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Festival di musica e arte sacra dedicato a San Giovanni Paolo II

Un festival dedicato a San Giovanni Paolo II a dieci anni dalla morte e ispirato ai valori del dialogo, della pace e della carità. E’ quanto vuole essere la XIV edizione del Festival di Musica e Arte Sacra che torna Roma dal 28 ottobre al 4 novembre. Come ogni anno le Basiliche Papali ospiteranno i concerti con artisti provenienti da 9 paesi del mondo. Orchestra in residence, quella austriaca, dei Wiener Philharmoniker, in un’edizione che apre al repertorio sacro contemporaneo e al dialogo ecumenico, mantenendo l’impegno per la raccolta fondi destinata al restauro delle più belle chiese della capitale. Il servizio di Gabriella Ceraso:

S.G. Paolo II

“Noi cerchiamo, tramite la musica sacra, di portare la gente al Signore, sensibilizzando in queste belle basiliche: quando loro sentono questa bella musica, di pensare anche che queste basiliche vanno restaurate”. 

Dunque fede, arte e bellezza: nelle parole di Hans Albert Courtial, presidente della fondazione Pro Musica e Arte sacra, c’è l’essenza invariata del Festival, nato quattordici anni fa. Comune ed entusiasta la scelta di dedicarlo ed affidarlo a San Giovanni Paolo II, “un grande esempio di coraggio”, che ricorda il cardinale Angelo Comastri, arciprete della Basilica Papale di San Pietro, “già in gioventù rimasto solo nel contesto della Seconda Guerra Mondiale, ci ha insegnato a non rassegnarci al male”:

“Questo giovane 21enne in un contesto di violenza, in un baratro di cattiveria, che dice: ‘Signore, ti metto a disposizione la mia vita per aprirti strade nella storia degli uomini’. E l’ha fatto. Oggi il mondo sta vivendo momenti bui, dobbiamo fare come lui: Dio ha bisogno di questo, di uomini così”.

L’appuntamento più atteso quest’anno è il 28 ottobre nella Basilica di San Paolo Fuori le Mura con la settima e ottava Sinfonia di Beethoven affidate ai celebri Wiener Philharmoniker guidati da uno dei massimi direttori viventi, Herbert Blomstedt, alla presenza e in onore dei principi di Liechtenstein, grandi sostenitori dell’impegno artistico del Festival.

Curiosità e sfida invece della quattordicesima edizione è l’apertura alla musica sacra contemporanea. Sarà nel programma del 31 ottobre, del coro svedese da camera St Jacobs guidato da Gary Garden e sarà anche, a chiusura del Festival, nella prima italiana della Toccata, Canzone e fuga in re maggiore per organo a canne, di Giovanni Allevi, che del ruolo della musica parla così:

“Per me la musica deve essere un potente veicolo di avvicinamento alla trascendenza. Credo che, in un’epoca come quella che stiamo vivendo oggi, piena di dissidi, sia necessario che la musica ci possa trascinare verso orizzonte sempre nuovi e sempre più alti”

Rispondendo ad una vocazione di dialogo e pace,il Festival ospita il 31 ottobre nella Basilica di San Paolo Fuori le Mura, il concerto del Coro e dell’Orchestra delle Nazioni, diretto da Justus Frantz, in cui serbi e sloveni, israeliani e siriani, francesi e cinesi, russi e ucraini parlano una lingua comune che è la musica. Anche in questa edizione inoltre si rinnova la vocazione del Festival a promuovere un cammino ecumenico. Ad esibirsi insieme, in un progetto avviato nel 2012, si trovano i cantori del Coro della Cappella Musicale Pontificia Sistina e i componenti del St Jacob’s Chamber Choir complesso luterano di Stoccolma, che hanno insieme preparato il programma del concerto del primo novembre nella Basilica di Santa Maria Maggiore, come sottolinea il direttore della Sistina il M° Massimo Palombella:

“Dovendo lavorare con un coro luterano che tendenzialmente fa un programma contemporaneo al concerto, la scelta è stata quella di un programma identitario della scuola rinascimentale che si è venuta creando qui a Roma con autori come Palestrina, Lasso, da Victoria, quindi un programma decisamente rinascimentale con due brani eseguiti insieme, un bis a sorpresa e una conclusione sul Tu es Petrus di Palestrina. Per quanto riguarda invece la questione dell’ecumenismo, l’arte, la musica e le fonti comuni sono proprio i veicoli primi per trovare punti di contatto e scoprire che sono più le cose che ci uniscono che quelle che ci dividono, dal punto di vista globale”.

Dunque appuntamento il 28 ottobre alle ore 17 in San Pietro per la Messa d’apertura del festival e poi spazio a circa 600 artisti da nove Paesi del mondo, insieme al motto di “L’Arte salva l’Arte”




Redazione Papaboys (Fonte it.radiovaticana.va)

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