I comandanti Afghani abusano sessualmente dei bambini. La denuncia di un soldato americano

 I comandanti Afghani abusano sessualmente dei bambini. La denuncia di un soldato americanoGli alti ufficiali afghani spesso portano minori alla base militare e ne abusano sessualmente. I soldati Usa, però, hanno l’ordine di non fare nulla.
Lo si viene a sapere perché nella sua telefonata a casa, Gregory Buckley Jr. racconta al padre di essere sconvolto. “Sentiamo le urla di notte ma non possiamo intervenire“. Il padre lo esorta a dirlo ai superiori ma il figlio risponde “che gli ufficiali gli hanno detto di voltarsi dall’altra parte perché è la loro cultura”.
Perché questa notizia non è in prima pagina? Perché non è su tutti i giornali? Perché me ne accorgo nel cuore della notte alla fine di una giornata pesante ed è la goccia che fa traboccare il vaso?
Violentare un bambino non è violenza, è un omicidio senza cadavere. Chi vince la guerra? Non lo so. So che si intrecciano tante questioni nel dire chi ha vinto. Questioni economiche: chi ci ha guadagnato di più. Questioni di territorio: chi ha conquistato di più. Questioni politiche: chi ne esce più forte. Questioni sociali: chi ne esce libero. Ma se a questa domanda ci sono tante risposte, invece, alla domanda “Chi perde in una guerra?” c’è una sola risposta: i bambini. La guerra non è la fine dell’innocenza di una generazione. È la fine.

Di Don Mauro Leonardi

Articolo tratto da L’Huffingtonpost

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