il Papa, il quale ha dato poi la sua disponibilità a visitare il Canada nel contesto della questione indigena legata alle cosiddette scuole residenziali (ma prima dovrà esserci l’incontro a Roma con le associazione dei nativi, in programma prima di Natale ma rinviata causa Covid).

Il blog Il Sismografo ha riferito che al termine dell’udienza generale del 15 dicembre il Papa ha espresso all’arciabate di Pannonhalma in Ungheria il suo desiderio e la sua intenzione di recarsi lì, probabilmente alla fine del 2022.

Proprio in questa storica abbazia, ha raccontato il cardinale Re, nel 1997 era in programma un incontro, storico, tra Giovanni Paolo II e il patriarca di Mosca Alessio, poi sfumato per l’opposizione del Santo Sinodo russo. Questo può far pensare che proprio lì si possa svolgere il secondo summit tra Francesco e il patriarca Kirill che si sono già incontrati a Cuba nel 2016. Come dichiarato dal metropolita Hilarion, “ministro degli esteri” del patriarcato, dopo un udienza con il Papa, un nuovo incontro è in cantiere per dopo Pasqua, in “territorio neutro” come fu L’Avana, cioè non in Italia né in Russia. Pannonhalma potrebbe essere il luogo giusto.

Per quanto riguardo l’Italia papa Francesco dovrà nominare un nuovo presidente della Cei (il cardinale Bassetti termina il suo quinquennio il 24 maggio e compie 80 anni il 7 aprile) dopo che l’Assemblea dei vescovi avrà votato una terna di ordinari da sottoporgli.

Nel corso dell’anno poi il Pontefice potrà provvedere ad un cospicuo numero di provviste ecclesiastiche. Ci saranno, tra l’altro, le nomine di nuovi pastori a Reggio Emilia, Torino, Catania, Pesaro, Perugia. Nel corso dell’anno poi compiranno 75 anni quelli di 16 diocesi (tra cui Arezzo-Cortona-San Sepolcro, Firenze, Verona, Viterbo, Vicenza, Brindisi, Rimini, Trieste).

Da segnalare infine che a novembre, dopo le elezioni politiche di midterm dell’8, ci sarà la votazione dei nuovi vertici della Conferenza episcopale statunitense nel corso dell’Assemblea fissata per il 14-17.

Mentre ad ottobre scadrà l’accordo provvisorio sulle nomine dei vescovi tra Cina e Vaticano stipulato il 22 settembre 2018 e rinnovato per un ulteriore biennio nel 2020. Un Accordo, ha scritto l’autorevole rivista statunitense America, dai frutti al momento «inferiori» rispetto a quelli «sperati» dalla Santa Sede. Ma che ha visto comunque la nomina concordata di nuovi vescovi a Hanzhong, Jining, Qingdao, Hongdong, Pingliang, Hankou/Wuhan. E il riconoscimento da parte governativa di vescovi “non ufficiali” a Nanyang, Fuzhou, Fengxiang, Shouzhou, Ningbo

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