Grignani dopo il ricovero in ospedale: «Ho le mie forze e le mie debolezze». Oggi esce il nuovo album

WCENTER 0XQFAEOLCG Un'immagine di Gianluca Grignani diffusa in occasione della presentazione dell'album 'Una strada in mezzo al cielo', il 4 maggio 2016 a Milano. ANSA/ US/ FRANCESCA DALL'OLIO +++ NO SALES - EDITORIAL USE ONLY +++

«Ho le mie forze e le mie debolezze, che oggi si chiamano crisi di panico, con tutto quello che ne consegue. Ma ne uscirò. La mia musica è la mia vita, voi e la mia famiglia siete la verità». Lo scrive Gianluca Grignani su Facebook, dopo che ieri è stato soccorso dal 118 nei pressi della sua abitazione nel Lodigiano.

WCENTER 0XQFAEOLCG Un'immagine di Gianluca Grignani diffusa in occasione della presentazione dell'album 'Una strada in mezzo al cielo', il 4 maggio 2016 a Milano. ANSA/ US/ FRANCESCA DALL'OLIO +++ NO SALES - EDITORIAL USE ONLY +++

«Io sono le mie canzoni, sono fuori dagli schemi da sempre, ma non come qualcuno vuole far pensare. L’ho detto anche in questi giorni sono l’uomo e l’artista, in maniera inscindibile – si è sfogato l’artista -. Dal primo successo si è voluto curiosare nella mia vita, raccontando di tutto, per portare a galla chissà quale verità su
di me fuori dal coro, e non ho mai nascosto quello che sono perché sono tutto quello che faccio».
Grignani era stato soccorso per intossicazione etilica vicino alla sua abitazione a San Colombano al Lambro nel Lodigiano. Il cantante è stato subito sottoposto a un trattamento sanitario volontario: Grignani ha accettato di farsi curare già sul posto. Dopo i primi miglioramenti è stato trasportato in ospedale.
«Gianluca Grignani è stato vittima di attacchi di panico, causati dal forte stress di questo periodo coinciso con l’uscita del nuovo disco», che viene pubblicato oggi, dice lo staff del cantautore.
Il nuovo album “Una strada in mezzo al cielo” («che è stata una vera fatica da realizzare» ha detto il cantautore) celebra i vent’anni di attività artistica, ed è composta da sedici successi pescati dagli album passati di Grignani, ripensati in chiave semi acustica e alcuni dei quali cantati assieme a colleghi incrociati in tanti anni per motivi diversi, come Ligabue («mi ha insegnato ad essere più professionale e merita il posto che ha anche solo per come lavora»), Elisa («la considero una delle migliori cantanti italiane»), Fabrizio Moro, Carmen Consoli, Max Pezzali, Luca Carboni, Briga e Federico Zampaglione.

Redazione Papaboys (Fonte www.ilmattino.it)

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