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Domenica 5 aprile – La vita si veste di luce

Domenica 5 aprile – La vita si veste di luceNel giorno dopo il sabato, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di buon mattino, quand’era ancora buio, e vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!». Uscì allora Simon Pietro insieme all’altro discepolo, e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Chinatosi, vide le bende per terra, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel sepolcro e vide le bende per terra, e il sudario, che gli era stato posto sul capo, non per terra con le bende, ma piegato in un luogo a parte. Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Non avevano infatti ancora compreso la Scrittura, che egli cioè doveva risuscitare dai morti. Giovanni 20,1-9.

La notte è troppo lunga.
Se so che sei solo.
Se sono sola.
Vengo da te.

Se non ci sei tu.
Non c’è riposo.
Se non ti trovo.
Non c’è pace.
Sei tu la luce.
Senza di te è buio anche al mattino.

Non ho bisogno di entrare e vedere.
So che non ci sei.
Io so che non ci sei.
E se non ci sei.
Non c’è più nulla qui né da vedere né da cercare.
Se non ci sei.
Non c’è più nulla.

A coprire il tuo corpo.
A coprire il tuo viso.
Ora c’è solo la vita.
Ora c’è solo la luce del giorno.
La morte e i suoi segni sono rimasti nel sepolcro.
Come panni usati.
Come panni da riporre.
La vita non va coperta.
La vita non va chiusa.
La vita si veste di luce, di alba.
Esce.
E rotola via ogni peso, ogni tomba.

Corriamo a vedere.
Corriamo veloci.
È da vedere.
È da credere.
È da vivere.
Per sempre.

Di Don Mauro Leonardi

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