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Diede loro forza e potere su tutti i demòni e di guarire le malattie

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IB 11Lc 9,1-6
Li mandò ad annunciare il regno di Dio e a guarire gli infermi.

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Il Vangelo è portatore di una grandissima novità in relazione all’Antico Testamento. Con Gesù nasce la vera missione verso ogni uomo. Non c’è un solo uomo sulla terra che non debba essere chiamato perché divenga discepolo di Gesù. Ciò che prima si era per nascita da Abramo, ora invece si è per nascita dalla parola.

Nell’Antico Testamento solo alcuni furono corredati dalla potestà di compiere alcuni segni: Mosè, Elia, Eliseo, Daniele e qualche altro. Tutti i messaggeri di Dio venivano inviati con la sola Parola da annunziare. Il Signore mandava in mezzo al suo popolo e di volta in volta donava la Parola da riferire, annunziare, proclamare, predicare. Quanto viene manifestato per Ezechiele, vale per ogni altro profeta.

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Mi disse: «Figlio dell’uomo, àlzati, ti voglio parlare». A queste parole, uno spirito entrò in me, mi fece alzare in piedi e io ascoltai colui che mi parlava. Mi disse: «Figlio dell’uomo, io ti mando ai figli d’Israele, a una razza di ribelli, che si sono rivoltati contro di me. Essi e i loro padri si sono sollevati contro di me fino ad oggi. Quelli ai quali ti mando sono figli testardi e dal cuore indurito. Tu dirai loro: “Dice il Signore Dio”. Ascoltino o non ascoltino – dal momento che sono una genìa di ribelli -, sapranno almeno che un profeta si trova in mezzo a loro. Ma tu, figlio dell’uomo, non li temere, non avere paura delle loro parole. Essi saranno per te come cardi e spine e tra loro ti troverai in mezzo a scorpioni; ma tu non temere le loro parole, non t’impressionino le loro facce: sono una genìa di ribelli. Ascoltino o no – dal momento che sono una genìa di ribelli -, tu riferirai loro le mie parole. Figlio dell’uomo, ascolta ciò che ti dico e non essere ribelle come questa genìa di ribelli: apri la bocca e mangia ciò che io ti do». Io guardai, ed ecco, una mano tesa verso di me teneva un rotolo. Lo spiegò davanti a me; era scritto da una parte e dall’altra e conteneva lamenti, pianti e guai (Ez 2,1-10).

Gesù viene per svelarci che non è l’uomo il nemico dell’uomo. Il vero nemico dell’uomo è il diavolo, Satana, il demonio. È lui che seduce l’uomo e lo costituisce strumento di male, peccato, morte, distruzione, rovina, infiniti disastri fisici e spirituali. Basta leggere l’Apocalisse di San Giovanni Apostolo per avere una chiara idea sulla potenza di Satana. La sua seduzione è talmente potente da riuscire anche sugli eletti. Questi però sono sotto la potente protezione e difesa di Dio e non riuscirà a sedurli.

Pregate che la vostra fuga non accada d’inverno o di sabato. Poiché vi sarà allora una tribolazione grande, quale non vi è mai stata dall’inizio del mondo fino ad ora, né mai più vi sarà. E se quei giorni non fossero abbreviati, nessuno si salverebbe; ma, grazie agli eletti, quei giorni saranno abbreviati. Allora, se qualcuno vi dirà: “Ecco, il Cristo è qui”, oppure: “È là”, non credeteci; perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti e faranno grandi segni e miracoli, così da ingannare, se possibile, anche gli eletti. Ecco, io ve l’ho predetto (Mt 24,20-25).

È contro Satana che il discepolo di Gesù dovrà lottare combattere. Gesù dona forza e potere sui demoni e potere di guarire le malattie. Il discepolo di Gesù dovrà liberare l’uomo da Satana e da ogni conseguenza che il male, frutto della sua tentazione, ha prodotto e produce nella nostra natura: malattie, infermità, grande povertà e miseria.

Tutta la miseria del mondo è frutto del peccato. Morte, disperazione, miseria spirituale e fisica sono il frutto del peccato. Il peccato è il frutto della caduta nella tentazione. Oggi è questa la grande stoltezza dell’uomo e anche del cristiano: vuole abolire le conseguenze del peccato, lasciando però che il peccato governi il suo corpo, il suo spirito, la sua anima. L’uomo di oggi è simile a colui che si immerge in una caldaia di olio bollente e pretende rimanere illeso nella sua carne.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, liberateci da ogni stoltezza.

Commento a cura del Movimento Apostolico

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