Home News Ethica et Oeconomia Francia: a scuola fallisce l'insegnamento gender

Francia: a scuola fallisce l’insegnamento gender

Dopo questo primo anno di sperimentazione sembrava scontato che a partire dal 2014/2015 il governo Hollande avrebbe imposto a tutte le scuole francesi l’ABCD dell’uguaglianza, il programma che ha come scopo, con la scusa della «lotta contro l’omofobia», quello di introdurre l’ideologia del gender nelle scuole «decostruendo gli stereotipi di genere». Ma se è vero quanto scrive il Le Figaro, non sarà così. Il programma è stato sperimentato in 10 accademie, comprendenti 275 scuole e circa 600 classi. A inizio anno l’allora ministro dell’Educazione nazionale Vincent Peillon aveva detto: «Lo introdurremo in tutta la Francia in modo progressivo». Ma secondo il quotidiano francese, il pre-rapporto compilato dai tecnici per il nuovo ministro dell’Educazione Benoit Hamon, che non disdegna affatto la teoria di genere, non è molto positivo. L’ABCD dell’uguaglianza, che tocca temi molto delicati con bambini a partire dai sei anni, come ad esempio la possibilità di cambiare sesso, la pratica della masturbazione e l’esistenza di molteplici tipi di famiglia, ha sollevato il problema dei limiti oltre i quali si può spingere la scuola rispetto alla volontà dei genitori: «Gli insegnanti si sono detti in difficoltà nel posizionarsi rispetto a questo conflitto di legittimità», spiega uno degli autori del rapporto. Gli insegnanti, inoltre, sono poco preparati su questi temi, spesso in disaccordo e hanno più volte ricevuto critiche pesanti dai genitori. Il bilancio, insomma, non sarebbe positivo. Il 3 giugno il ministro Hamon incontrerà i direttori delle Accademie che hanno sperimentato il programma e gli ispettori del ministero per parlare dei risultati. «Nelle circostanze attuali non conviene soffiare sul fuoco. Si va verso la proclamazione di un nuovo anno di sperimentazione: non sarà applicato in tutte le scuole» come avrebbe dovuto, afferma un membro del ministero. A far cambiare idea al ministro sarebbero state non solo le proteste di singoli genitori ma anche le Giornate di ritiro dalla scuola (Jre) organizzate da Farida Belghoul per protestare contro l’imposizione dell’ideologia di genere, alle quali hanno partecipato prima 17.924 studenti, poi 31.548. «Nonostante il successo delle Jre non sia stato uguale dappertutto, ha mostrato l’esistenza di un clima di sospetto nei confronti della scuola. Questo ci spinge alla massima prudenza, soprattutto nel modo in cui verranno fatti gli annunci relativi al proseguimento della sperimentazione dell’ABCD dell’uguaglianza», afferma un membro del ministero. Se il programma venisse davvero rallentato, sarebbe un grande successo della Manif pour tous. di Leone Grotti

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