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Dalla politica alle buone notizie – La storia di Riccardo Rossi

unnamed (1)TESTIMONIANZE DI FEDE – Lo chiamavano mastino napoletano, per alcune inchieste che aveva fatto. Era tosto e non mollava facilmente la preda. All’epoca viveva sempre con l’affanno alla ricerca di scoop,convinto che scalando il potere fosse possibile cambiare parte della società . “Ad un certo punto mi sono accorto- racconta- che la mia penna era al servizio di un sistema politico che prendeva in giro la gente, anche io ero funzionale ad una comunicazione bugiarda”.
Ho incontrato personalmente Riccardo a Catania, è una persona semplice e solare che riesce a strapparti un sorriso e a sdrammatizzare qualsiasi situazione.

Riccardo Rossi– 45 anni napoletano, negli anni passati è stato l’addetto stampa di alcuni personaggi del mondo della politica. Frequentava i Deputati, Senatori, Consiglieri Comunali, Assessori e scriveva articoli che servivano solo a buttare fumo negli occhi della gente.
In quel periodo Riccardo era lontano dalla fede, si definiva addirittura un ateo.
Un giorno, all’improvviso qualcosa comincia a cambiare nella sua vita. Una donna, Marinella Cimmino, lo porta in chiesa, lui che non metteva piede in chiesa da oltre 15 anni e misteriosamente davanti all’ icona della Madonna Bruna di Maria Santissima delle Neve a Torre Annunziata si mette a pregare. In seguito la figura di Giovanni Paolo II, ascoltato in sala Nervi a Roma, in un incontro per i giornalisti lo scuote nel profondo. Da allora, esattamente dal 1999 Riccardo ha iniziato il suo percorso di conversione, andando in missione in Kosovo e in Romania e successivamente in pellegrinaggio in Terra Santa.
Poi decide di lasciare la sua Napoli e andare a vivere….

Riccardo, prima eri un giornalista che scriveva per i Politici, per le persone di potere, oggi ti autodefinisci “il giornalista delle buone notizie”. Perché?
Perché racconto di persone che cambiano vita, di chi dalla droga diventa missionario, di chi pur avendo una disabilità grave trasmette con la sua vita, gioia, speranza. Racconto le tante iniziative solidali che nascono da gente comune, associazioni, dò voce a chi organizza una cena per i poveri, a chi scrive un libro per fare conoscere la bellezza della vita. C’è un mondo intero che compie bei gesti, ma sono poco noti, il mondo dà soprattutto voce alla cattive notizie, al sesso, ai soldi, alla cronaca nera. Io cerco di dare voce al mondo delle buone notizie, racconto storie italiane, americane, francesi, cinesi, israeliane, palestinesi, africane. In altre parti nel mondo ci sono persone che come me stanno cercando di fare conoscere le buone notizie, i gesti solidali, conto di mettermi sempre più in comunione con tante persone per diffondere il bene, il bene è contagioso! Per chi vuole può seguirmi su www.goleminformazione.it ho una rubrica di buone notizie e su facebook dove ho una pagina La Gioia, dove si propone con piccoli passi un cambiamento, dalle solitudini alla solidarietà: https://www.facebook.com/lagioiapage

Quel lontano giorno, il 4 giugno 2000, cosa disse Giovanni Paolo II, in occasione della Giornata Mondiale delle comunicazioni sociali al Giubileo dei Giornalisti al punto di aprire il tuo cuore alla conversione?

Con Giovanni Paolo II ho avuto più “incontri”, il primo è stato leggendo la sua lettera “Alle donne”, (che mi fu donata da Dora Ciampa Cuneo che diventò la mia madrina di cresima), mi rapì per la sua profondità e per il suo grande amore verso le donne. Successivamente l’ ho ascoltato in Vaticano, a Tor Vergata, ad Assisi, a Pompei, tra i tanti incontri mi colpì molto l’appuntamento con i giornalisti in sala Nervi a Roma dove c’erano Giovanni Paolo II e il Cardinale Ratzinger. Presentavano un documento: “Etica nelle comunicazioni sociali” si raccontava di come i mezzi d’informazione abbiano una grande responsabilità delle notizie che diffondono. Di come noi giornalisti dobbiamo dare notizie vere, notizie che creino unione non disunione, informazione che dia voce ai più deboli. Mi resi conto che anche io ero uno strumento di comunicazione non corretto, davo solo notizie che compiacevano i potenti, le lobby, che screditavano questa o quella persona e mai davo voce ai bisogni reali della gente. Ricordo quando fui costretto a dare notizie false altrimenti sarei stato licenziato. Ricordo di quante volte le mie notizie, dopo che erano state sui giornali e avevano creato clamore venivano messe da parte e tutto rimaneva come prima. Non c’era la volontà politica di cambiare veramente le cose, era solo un apparire e basta. Ancora oggi ho con me il libretto “ Etica della comunicazioni sociali” che consiglio a tutti gli operatori nelle comunicazioni.

Quando andasti in missione in Romania, conoscesti un ragazzo. Che successe poi?

Sono andato varie volte in Missione in Romania, ad Onesti e nel mio terzo viaggio conobbi un missionario siciliano Giuseppe Messina che viveva integralmente il Vangelo. La sera Giuseppe incontrava ( parliamo del 2003) i senza fissa dimora nella stazione dei treni di Onesti. Non ero intenzionato a fare questa esperienza, dopo un giorno intero a fare visita alle famiglie povere, istituti di bambini, ero stanco e volevo riposare. Una sera però, non riuscivo a riposare e andai pure io a fare questo giro notturno ( dopo le 23 di sera) per incontrare chi viveva in strada. Notammo qualcosa nei pressi dalla stazione dei treni, sembravano degli stracci ammassati; invece era un bambino rom, di circa 12 anni, che viveva per strada, Giuseppe ci parlò e lo seguì. Giuseppe lo portò con noi, alloggiavamo da dei frati Francescani, e si occupò di lui. Gli trovò una casa, dall’Italia lo mantenne, ora che si è fatto grande si occupa ancora di lui. Questa azione radicale di questo missionario laico mi stravolse, con quella “semplice” gesto aveva salvato un bimbo dalla strada e io con i tanti articoli, interrogazioni parlamentari, denuncie non ero stato capace di fare nulla di simile. Entrai in forte crisi, le parole di Giovanni Paolo II dedicate a noi giornalisti risuonarono in me ancora più forte, “siate strumenti di giustizia e di carità”. Come tornai in Italia, precisamente a Napoli dove abitavo, decisi di non essere più un giornalista che diceva il falso, ma solo al servizio della verità e dei più deboli. Mi trovai senza lavoro nel giro di pochi mesi, buttato fuori dai posti dove lavoravo. Dopo un anno di travaglio interiore, mi sono trasferito in Sicilia nella casa famiglia “ Oasi della Divina Provvidenza” ( www.insieme.ct.it) diretta da Giuseppe Messina, il giovane siciliano che avevo conosciuto in Romania che vive integralmente il Vangelo.

Oggi vivi in Sicilia in una casa famiglia “L’Oasi della Divina Provvidenza”. Sei le braccia e le gambe per molti fratelli della comunità. Come ti senti?

Ogni giorno opero qualcosa per il mio fratello più piccolo e so che sto aiutando Gesù Cristo. Io sono al servizio di disabili in sedia a rotelle, malati terminali, senza fissa dimora, più di una volta mi è pesato, mai avrei immaginato di operare le cose più umili, lavare sederi, pulire ferite, fare docce, ma so che sto facendo del bene al mio fratello e mi fa stare bene. Ogni giorno questo servizio mi migliora e regala un senso alla mia vita.

Tuo fratello era tossicodipendente ed ha attraversato un periodo nero. Come hai cercato di aiutarlo da uomo e da cristiano?

Io facevo gavetta per testate prestigiose, tra cui la Vita in Diretta della Rai, stavo quasi tutti giorni alla sede Ansa di Napoli, mollai tutto per seguire mio fratello e mi ritagliai uno spazio lavorativo in dei mensili, per avere tempo libero. Fu una vera epopea, mio fratello lo portavo in una comunità e scappava dopo poco, questa storia è andata avanti per un anno circa, quando poi scomparve del tutto. Lo ritrovai dopo tempo ed era nuovamente caduto nella droga e forse in una setta satanica. Ancora oggi lo seguo è in una comunità in veneto, mio fratello ha incominciato a drogarsi a 12 anni e oggi che ne ha 43 e non ne ancora uscito del tutto. Il grande dono che ho avuto dalla fede e che ho imparato ad aspettare che mi chieda aiuto e di andare oltre il male che ha fatto alla mia famiglia e a me. Questa vicenda molto dura mi ha cambiato molto e mi consente di scrivere con il cuore.

Oggi sei alla ricerca delle storie semplici, che riguardano i piccoli, i deboli, gli indifesi, le persone disabili. Cosa ti trasmettono?
Una grande forza, ogni volta queste storie mi regalano gioia, speranza. Molti disabili hanno una forza interiore incredibile, nel momento che accettano la propria croce diventato portatori di luce. Più di una volta sono rimasto senza parole di fronte a testimonianze di persone rimaste non vedenti, malati di SLA allettati che hanno una fede senza pari e trasmettono gioia di vivere. Molto bello è raccontare di chi esce dalla droga, dalla prostituzione, dall’alcool, dalla depressione. Ognuna di queste storie ha la capacità di farmi stare meglio, ogni volta che racconto queste storie divento un uomo migliore.

Una Rubrica di buone notizie in radio : http://www.goleminformazione.it/le-buone-notizie/eventi/una-rubrica-di-buone-notizie-in-radio.html#.UwKPQfl5Ppw

Ogni settimana, alle ore 11.30 su Radio Kolbe va in onda una rubrica di buone notizie.

La rubrica è condotta da Ornella Taziani e da Riccardo Rossi e mira a far conoscere le buone azioni che avvengono ogni giorno da parte di tante persone.

Tanti i temi che vengono affrontati: le diverse abilità, la cultura, la solidarietà, storie di vita, la legalità.
Vengono trattate buone notizie di ogni parte del mondo, perché in ogni luogo del pianeta ci sono persone che compiono belle azioni. I grandi mezzi di comunicazione si occupano prevalentemente delle cattive notizie e di tutto ciò che fa scandalo, questa rubrica vuole dare voce alle tante persone che compiono del bene, al disabile che ci insegna i veri valori della vita.
Una rubrica che dà voce ai carabinieri, ai poliziotti, ai finanzieri che nel silenzio salvano vite e organizzano iniziative solidali. Uno spazio che dà visibilità agli insegnanti che ogni giorno con la loro opera mettono le basi per una società migliore.
Una trasmissione per dare risalto alle tante belle azioni dei giovani, di quelli che partono in missione, di chi fa campi lavoro contro la mafia, dei tanti ragazzi che s’impegnano nel sociale. Un occhio importante viene dato ai diversamente abili, alle iniziative per valorizzare le diversità.

Raccontiamo le opere che fanno i missionari, le case famiglie che ogni giorno accolgono persone in difficoltà e gli danno una mano per ripartire. Vengono messi in evidenza i piccoli gesti solidali, di gente comune, gesti che ognuno di noi può compiere.
Sono presentati anche dei libri che raccontato di solidarietà, di gioia, di speranza.
La trasmissione racconta il bene che esiste a questo mondo, ogni mercoledì alle ore 11.30 su Radio Kolbe http://www.radiokolbe.it/ si potranno ascoltare via internet quattro o cinque buone notizie scelte tra le tante che divulga Golem Informazione http://www.goleminformazione.it/ nella rubrica di buone notizie.

Rita Sberna

 

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