Diocesi Gorizia, operativo il fondo straordinario ‘Famiglie in salita’

fisFRIULI VENEZIA GIULIA – GORIZIA – È ufficialmente operativo nell’arcidiocesi di Gorizia il Fondo straordinario “Famiglie in salita”. Dopo la firma dei protocolli d’intesa tra arcidiocesi e Fondazione Cassa di risparmio, Provincia, Acli provinciali, Azienda per i servizi sanitari n.2 “Isontina”, Confartigianato provinciale e Centro regionale per l’orientamento, si può ora procedere con le prime attivazioni di voucher, borse lavoro, borse studio e tirocini formativi. La Commissione, costituita appositamente presso la Caritas diocesana per “valutare le diverse domande e approvare l’ammontare dell’aiuto economico”, è già stata organizzata ed ha anche già approvato una trentina di richieste. Per prendere parte al progetto è necessario essere disoccupati e presentare la propria domanda alle parrocchie dell’arcidiocesi, alle Acli provinciali e al Centro di ascolto Caritas, che hanno già provveduto ad attivare dei tutor volontari con il compito di aiutare a compilare la domanda, a seguire l’interessato nella presentazione della documentazione richiesta e, successivamente, accompagnare i beneficiari del Fondo monitorando il rispetto degli impegni presi.

Il Fondo straordinario, sorto con l’obiettivo di “sostenere le famiglie e le persone impoverite a causa della crisi offrendo non solo un sostegno economico ma un’occasione lavorativa”, si basa su una dotazione di 110.000 euro, 50.000 dei quali offerti dalla Fondazione Cassa di risparmio di Gorizia, 50.000 messi a disposizione dai Fondi 8×1000 della Chiesa cattolica e 10.000 euro donati da Goriziane Group di Villesse. Come sottolineato da tutte le parti firmatarie dei protocolli d’intesa, così anche l’arcivescovo Carlo Roberto Maria Redaelli ha ricordato come “il lavoro sia la preoccupazione maggiore; oltre ai sostegni economici e materiali attivi con l’emporio della solidarietà e con il sostegno alle bollette, qui si dà sostegno lavorativo, necessario per rispettare e far ritrovare la dignità di ogni singola persona”.  Fonte: Agensir

SCRIVI UNA RISPOSTA

Scrivi il commento
Inserisci il tuo nome