E si aprirono loro gli occhi

cieco nato-1886887433RIFLESSIONE SUL VANGELO DI QUESTO VENERDI’ – Nell’Antico Testamento mai nessun profeta ha aperto gli occhi ad un cieco. Solo per il Messia del Signore è profetizzato un tale potere. Chi lo preannunzia è Isaia. Certo, ancora un po’ e il Libano si cambierà in un frutteto e il frutteto sarà considerato una selva. Udranno in quel giorno i sordi le parole del libro; liberati dall’oscurità e dalle tenebre, gli occhi dei ciechi vedranno. Gli umili si rallegreranno di nuovo nel Signore, i più poveri gioiranno nel Santo d’Israele (Is 29,17-19).

Si rallegrino il deserto e la terra arida, esulti e fiorisca la steppa. Come fiore di narciso fiorisca; sì, canti con gioia e con giubilo. Le è data la gloria del Libano, lo splendore del Carmelo e di Saron. Essi vedranno la gloria del Signore, la magnificenza del nostro Dio. Irrobustite le mani fiacche, rendete salde le ginocchia vacillanti. Dite agli smarriti di cuore: «Coraggio, non temete! Ecco il vostro Dio, giunge la vendetta, la ricompensa divina. Egli viene a salvarvi». Allora si apriranno gli occhi dei ciechi e si schiuderanno gli orecchi dei sordi. Allora lo zoppo salterà come un cervo, griderà di gioia la lingua del muto, perché scaturiranno acque nel deserto, scorreranno torrenti nella steppa (Is 35,1-6).

Così dice il Signore Dio, che crea i cieli e li dispiega, distende la terra con ciò che vi nasce, dà il respiro alla gente che la abita e l’alito a quanti camminano su di essa: «Io, il Signore, ti ho chiamato per la giustizia e ti ho preso per mano; ti ho formato e ti ho stabilito come alleanza del popolo e luce delle nazioni, perché tu apra gli occhi ai ciechi e faccia uscire dal carcere i prigionieri, dalla reclusione coloro che abitano nelle tenebre (Is 42,5-7).

L’Evangelista Luca, citando il testo di Isaia sul Messia del Signore, letto da Gesù nella sinagoga di Nazaret, vi aggiunge proprio questa profezia che è segno distintivo del Servo del Signore. Questo specifico testo di Isaia non contiene questa profezia. Ecco di seguito il testo originale di Isaia e quello modificato di Luca.

Lo spirito del Signore Dio è su di me, perché il Signore mi ha consacrato con l’unzione; mi ha mandato a portare il lieto annuncio ai miseri, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, a proclamare la libertà degli schiavi, la scarcerazione dei prigionieri, a promulgare l’anno di grazia del Signore, il giorno di vendetta del nostro Dio, per consolare tutti gli afflitti, per dare agli afflitti di Sion una corona invece della cenere, olio di letizia invece dell’abito da lutto, veste di lode invece di uno spirito mesto. Essi si chiameranno querce di giustizia, piantagione del Signore, per manifestare la sua gloria (Is 61,1-3).

Nell’adattamento di luce, la profezia sul dono della vista è centrale, non marginale.

Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi, a proclamare l’anno di grazia del Signore (Lc 4,18-19).

Gesù è colui che viene per dare la luce non solo agli occhi, ma prima ancora alla mente, allo spirito, al cuore, all’anima dell’uomo. Viene perché ogni uomo possa vedere tutta la realtà creata e se stesso sotto la potentissima luce della divina verità. Viene per liberare l’uomo dalla cecità veritativa che è fonte di ogni cecità morale.

Mentre Gesù si allontanava di là, due ciechi lo seguirono gridando: «Figlio di Davide, abbi pietà di noi!». Entrato in casa, i ciechi gli si avvicinarono e Gesù disse loro: «Credete che io possa fare questo?». Gli risposero: «Sì, o Signore!». Allora toccò loro gli occhi e disse: «Avvenga per voi secondo la vostra fede». E si aprirono loro gli occhi. Quindi Gesù li ammonì dicendo: «Badate che nessuno lo sappia!». Ma essi, appena usciti, ne diffusero la notizia in tutta quella regione.

Oggi l’uomo è sprofondato in una cecità talmente grande da non vedere più neanche la verità del suo essere uomo e del suo essere donna. Vive in una confusione totale. La sua cecità abbraccia tutto l’universo creato, in ogni sua relazione. L’animale è visto come un uomo, l’uomo è pensato come un animale. La cecità è talmente grande da non sapere neanche le più elementari verità sulla natura umana. A questo poi si aggiunge la superbia chef fa sì che l’uomo si creda non bisognoso di alcuna luce.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, liberateci dalla nostra stoltezza.

Movimento Apostolico

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