Giornata del malato, Mons. Nosiglia: ‘Non cedere mai a compromessi’

mnscsrnsgl_web--400x300PIEMONTE – TORINO – “Operiamo sempre perché l’ospedale e ogni casa di accoglienza per anziani e malati non diventino mai ‘non luoghi’ anonimi e massificanti, dove ogni persona rischierebbe di essere considerata un cliente, un paziente, un numero”. Lo ha detto oggi l’arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia, intervenendo al convegno diocesano per la Giornata mondiale del malato. “Svolgere bene il servizio di cui il malato ha bisogno – ha spiegato l’arcivescovo -, è certamente l’obiettivo importante, ma non può essere l’unico. Ogni uomo, prima di essere malato, è una persona, cha va accolta nelle sue necessità più profonde e non soltanto fisiche. È una persona debole, insicura preoccupata, ansiosa, che solo se trova nell’operatore sanitario un sorriso, una stretta di mano calda, una parola d’incoraggiamento e di speranza trova la forza di lottare e continuare a sperare nella guarigione”.

Rivolgendosi a chi dirige gli ospedali monsignor Nosiglia ha auspicato che “ci sia il massimo di disponibilità per agevolare la presenza di volontari e di familiari accanto ai malati. La solitudine rischia di aggravare il morale di tanti ammalati”. Ai medici, operatori sanitari, infermieri ha chiesto di “non cedere mai a compromessi, come la neutralità etica, di fronte a possibili scelte in fatto di salvaguardia e difesa della vita nella sua fase nascente o finale”. Tornando sulla questione cannabis, di recente al centro di un dibattito in Consiglio comunale, l’arcivescovo ha ringraziato i medici che “hanno giustamente lamentato di non essere stati interpellati circa la possibilità di liberalizzare la cannabis perché avrebbero dato parere contrario derivante dalla loro esperienza concreta”. Al termine dell’incontro anche monsignor Nosiglia si è recato in una farmacia per aderire con l’acquisto di un farmaco alla XIV Giornata di raccolta del farmaco. 

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