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HomeNewsPax et JustitiaGinevra2: tensioni tra delegazione ufficiale e opposizione

Ginevra2: tensioni tra delegazione ufficiale e opposizione

La maggior parte dei media ha messo in evidenza il divario profondo tra la delegazione ufficiale guidata dal ministro degli Esteri, Walid Muallem, e la cosiddetta coalizione, guidata da Ahmad al-Jarbe.  Muallem ha sottolineato come la priorità del governo e dello stato sia ora quello di combattere il terrorismo e che la presenza di Bashar al-Assad al governo costituisca una “Linea rossa”. Sembra indubbio che Walid Moallem sia riuscito a “rubare la scena” ad Ahmad al-Jarbe, a tal punto che si dice che la “coalizione” stia cercando un sostituto per condurre i negoziati. Le tensioni tra le due delegazioni si mantengono acute e i gruppi hanno minacciato di lasciare la cittadina svizzera non partecipando ai negoziati (che rischiano di venire rinviati o di avviare la prima sessione con importanti assenze) che si avvieranno domani mattina per concludersi il 31 gennaio. Per superare le tensioni – e salvare la conferenza -, Lahdar Brahimi potrebbe scegliere la via dei negoziati indiretti, impegnandosi a mediare tra le due delegazioni in modo che non siano costrette a trovarsi faccia a faccia. Di sicuro le scarse probabilità di successo di Ginevra 2 si sono ulteriormente ridotte con l’esclusione di un attore fondamentale come l’Iran.

Intanto, mentre a Ginevra si discute sulla sorte del popolo siriano, circa 1.400 persone sono state uccise dall’inizio dell’anno per le lotte interne tra le bande armate sponsorizzate. Il cosiddetto Osservatorio siriano di Londra ha aggiunto che 760 delle vittime erano stranieri; mentre 190 sarebbero civili; 426 alqaedisti di Daash e 19 non ancora identificati. La situazione sarebbe talmente fuori controllo, da far intervenire anche il leader di Al-Qaeda, Ayman al-Zawahiri, che in un messaggio video ha invitato gli jihadisti a fermare “immediatamente” le lotte fratricide in Siria. Rivolgendosi a “tutti i gruppi jihadisti ed a ogni uomo libero che lavora alla caduta del regime di Assad”, il leader di Al-Qaeda li ha esortati a “fermare immediatamente i combattimenti tra fratelli.” E pensare che in novembre era stato proprio un messaggio di Zawahiri ha sottolineare le differenze tra i due principali gruppi alqaedisti in Siria riconoscendo unicamente a Jabhat al-Nusra lo status di “filiale” di Al-Qaeda in Siria e disconoscendo così Daash.

Il volto della guerra contro Assad, assume connotati inquietanti. Due cittadini britannici sono stati arrestati a Londra con l’accusa di finanziamento di iniziative terroristiche in Siria. Ad annunciarlo è stata Scotland Yard. Amal Elwahabi, 27 anni, e Nawal Msaad, 26, sono state accusate di organizzare l’arrivo di fondi necessari a facilitare atti terroristici in Siria.In particolare, Msaad è stata arrestata all’aeroporto di Heathrow, mentre stava per imbarcarsi per Istanbul con una “grande quantità di denaro.” Il coinvolgimento britannico era già stato denunciato quando il Daily Telegraph aveva parlato di oltre 300 britannici tra le fila delle bande jihadiste. L’opposizione si è trasformata in terrorismo. Non si capisce per “chi” e per “cosa”, lottano tutti questi uomini che da ogni parte del mondo si recano in Siria per impugnare le armi e combattere senza sapere perché. Tante volte è capitato che i mercenari arrivati in Siria, pensavano di essere in un altro paese…. Fermiamo le intrusioni in Siria! La comunità internazionale dia il giusto sostegno al governo, affichè il popolo possa tornare libero e sereno.  di Francis Golan Marrash

 

La fonte dell’articolo è tratta dalla pagina FB: Syria: l’altra faccia della rivolta

 

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