Domenica 15 marzo – Mandato per amare

Domenica 15 marzo – Mandato per amareE come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna». Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna. Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio». E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio». Giovanni 3,14-21

Prima un serpente ci ha salvati dal veleno.
Bastava uno sguardo.
Ora ci sei tu.
Da guardare.
Per essere salvata dal veleno più potente. Il peccato. La morte.
La tua vita per la mia.
Come non guardarti?
Come non amarti?

Mandato per amare.
Amare da morire.
Morire per amare.
Morire per dare la vita.
Dare la vita per amore.
È sempre tutto qui.
Nell’amore. C’è solo l’amore.
A muovere tutto.
A far vivere tutto.
A vincere tutto.
Pure la morte.

C’è solo un modo per credere.
Tu.
C’è solo uno da guardare in alto. Con amore. Per vivere.
Tu.
C’è solo una cosa da credere per non morire.
Tu.
C’è solo una cosa da credere per vivere in eterno.
Tu.
C’è solo uno mandato per non giudicare.
Tu.
C’è solo uno che viene per salvare. Tutti. Tutto.
Tu.
C’è solo un nome in cui credere.
Tu.
C’è una sola luce da amare.
Tu.
Ci sei solo tu.
Solo tu.
Ti guardo.
Ti aspetto.
Ti cerco.
Ti amo.

Non è un giudizio di parole.
È un giudizio di ombre, di luce, di buio.
Dove sono?
Luce?
Buio?
Dove sono, lì, è il giudizio su di me.

Ecco le mie opere.
Le ho fatte in te.
Per te.
Guardale.
Guardami.
Sei tu, luce mia, vita mia, il mio giudizio.

Dare il figlio.
Dare la vita di chi si ama.
La vita.
Essere la vita.
Essere la luce.
No parole.
Ma vita.
Giudizio che non si ascolta.
Si guarda.
Si contempla.

Non c’è da ascoltare.
C’è da svelare.
No parole.
Luce.

Di Don Mauro Leonardi

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