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Francia: ‘Basta ideologia di genere nelle scuole’

Pubblichiamo la traduzione della lettera che Les Enseignants pour l’Enfance, organizzazione di professori che si batte in Francia contro «l’introduzione subdola» a scuola dell’ideologia di genere, hanno inviato al nuovo ministro dell’Educazione nazionale Benoit Hamon. Hamon è stato appena nominato e sostituisce Vincent Peillon, che si era dato come obiettivo quello di «cambiare le mentalità dei giovani». “Venendo a conoscenza della sua recente nomina, ci permettiamo di scriverle per metterla a parte dell’inquietudine che condividono molti nostri colleghi. Come lei senza dubbio sa, il passaggio a via de Grenelle del suo predecessore ha lasciato ferite profonde. Animato dal progetto di voler «cambiare le mentalità», come ha scritto il 4 gennaio 2013 in una lettera indirizzata alle rettrici e ai rettori, la sua azione è stata un susseguirsi di passi falsi e violenze. Le menzogne, le ritrattazioni e le falsificazioni compiute si spiegano con la volontà manifestata di inculcare ai giovani i rudimenti dell’ideologia di genere. In quanto mera ipotesi scientifica, questa dottrina non può trovare spazio nella scuola della Repubblica, la cui prima missione resta la trasmissione della conoscenza. Ancora peggio, cercando di entrare fin dentro la coscienza dei ragazzi, l’impresa del signor Peillon ha avuto l’effetto di risvegliare nei genitori un forte sospetto verso l’autorità scolastica. Infatti, per la prima volta nella storia della nostra istituzione migliaia di genitori hanno ritirato da scuola i loro figli. Questo gesto, spontaneo e significativo, ha mostrato il divorzio che si è instillato al cuore della nostra Repubblica e che separa ormai lo Stato dalle famiglie.

Per tutte queste ragioni e con spirito di riappacificazione, noi le domandiamo a nome della nostra associazione e di tutti i genitori che ci sostengono di ritirare [il programma] ABCD dell’uguaglianza dal programma scolastico. Spinti da uno stesso desiderio di unità, noi chiediamo anche che venga sospesa la diffusione del film “Tomboy” agli alunni delle elementari. Fuori posto, oltre che inutili, queste iniziative non riguardano la prima missione della scuola, interferiscono nell’educazione che i genitori vogliono donare ai loro figli e non possono che gettare discredito sulla nostra professione. Sperando che queste richieste trovino ascolto, restando a sua totale disposizione per qualunque chiarimento aggiuntivo, noi la preghiamo di accettare, signor ministro dell’Educazione nazionale, l’espressione del nostro rispetto. Les Enseignants pour l’Enfance. a cura della Redazione Papaboys *

* La fonte dell’articolo è tratta da: tempi.it

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